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Cosa cambia col governo del cambiamento

Cosa cambia col governo del cambiamento
ANSA
  • Passa la fiducia a Palazzo Madama, In ballo 25 voti che potrebbero diventare un prezioso serbatoio di emergenza. Crisi Forza Italia. Il premier Giuseppe Conte ribadisce tutti i punti del contratto.
  • Il patto ha una faccia: il presidente del Consiglio declina in Aula tutti i punti, dal reddito di cittadinanza, flat tax, apertura a Mosca, stop al business migranti. Restano dubbi sulle coperture, ma i pentaleghisti vanno avanti.
  • M5s e Lega danno molta importanza alla comunicazione, che deve passare dalla urlata e antisistema a quella più sobria delle responsabilità senza svilire il forte messaggio di cambiamento.

Lo speciale contiene tre articoli

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Gli scout cattolici avranno capi gay
Ansa
Dopo tre anni di confronto l’associazione Agesci arruola educatori omosessuali e transgender per superare «pregiudizi omolesbobitransfobici». Pro vita: «Così si tradisce la fiducia delle famiglie sugli insegnamenti impartiti a migliaia di bambini.

L’importante è non perdere la bussola.

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  • Nella cerchia di Sánchez sono sotto accusa parenti, consiglieri, magistrati e politici. Scandalo oltre la corruzione: casi di associazione a delinquere e traffico di influenze.
  • I dati smentiscono i fan dell’esempio green di Madrid per abbassare i costi in bolletta. Nel 2025 la spesa media è salita a 54 euro al mese (+14%), in Italia è addirittura scesa.

Lo speciale contiene due articoli.

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Il Pd tradisce pure i pugliesi: Irpef più cara
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro (Ansa)
  • Per ripianare il buco lasciato da Emiliano nella Sanità (350 milioni), Decaro stanga lavoratori e pensionati: da giugno aliquote più alte. Ma in campagna elettorale il governatore parlava di «conti in ordine», ora invece «è colpa di Roma che dà meno soldi».
  • Il caso Emilia-Romagna: «Solo il 22% della spesa è davvero leggibile». Uno studio dell’Istituto Bruno Leoni accende i riflettori sui conti degli ospedali pubblici: nei cinque policlinici universitari individuati 318 milioni di «ripiani impliciti». Sotto accusa anche i limiti imposti al privato accreditato.
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L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione sarebbe una tegola da 120 miliardi per gli altri Stati. A cui intanto è chiesto il rigore fiscale.

La discussione sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea si sta arroventando. La Commissione appare determinata nell’accelerare il processo di adesione e discuterne già a metà giugno. Sul tema, in Italia emergono differenze di vedute all’interno della maggioranza, sia per motivi strettamente politici che per motivi economici.

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