Costantino resta ancora in cella, ma adesso è pure a rischio Covid
L’ italiano è detenuto ad Abu Dhabi in un carcere noto per la scarsa sicurezza sanitaria.

Non c’è niente da fare per Andrea Giuseppe Costantino, l’imprenditore di Milano rinchiuso da ormai 4 mesi nel carcere di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. A distanza di ormai più di 100 giorni non gli è stato ancora notificato un capo d’accusa, né ha potuto nominare un legale sul posto. Costantino quindi continua a rimanere in cella ad Al Wathba, senza un motivo. La Farnesina e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, continuano a mantenere i contatti con la moglie Stefania Giudice e in particolare con l’avvocato Cinzia Fuggetti. Il problema è che la situazione continua a non sbloccarsi. Per di più nelle ultime settimane si è aggiunto un nuovo problema: l’aumento dei contagi di Covid 19.

Come noto a Dubai sono ancora in quarantena 200 ragazzi italiani che nei prossimi giorni dovranno effettuare nuovi tamponi per poter rientrare in Italia. Da almeno un anno le organizzazioni umanitarie hanno lanciato un allarme proprio sulla situazione del carcere di Al Wathba, dove è rinchiuso l’imprenditore italiano. Lo scorso anno fu la Mena Rights Group – associazione di difesa legale con sede a Ginevra che difende e promuove i diritti e le libertà fondamentali nella regione del Medio Oriente e del Nord Africa – a presentare un appello urgente al relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto alla salute, esprimendo preoccupazione per la mancanza di accesso dei prigionieri alle cure mediche e le cattive condizioni carcerarie.

Non solo. Il 22 giugno scorso l’ambasciatore indonesiano di Abu Dhabi ha incontrato il direttore della prigione Ahmed Thani Al Shehhi, per assicurarsi che i detenuti fossero vaccinati e al sicuro. Se l’Indonesia è allarmata per la situazione dei suoi concittadini non sembra invece esserlo la Farnesina. Nei giorni scorsi l’avvocato Fuggetti ha chiesto al ministero guidato da Di Maio di intercedere per permettere a Costantino di ottenere gli arresti domiciliari. L’imprenditore milanese ha avuto un’operazione nel novembre scorso, è ancora in attesa di una risonanza magnetica. In questi mesi avrebbe perso almeno 18 chili. Ma la Farnesina avrebbe risposto che non ci sarebbero rischi di contagio nel carcere di Al Wathba e che si sta comunque lavorando per risolvere la situazione. Nel frattempo i contatti con la compagna Stefania sono limitati a sporadiche e brevi conversazioni telefoniche dove Andrea continua a proclamare la sua innocenza. Per di più, vale la pena ricordarlo, all’imprenditore è stato rinnovato il visto come residente per 3 anni (fino a marzo 2024), ennesima conferma che su di lui non ci sarebbero pendenze giudiziarie. Stando ai legali, è sempre più forte l’ipotesi che l’imprenditore sia una ignara vittima sacrificale dei sempre più tesi rapporti tra Italia ed Emirati Arabi Uniti. Come noto, a fine gennaio il governo giallorosso di Giuseppe Conte aveva cancellato le commesse militari per gli Emirati Arabi, comprese le parti di ricambio per la flotta della pattuglia acrobatica emiratina, composta da aerei da addestramento forniti dall’Italia stessa. Proprio questo ultimo punto sarebbe uno dei tasti dolenti delle trattative, perché avrebbe particolarmente fatto indispettire Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, principe ereditario, ma soprattutto ministro della Difesa di Abu Dhabi. A poco sembrano essere servite le misure di allentamento del mese scorso varate dall’Uama (Unità per le autorizzazioni dei materiali di armamento). E intanto Costantino continua a rimanere in cella. L’avvocato Fuggetti si è rivolto al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al presidente del Consiglio, Mario Draghi, per chiedere un intervento. Non è arrivata risposta.

Da non perdere

Al processo Nord Stream l’imputata è Kiev
Mondo

Al processo Nord Stream l’imputata è Kiev

I giudici di Amburgo respingono l’archiviazione di Kuznietsov. L’ex ufficiale sostiene che, nel 2022, sabotò i gasdotti su ordine dell’esercito. Zelensky nega, resta il giallo sul ruolo Usa. L’altro sospettato, fermato in Croazia, non è ancora stato estradato.

Spagna, scontro tra treni ad alta velocità: almeno 46 morti. Sánchez: «Addolorato»
Mondo

Spagna, scontro tra treni ad alta velocità: almeno 46 morti. Sánchez: «Addolorato»

Almeno 46 morti e oltre 150 feriti nello scontro tra due treni ad alta velocità vicino a Toledo. Il governo ipotizza un errore umano dopo un guasto al sistema di segnalamento. Sánchez si dice «profondamente addolorato». La Farnesina al lavoro per verificare l'eventuale coinvolgimento di cittadini italiani e garantire assistenza ai connazionali. Meloni: «Vicini alla Spagna».

Israele, Trump rivendica la rimonta di Netanyahu: «Merito mio»
Mondo

Israele, Trump rivendica la rimonta di Netanyahu: «Merito mio»

Nel tour in Texas il presidente Usa si attribuisce il merito della rimonta di Netanyahu, mentre il voto israeliano resta senza una maggioranza chiara. Poi attacca i democratici, allenta i vincoli sulle emissioni di metano e annuncia progressi verso un incontro tra Putin e Zelensky.

Gli sconfitti del voto in Israele sono i pro Pal
Mondo

Gli sconfitti del voto in Israele sono i pro Pal

Nei primi exit poll, Netanyahu è avanti con 24 seggi, Eisenkot insegue a 22. Likud primo partito. Il «blocco Bibi» raggiunge 50 scranni, gli avversari 52. Il Paese può pure spaccarsi nelle urne, ma perde solo chi chiede la cancellazione dello Stato ebraico.