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2025-05-02
Città 30 all'ora: calati i morti, ma crescono i sinistri tra auto e mezzi leggeri
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Ansa
Forse perché la campagna informativa è stata capillare e le nuove sanzioni, in alcuni casi le pene, sono certe e definite. Bisogna però anche dire una verità: in quasi tutto il mondo il numero di feriti e di morti per incidente stradale sta diminuendo per una complessa serie di motivi. E questi in Italia riguardano il fatto che i giovani sembrano non più guardare al conseguimento della patente come alla conquista di una libertà, inoltre i costi di gestione di una vettura sono aumentati al punto da ridurre il numero di auto per nucleo famigliare.
E certo quanto accade con il nuovo Codice non aiuta: da gennaio a oggi a Napoli si sfiorano le mille patenti ritirate – in cima alle motivazioni la guida con il telefono cellulare – seguono Milano, Torino, Roma e Palermo, dove invece la prima violazione è il superamento dei limiti di velocità. Insomma pare che nonostante i sistemi di connettività delle nuove auto e la possibilità di usare gli auricolari per rispondere alle chiamate, gli italiani facciano fatica a rinunciare alla manipolazione degli smartphone mentre guidano. L'unica consolazione è che secondo la Polizia Stradale e i Carabinieri il numero degli incidenti in generale sta calando. A calare sono anche i decessi di pedoni per investimento, sarà che in tutte le principali città italiane ormai si va molto più adagio, anche in quelle dove non è in vigore il limite dei trenta chilometri l'ora.
A preoccupare invece è una nuova tendenza, quella di non denunciare i sinistri alle assicurazioni per evitare l'aumento del costo delle polizze, e aumentano anche le truffe, da quelle agli automobilisti – celebre il finto urto allo specchietto – fino alla rapina dei beni sul sedile del passeggero fatta al semaforo. I numeri ufficiali sono impressionanti: sui circa 38,6 milioni di patenti attive in Italia nel 2024, oltre 1,5 milioni di cittadini automobilisti sono stati vittime di tentativi di frode e truffe senza neppure uscire di casa già durante l'acquisto della polizza online. I metodi più usati sono le mail di cattura (phishing), e link (indirizzi per collegamenti al web) inviati mediante applicazioni di messaggistica. E se nei furti a bordo auto la fascia più colpita è quella delle persone tra i 50 e i 75 anni, per le frodi informatiche a cascarci maggiormente sono i 25-34enni del sud Italia, seguiti da quelli delle regioni centrali e quindi dai settentrionali. E anche in questi casi, oltre il 40%, purtroppo c'è la tendenza a non denunciare quanto accaduto. Il motivo è che il truffatore si presenta a viso scoperto e una denuncia implica, nel caso di cattura, il confronto per riconoscere il delinquente e il coinvolgimento durante i dibattimenti, con timore di ritorsioni perché, diciamolo, la pena in carcere in questi casi non è poi così certa. A preoccupare è anche la situazione di Roma: secondo il Rapporto Mobilità 2024 pubblicato nel 2025, la Capitale sarebbe al primo posto per mortalità stradale, ma i dati su cui sono stati elaborati i calcoli sono aggiornati al 2023 e appaiono peggiori rispetto al 2019. Le vittime più numerose sono i pedoni con 1.959 incidenti con 55 decessi (+24.9% sull'anno precedente) e tra questi oltre la metà è stata di persone sopra i sessant'anni.
Difficile quindi avere un quadro omogeneo della sicurezza stradale in Italia e soprattutto stabilire l'efficacia degli ultimi provvedimenti in fatto di viabilità, esattamente come per le città con il limite a 30 chilometri l'ora, nelle quali appaiono calati i decessi per investimento ma è aumentato il numero di sinistri tra auto e mezzi leggeri come monopattini (oltre 3.500 nel 2024) e biciclette.
