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Covid 19-aborto, Pro Vita & Famiglia: «È la nuova cultura sanitaria: aborti sì, chemio forse»

Covid 19-aborto, Pro Vita & Famiglia: «È la nuova cultura sanitaria: aborti sì, chemio forse»

«È il paradosso della nuova cultura sanitaria: pensare di differire parte dell'attività programmata per i pazienti oncologici ed eliminare invece appena richiesto i bambini indesiderati nel grembo materno. Chiediamo al ministro della Salute, Roberto Speranza, in un momento tanto delicato e di emergenza sanitaria per il Paese, di spiegare agli italiani secondo quale terrificante logica sarebbe stato disposto che una struttura ospedaliera del territorio nazionale, al verificarsi di un caso di Covid19 nell'area di riferimento, possa rimandare tutte le operazioni chirurgiche non strettamente indispensabili e non gli aborti» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia. «Vogliamo denunciare la discutibile decisione presa dal ministero di far rientrare gli aborti tra le urgenze e di escludere invece altre cure - hanno poi proseguito - perché mette in luce, meglio di mille parole, la tragica opzione di morte scelta dal nostro Servizio Sanitario Nazionale». «Se da un lato, infatti, si fa di tutto con il massimo impegno e con meritorio spirito di abnegazione per salvare le vite dei malati di coronavirus, dall'altro si sente l'urgenza di non consentire lo sviluppo di embrioni e feti come se la vita non iniziasse dal concepimento. L'assurdità è che quasi tutte le operazioni chirurgiche sembrano bloccate eccetto l'interruzione di gravidanza. Ci chiediamo a questo punto se sia la cultura di morte che guida la nostra sanità oppure l'urgenza di salvare quante più vite possibile, come tanti medici, infermieri e operatori sanitari stanno facendo egregiamente in queste ore di emergenza» ha concluso Pro Vita & Famiglia.

A San Pietro scaldano i fornelli: bistrot sui tetti con vista sull’Urbe
La Basilica di San Pietro (iStock)
Già arrivati gli arredi per il locale. Il ristorante potrebbe essere pronto entro l’anno.

«Aggiornamento» fu la parola magica che san Giovanni XXIII propose e suggerì ai cattolici del mondo intero, convocando nel 1959 a Roma, presso la basilica di san Pietro, il XXI Concilio ecumenico della Chiesa, chiamato il Vaticano II (1962-1965), poi concluso da Paolo VI.

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Deficit con la Cina per 46,3 miliardi
Deposito container in Cina (Ansa)
Nel 2025 si temeva il crollo dell’export verso gli Usa per i dazi. Invece è salito del 7,2% e il surplus ha rallentato a 34 miliardi. Import da Pechino +16,4% e -6,6% di esportazioni.

Mentre i riflettori europei erano accesi sui dazi imposti dal presidente americano Donald Trump, non ci accorgevamo che la Cina ci invadeva con i suoi prodotti. Un assalto al mercato europeo che si è intensificato nel 2025 usando anche la triangolazione con Paesi del Sud Est asiatico, come Vietnam e Cambogia per bypassare lo sbarramento delle tariffe. L’invasione ha approfittato anche del fatto che tutta l’attenzione politica e mediatica era rivolta al «gigante cattivo» cioè gli Stati Uniti.

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Da «nemici» ad «alleati strategici». La giravolta di Starmer su Pechino
Keir Starmer (Ansa)
Visita in Cina per chiudere accordi. Astrazeneca annuncia 15 miliardi di investimenti.

Keir Starmer è arrivato in Cina mercoledì 28 gennaio e, alle prime ore del 29 gennaio è stato ricevuto da Xi Jinping nella Grande Sala del Popolo. È la prima visita ufficiale di un premier britannico a Pechino dal 2018 e viene presentata come una ripartenza dopo anni di rapporti tesi.

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«Wonder Man»: il supereroe nascosto tra realtà e spettacolo
«Wonder Man» (Disney+)
La nuova serie, su Disney+ da mercoledì 28 gennaio, segue Simon Williams, supereroe con identità segreta, alle prese con una carriera da attore e la sorveglianza del Dipartimento per il controllo dei danni. Tra quotidiano e straordinario, lo show intrattiene senza promettere rivoluzioni.
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