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L'Italia produce 60 milioni di cappelli

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L'Italia produce 60 milioni di cappelli
Kylie Jenner (Instagram)
  • Il mercato dei copricapo resta immune alla crisi e il distretto fermano-maceratese arriva un giro d'affari da 140 milioni di euro.
  • Guida agli ultimi trend: dal ritorno del «bucket hat» alla versione oversize sfoggiata da Kylie Jenner.
  • Alexandre Daillance ha fondato il suo marchio 17 anni. Il suo cappello da baseball con la scritta «Sono venuto a spezzare cuori» è stato indossato anche da Rihanna.
  • Qualunque sia la forma che preferite, per Miuccia Prada l'accessorio perfetto è in nylon. E la maison si prepara entro il 2012 a introdurne una versione sostenibile chiamata Re-Nylon.
  • Borsalino omaggia Humphrey Bogart con un modello a lui dedicato. Per uomo o per donna, il panama non passa mai di moda.

Lo speciale contiene cinque articoli e gallery fotografiche.

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Il Diavolo oggi riveste Prada per mostrarci cosa è andato perso
@20thCenturyFox
Il sequel del film cult ci dice con tenerezza quanto la moda e i media siano cambiati.

Il diavolo veste Prada uscì nel 2006, tratto dal romanzo best seller The devil wears Prada di Lauren Weisberger. Dopo 20 anni, il sequel.

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Sis (BF) acquista un ramo d’azienda di Syngenta
Federico Vecchioni (Imagoeconomica)
Federico Vecchioni: «Passaggio di rilevanza strategica nel percorso di crescita industriale».

Società Italiana Sementi, controllata dal gruppo BF, accelera i programmi di espansione. Rileva da Syngenta le attività di produzione e lavorazione dei semi di mais nello storico stabilimento di Casalmorano, nel Cremonese.

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Terza puntata dell'epopea Vespa. Da mezzo utilitario a mezzo per il tempo libero, lo scooter Piaggio trionfa sul mercato soprattutto con la «50 Special». Nel 1977 nasce la «PX», il modello di maggior successo della gamma Vespa, con oltre 3 milioni di unità prodotte.

L'articolo contiene una gallery fotografica.

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Amsterdam vieta spot a carne e auto
Silvia Salis (Ansa)
La città olandese rimuove i poster «ecologicamente scorretti». La giunta Salis è sulla stessa strada: sì a una mozione che mette vincoli alla pubblicità di prodotti inquinanti.

Il copione è sempre lo stesso: scaricare sui cittadini la responsabilità, quantomeno morale, delle emergenze nazionali, ieri la pandemia, oggi la crisi energetica.

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