Infine cresce il problema degli incidenti tra mezzi di trasporto e la fauna: secondo l'Osservatorio dell'Associazione sostenitori della Polizia stradale, nel 2024 in Iyttalia sono accaduti 199 eventi gravi che sono risultati mortali per i conducenti 14 volte e hanno ferito 254 persone. Di questi sinistri, meno del 10% hanno riguardato animali domestici, la quasi totalità quindi ha visto coinvolti animali selvatici. Laddove però l'incidente non ha causato feriti agli umani resta molto difficile raccogliere dati affidabili, non tutti gli automobilisti in questi casi avvertono le forze dell'ordine, limitandosi a riparare i danni all'automezzo. Il fenomeno è decisamente accentuato nelle ore notturne, su strade extraurbane, specialmente dove mancano i passaggi protetti per l'attraversamento degli animali e le reti di protezione per la carreggiata. Il record degli eventi negativi è della Campania, seguono il Piemonte e la Sardegna, quindi Liguria, Marche. Toscana, Lombardia e Lazio.
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Dai monopattini agli animali fino ai truffatori, come va l'Italia in fatto di sicurezza sulle strade. Stando ai dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il nuovo Codice della Strada sono calati gli incidenti. In una nota pubblicata il 15 aprile si legge: «Calano gli incidenti, i morti, le persone ferite. Dopo quattro mesi col nuovo Codice della Strada i dati raccolti da Polizia Stradale e Carabinieri, forniti dal Viminale, confermano il trend confortante. Dal 14 dicembre 2024 al 13 aprile 2025, rispetto allo stesso periodo di dodici mesi fa, ci sono stati 50 morti in meno (348 contro 398), 1.182 incidenti rilevati in meno (21.494 contro 22.676), 978 persone ferite in meno (11.686 contro 12.664). Nei primi quattro mesi con il nuovo CdS in vigore, le principali violazioni riguardano i limiti di velocità, le cinture di sicurezza e l'uso del cellulare alla guida».Forse perché la campagna informativa è stata capillare e le nuove sanzioni, in alcuni casi le pene, sono certe e definite. Bisogna però anche dire una verità: in quasi tutto il mondo il numero di feriti e di morti per incidente stradale sta diminuendo per una complessa serie di motivi. E questi in Italia riguardano il fatto che i giovani sembrano non più guardare al conseguimento della patente come alla conquista di una libertà, inoltre i costi di gestione di una vettura sono aumentati al punto da ridurre il numero di auto per nucleo famigliare.E certo quanto accade con il nuovo Codice non aiuta: da gennaio a oggi a Napoli si sfiorano le mille patenti ritirate – in cima alle motivazioni la guida con il telefono cellulare – seguono Milano, Torino, Roma e Palermo, dove invece la prima violazione è il superamento dei limiti di velocità. Insomma pare che nonostante i sistemi di connettività delle nuove auto e la possibilità di usare gli auricolari per rispondere alle chiamate, gli italiani facciano fatica a rinunciare alla manipolazione degli smartphone mentre guidano. L'unica consolazione è che secondo la Polizia Stradale e i Carabinieri il numero degli incidenti in generale sta calando. A calare sono anche i decessi di pedoni per investimento, sarà che in tutte le principali città italiane ormai si va molto più adagio, anche in quelle dove non è in vigore il limite dei trenta chilometri l'ora.A preoccupare invece è una nuova tendenza, quella di non denunciare i sinistri alle assicurazioni per evitare l'aumento del costo delle polizze, e aumentano anche le truffe, da quelle agli automobilisti – celebre il finto urto allo specchietto – fino alla rapina dei beni sul sedile del passeggero fatta al semaforo. I numeri ufficiali sono impressionanti: sui circa 38,6 milioni di patenti attive in Italia nel 2024, oltre 1,5 milioni di cittadini automobilisti sono stati vittime di tentativi di frode e truffe senza neppure uscire di casa già durante l'acquisto della polizza online. I metodi più usati sono le mail di cattura (phishing), e link (indirizzi per collegamenti al web) inviati mediante applicazioni di messaggistica. E se nei furti a bordo auto la fascia più colpita è quella delle persone tra i 50 e i 75 anni, per le frodi informatiche a cascarci maggiormente sono i 25-34enni del sud Italia, seguiti da quelli delle regioni centrali e quindi dai settentrionali. E anche in questi casi, oltre il 40%, purtroppo