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La sanità sarà a pagamento per gli italiani all’estero. I clandestini? Tutto gratis
Imagoeconomica

I connazionali emigrati sborseranno 2.000 euro l’anno per potersi curare in un ospedale della penisola. Ci può stare dato che non versano qui le tasse. Però è ingiusto che i migranti siano assistiti per ogni cosa.

Gli italiani residenti in un Paese extra Ue dovranno pagare duemila euro l’anno nel caso decidano di tornare per farsi curare in un ospedale della penisola. Invece i clandestini che non dovrebbero soggiornare in Italia e andrebbero espulsi potranno continuare a beneficiare del Servizio sanitario nazionale gratuitamente. È uno dei paradossi dell’accoglienza, conseguenza di quell’articolo 32 della Costituzione che tutela la salute come diritto fondamentale dell’individuo, garantendo cure a spese dei contribuenti a chiunque sia ritenuto indigente.

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«Ebola arriverà a 20.000 contagi»
iStock
Allarme dagli States: «Epidemia di proporzioni enormi» del terribile virus in almeno «tre nazioni africane». Grande attenzione ai flussi migratori, che in estate aumentano.

L’ultimo bollettino sul virus Ebola di ceppo Bundibugyo in Congo parla già di 72 morti nelle ultime 24 ore e una nuova provincia in allarme sanitario. I Centers for Disease Control statunitensi stanno lavorando sul campo per evitare una pericolosa escalation, ma prevedono almeno 20.000 casi in meno di tre mesi con tre nazioni coinvolte.

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Il Pd tradisce pure i pugliesi: Irpef più cara
Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro (Ansa)
  • Per ripianare il buco lasciato da Emiliano nella Sanità (350 milioni), Decaro stanga lavoratori e pensionati: da giugno aliquote più alte. Ma in campagna elettorale il governatore parlava di «conti in ordine», ora invece «è colpa di Roma che dà meno soldi».
  • Il caso Emilia-Romagna: «Solo il 22% della spesa è davvero leggibile». Uno studio dell’Istituto Bruno Leoni accende i riflettori sui conti degli ospedali pubblici: nei cinque policlinici universitari individuati 318 milioni di «ripiani impliciti». Sotto accusa anche i limiti imposti al privato accreditato.
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Sei americani prendono l’ebola. Della vera emergenza non si parla
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Oltre 90 morti in Congo. Epidemia a rischio diffusione ma per il nuovo ceppo non c’è cura.

Se non fosse una tragedia annunciata e molto preoccupante (almeno sei americani sarebbero stati contagiati e sono migliaia gli africani esposti con già una novantina di vittime certificate dal ministero della Salute del Congo) verrebbe da dire: morto un virus ce n’è subito un altro.

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Sul ruolo della sanità resta il muro Fdi-Lega
Stefania Craxi (Ansa)
Craxi si appella a Zaia. Senza larghe intese, il 3 giugno si parte dal testo della sinistra già passato alla Camera.

Non si vuole farla diventare una battaglia tra bande, ma la legge sul fine vita sembra aver schierati due fronti opposti all’interno del centrodestra. Da un lato chi si oppone con forza all’idea di un possibile coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale nel percorso del suicidio assistito, dall’altro chi invece si colloca in una posizione più laica e si dice aperto anche a questa ipotesi.

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