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Covid 19-aborto, Pro Vita & Famiglia: «È la nuova cultura sanitaria: aborti sì, chemio forse»

Covid 19-aborto, Pro Vita & Famiglia: «È la nuova cultura sanitaria: aborti sì, chemio forse»

«È il paradosso della nuova cultura sanitaria: pensare di differire parte dell'attività programmata per i pazienti oncologici ed eliminare invece appena richiesto i bambini indesiderati nel grembo materno. Chiediamo al ministro della Salute, Roberto Speranza, in un momento tanto delicato e di emergenza sanitaria per il Paese, di spiegare agli italiani secondo quale terrificante logica sarebbe stato disposto che una struttura ospedaliera del territorio nazionale, al verificarsi di un caso di Covid19 nell'area di riferimento, possa rimandare tutte le operazioni chirurgiche non strettamente indispensabili e non gli aborti» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia. «Vogliamo denunciare la discutibile decisione presa dal ministero di far rientrare gli aborti tra le urgenze e di escludere invece altre cure - hanno poi proseguito - perché mette in luce, meglio di mille parole, la tragica opzione di morte scelta dal nostro Servizio Sanitario Nazionale». «Se da un lato, infatti, si fa di tutto con il massimo impegno e con meritorio spirito di abnegazione per salvare le vite dei malati di coronavirus, dall'altro si sente l'urgenza di non consentire lo sviluppo di embrioni e feti come se la vita non iniziasse dal concepimento. L'assurdità è che quasi tutte le operazioni chirurgiche sembrano bloccate eccetto l'interruzione di gravidanza. Ci chiediamo a questo punto se sia la cultura di morte che guida la nostra sanità oppure l'urgenza di salvare quante più vite possibile, come tanti medici, infermieri e operatori sanitari stanno facendo egregiamente in queste ore di emergenza» ha concluso Pro Vita & Famiglia.

Trump ci prova: «Iran nei Patti di Abramo»
Donald Trump (Ansa)
Il presidente Usa tenta di salvarsi la faccia e rispolvera i suoi accordi per normalizzare il Medio Oriente: «Dopo i nostri sforzi, tutti devono entrare. Se arriva l’intesa, anche Teheran potrebbe». I pasdaran: «Falsa la notizia sul trasferimento dell’uranio in Cina».

Donald Trump si è mostrato ottimista su un possibile accordo con l’Iran. E ha collegato l’eventuale successo del processo diplomatico al rilancio degli Accordi di Abramo.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 26 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 26 maggio con Carlo Cambi

Altri raid incrociati tra Mosca e Kiev. Ma per i nostri media uccide solo Putin
Ansa
Il Cremlino annuncia nuove bombe come rappresaglia per il blitz ucraino sullo studentato. Che, per i giornali, pare non esistere.

Non accenna ad attenuarsi l’escalation tra Russia e Ucraina, con gli attacchi reciproci che proseguono martellanti. Eppure, nonostante il raid ucraino sul dormitorio studentesco a Starobilsk abbia provocato 21 vittime, di cui anche alcuni bambini, per i media italiani pare che siano soltanto i russi a uccidere.

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«Nuove intercettazioni illegittime»
Sergio Sottani, procuratore generale della Repubblica di Perugia (Imagoeconomica)
Per l’avvocato che ha sollevato il caso: «Le captazioni irregolari sono molte più di quelle denunciate all’inizio». La Procura generale di Perugia prova a metterci una pezza.

Dopo il caso, denunciato dalla Verità, delle intercettazioni illegittime effettuate nel carcere di Perugia, l’Unione delle camere penali ha proclamato cinque giorni di astensione dal lavoro degli avvocati penalisti. Un piccolo terremoto, a cui, ieri, ha risposto la Procura generale del capoluogo umbro, guidata da Sergio Sottani. Il magistrato ha provato a metterci una pezza, ma il risultato è stato poco convincente.

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