c'è la tendenza a non denunciare quanto accaduto. Il motivo è che il truffatore si presenta a viso scoperto e una denuncia implica, nel caso di cattura, il confronto per riconoscere il delinquente e il coinvolgimento durante i dibattimenti, con timore di ritorsioni perché, diciamolo, la pena in carcere in questi casi non è poi così certa. A preoccupare è anche la situazione di Roma: secondo il Rapporto Mobilità 2024 pubblicato nel 2025, la Capitale sarebbe al primo posto per mortalità stradale, ma i dati su cui sono stati elaborati i calcoli sono aggiornati al 2023 e appaiono peggiori rispetto al 2019. Le vittime più numerose sono i pedoni con 1.959 incidenti con 55 decessi (+24.9% sull'anno precedente) e tra questi oltre la metà è stata di persone sopra i sessant'anni.Difficile quindi avere un quadro omogeneo della sicurezza stradale in Italia e soprattutto stabilire l'efficacia degli ultimi provvedimenti in fatto di viabilità, esattamente come per le città con il limite a 30 chilometri l'ora, nelle quali appaiono calati i decessi per investimento ma è aumentato il numero di sinistri tra auto e mezzi leggeri come monopattini (oltre 3.500 nel 2024) e biciclette.Infine cresce il problema degli incidenti tra mezzi di trasporto e la fauna: secondo l'Osservatorio dell'Associazione sostenitori della Polizia stradale, nel 2024 in Iyttalia sono accaduti 199 eventi gravi che sono risultati mortali per i conducenti 14 volte e hanno ferito 254 persone. Di questi sinistri, meno del 10% hanno riguardato animali domestici, la quasi totalità quindi ha visto coinvolti animali selvatici. Laddove però l'incidente non ha causato feriti agli umani resta molto difficile raccogliere dati affidabili, non tutti gli automobilisti in questi casi avvertono le forze dell'ordine, limitandosi a riparare i danni all'automezzo. Il fenomeno è decisamente accentuato nelle ore notturne, su strade extraurbane, specialmente dove mancano i passaggi protetti per l'attraversamento degli animali e le reti di protezione per la carreggiata. Il record degli eventi negativi è della Campania, seguono il Piemonte e la Sardegna, quindi Liguria, Marche. Toscana, Lombardia e Lazio.
Carlo Messina (Imagoeconomica)
Il piano arriva dopo un 2025 che l’amministratore delegato definisce senza esitazioni «il migliore di sempre». Utile netto a 9,3 miliardi (+7,6%), dividendi complessivi per 6,5 miliardi – tra acconto e saldo – e un buyback da 2,3 miliardi già autorizzato dalla Bce. L’ad rivendica di aver superato, negli ultimi due piani industriali, tutti gli obiettivi.
La strategia al 2029 poggia su tre pilastri: riduzione dei costi grazie alla tecnologia, crescita dei ricavi trainata dalle commissioni e un costo del rischio ai minimi storici, frutto di una banca senza più crediti incagliati. Ma il vero salto è geografico. Messina guarda oltre i confini italiani e rivendica di essere «parte di una storia completamente diversa rispetto alla saga del risiko bancario del 2025». Tradotto: nessuna corsa alle aggregazioni domestiche, nessun inseguimento a fusioni difensive che comunque troverebbero l’ostacolo dell’Antitrust. Il baricentro si sposta sull’espansione internazionale, in particolare nell’industria del risparmio.
È qui che prende forma Isywealth Europe, il progetto-bandiera del nuovo piano. Un’iniziativa che porta all’estero il modello Intesa nella consulenza finanziaria, facendo leva sul digitale e sulle sinergie di gruppo. Francia, Germania e Spagna sono i primi traguardi individuati. Mercati dove la banca è già presente con proprie filiali e dove punta a servire corporate, retail e private banking attraverso piattaforme tecnologiche integrate. Duecento milioni di investimenti iniziali. Il piano di espansione nelle grandi città europee, con prodotti distribuiti anche tramite Isybank e Fideuram Direct. La crescita avverrà solo con operazioni di cui il gruppo avrà la maggioranza azionaria. Al momento, chiarisce, sul tavolo non c’è nulla. Nessuna fretta, nessuna ansia da shopping. La stessa logica guida la strategia sulle banche estere, chiamate a realizzare sinergie più strette con le altre divisioni del gruppo. Il risultato netto della divisione international banks dovrebbe salire a 1,8 miliardi nel 2029 dagli 1,2 miliardi del 2025. «Nell’eurozona non serve fare acquisizioni», sottolinea, «meglio sfruttare le presenze che già abbiamo».
