ostriche

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Ostriche afrodisiache. Inventate dai Romani, scippate dalla Francia
Nel riquadro: Gaio Sergio Orata, pioniere dell'acquacoltura (Getty Images)
Caio Sergio Orata, nel primo secolo a.C., impiantò allevamenti nelle lagune dei Campi Flegrei. Da lì nacque il mito del mollusco.

Il viaggio lungo le pagine del bel libro di Lejla Mancusi Sorrentino, Delizie afrodisiache, a dimensione marina, dopo i ferormoni di gola e non solo stimolati dal caviale, ci porta verso altri lidi, quelli di molluschi, crostacei e dintorni.

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Casanova era pazzo delle ostriche. E paragonava le femmine ai ragù
Nel riquadro, un ritratto di Giacomo Casanova (IStock)
Il grande seduttore veneziano fu un palato libero: passava con disinvoltura dalle bettole alle tavole nobiliari. Grandissimo divoratore di riso, il cibo faceva da sfondo decisivo ai divertimenti e alle sue conquiste amorose.
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A Napoli è il polpo il re dello street food
(IStock)
Non c’è nulla di più tradizionale da mangiare in strada sotto il Vesuvio: si può «bere» in piedi come sotto le bombe nel 1943 o gustare in una tazza con brodo e olio rosso piccante come se fosse tè. Cucinare il pesce è un affare da dottori e così nasce l’«ostricaro fisico».
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L’ostrica italiana che fa invidia perfino ai francesi
iStock
Sorpresa: sul delta del Po si coltiva una «perla» che ha attirato l'attenzione di chef stellati e buongustai d'Oltralpe. Storia e virtù della regina della crudità.
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Ostriche, cibo dell’eros amato da Casanova
Ansa
Per il grande seduttore veneziano erano uno dei giochi prediletti nel talamo. Paolina Bonaparte se le faceva portare con champagne dal servo nero in vasca da bagno. Adorate dagli eroi omerici e dai romani, che le tolsero ai plebei promuovendole a piatto imperiale.
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