sanità

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L'elicottero del 118 è decollato poche ore dopo la tragedia di Capodanno grazie al lavoro dell'unità di crisi attivata a Niguarda. Il presidente Fontana ha premiato Areu e gli ospedali Niguarda e Policlinico con la Rosa Camuna. Le testimonianze dei primi elisoccorritori atterrati a Sion.

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Bimbo col tumore, la Corte beffa la madre
(IStock)
Continua il calvario della donna cui era stato vietato di vedere i figli, uno dei quali gravemente malato: i giudici d’Appello lasciano la pratica ai servizi sociali con i quali la signora è in causa. Anche il Garante per l’infanzia ha chiesto chiarimenti: nessuna risposta.

La signora Giovanna continua a non poter vedere il figlio più piccolo, 9 anni, operato pochi mesi fa per un medulloblastoma al IV stadio, tumore primario del sistema nervoso centrale a crescita rapida. Potrebbe incontrare Marco, nome di fantasia come quello della sua mamma, solo una volta la settimana in modalità protetta, secondo quanto stabilito dalla Corte di Appello di Venezia, che le ha tolto la responsabilità genitoriale anche sull’altro figlio Luca, 10 anni, sebbene la signora non sia mai stata sfiorata dall’accusa di maltrattamenti nei loro confronti.

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La truffa delle liste d’attesa
(IStock)

In molte Asl si fissano esami urgenti a distanza di mesi o anni, scrivendo che il paziente ha rifiutato una data precedente. Che però non era mai stata proposta. In questo modo si aggira la legge e si taroccano le statistiche. E i manager incassano i premi.

La signora Marisa vive a Ischia e ha un figlio di 19 anni con un grave problema agli occhi. Dovrà subire trapianto di cornea. Perciò deve fare un esame importante. Si rivolge all’Asl il 12 dicembre 2025, l’esame viene fissato il 7 gennaio 2027. Fuori tempo massimo. Fuori da ogni logica. E pure fuori legge. Ma non è tutto: sul suo foglio di prenotazione compare una scritta: «L’assistito rinuncia alla prima disponibilità per giovedì 26 marzo 2026». Con un piccolo particolare: Marisa e Riccardo non hanno mai rinunciato a quella visita per il semplice fatto che nessuno gliel’ha mai proposta. Li hanno presi in giro.

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La truffa delle liste d’attesa
(IStock)

In molte Asl si fissano esami urgenti a distanza di mesi o anni, scrivendo che il paziente ha rifiutato una data precedente. Che però non era mai stata proposta. In questo modo si aggira la legge e si taroccano le statistiche. E i manager incassano i premi.

La signora Marisa vive a Ischia e ha un figlio di 19 anni con un grave problema agli occhi. Dovrà subire trapianto di cornea. Perciò deve fare un esame importante. Si rivolge all’Asl il 12 dicembre 2025, l’esame viene fissato il 7 gennaio 2027. Fuori tempo massimo. Fuori da ogni logica. E pure fuori legge. Ma non è tutto: sul suo foglio di prenotazione compare una scritta: «L’assistito rinuncia alla prima disponibilità per giovedì 26 marzo 2026». Con un piccolo particolare: Marisa e Riccardo non hanno mai rinunciato a quella visita per il semplice fatto che nessuno gliel’ha mai proposta. Li hanno presi in giro.

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La sinistra chiede 70.000 euro a ogni medico
iStock
Regione Puglia apre procedimento contro i dottori di base: dovranno restituire circa 23 milioni di integrazioni salariali. Avvisati via mail a Capodanno. È una mossa in attesa della Cassazione sull’Emilia, che negò ai suoi camici bianchi 100 milioni di aumenti.

La Regione Puglia chiede ai medici di base di restituire 23 milioni di euro ricevuti, negli ultimi dieci anni, come parte dei loro compensi in virtù di un Accordo collettivo nazionale che, secondo una sentenza del Tar dell’Emilia Romagna (che riguarda peraltro i pediatri di libera scelta) non è più valido. Non è un gioco di parole, ma una pretesa talmente incredibile, che va letta un paio di volte per capirla bene.

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