Intesa promette una nuova accelerazione sul fronte della riduzione dei costi. Per raggiungere l’obiettivo sono previsti altri 5,1 miliardi di investimenti tecnologici, che si aggiungono ai 6,6 miliardi del piano precedente. In parallelo, un ricambio generazionale senza scosse: 9.750 uscite volontarie in Italia entro il 2030, compensate da circa 6.300 nuove assunzioni di giovani. A regime, i risparmi attesi valgono 570 milioni di euro.
Il capitolo del risiko bancario è liquidato con poche frasi ma con un tono che non lascia spazio a interpretazioni. Le operazioni che animano il dibattito, «non ci preoccupano». Neanche l’asse Unicredit-Generali di cui tanto si parla «Sarebbe come mettere insieme due Bpm. Rimarremmo comunque con tre volte più grandi». Fine della discussione. Per Intesa, insiste l’amministratore delegato, non è un terreno di competizione. Anche perché, osserva, «mettere insieme un asset manager assicurativo con una rete di distribuzione bancaria non ha molto senso».
In controluce, il piano racconta anche un altro punto di vista: quello che osserva con attenzione lo scenario globale. Alla domanda su Kevin Warsh, indicato da Donald Trump come prossimo presidente della Fed, il giudizio è misurato ma positivo: «Una persona di altissima competenza e capacità». Un segnale di equilibrio, mentre le banche centrali restano un fattore chiave di stabilità – o instabilità – dei mercati.
Alla fine, il nuovo piano di Intesa Sanpaolo appare come un manifesto di continuità. Cinquanta miliardi di dividendi come garanzia, una strategia internazionale come orizzonte, il rifiuto del risiko come scelta identitaria.
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Under Salt Marsh (Sky)
La natura, la sua violenza improvvisa, è protagonista al fianco di una comunità tradizionale, scossa da un omicidio quasi perfetto. O, quanto meno, di un omicidio che sarebbe stato perfetto, se non fosse intervenuta la natura.Il mare, in un giorno di tempesta, ha portato sulle rive del Galles un corpo, lo spettro di una morte innaturale. E, pure, la certezza che l'indagine non sarebbe stata semplice. Jackie Eliss l'ha capito fin dal primo momento.
Lo ha sentito sulla propria pelle, lei che aveva cercato di dimenticare il passato, gli sbagli, gli errori. La Eliss era detective a Morfa Halen, cittadina immaginaria, arroccata sui paesaggi del Galles, quando un'altra morte ha messo a soqquadro la sua vita. Allora, c'era la stessa violenza, ma poche certezze. Jackie Eliss non è riuscita a capire chi fosse il responsabile di una tale brutalità, perché, soprattutto. Qualche ipotesi l'ha azzardata, qualcosa lo ha pensato. Ma, a conti fatti, non ha saputo portare dalla sua prove certe e inconfutabili. Così, il paese le ha voltato le spalle e la sua famiglia con lui. La Eliss ha perso il marito, la stima della figlia e il lavoro. Tre anni più tardi, è la stessa donna, ma il mestiere è un altro, le insicurezze aumentate.Jackie Eliss, quando il secondo cadavere piomba a Morfa Halen, non è più una detective, ma un'insegnante, cui l'ostracismo dei suoi concittadini ha provocato una tristezza latente. Sola, senza lo scopo di un mestiere che era vocazione, vorrebbe tenersi alla larga da quell'altro mistero. Ma qualcosa, una sensazione sottile sottopelle, le dice che le morti, pur passati anni, sono connesse. Ed è in nome di questa connessione, della voglia di capire cosa sia successo e redimere con ciò se stessa e i propri errori, che la Eliss decide di tornare a investigare. Senza l'ufficialità del ruolo, senza gli strumenti consoni. Senza aiuti, ma con una determinazione tipica del genere cui Under salt marsh appartiene.
Lo show, in quattro episodi, rincorre la velocità del giallo, del thriller, rincorrendo parimenti quella del cataclisma. Perché c'è altro a rendere il mistero più inquietante: la minaccia incombente di una tempesta senza precedenti, decisa a distruggere ogni prova che possa condurre alla verità.
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Dopo aver chiesto di abolire il carcere e «okkupare» le case, l'eurodeputata Avs palpita per Askatasuna.