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Biden e Harris minacciano di non fare prigionieri ma un sondaggio li gela: trumpismo più vivo che mai

Biden e Harris minacciano di non fare prigionieri ma un sondaggio li gela: trumpismo più vivo che mai
Joe Biden e Kamala Harris (Ansa)
  • Kamala Harris fomentò un blitz al Senato e ora si scandalizza per i fatti di Washington. Sleepy Joe, amico di Antifa e Black lives matter, chiama i manifestanti «terroristi»: così prepara il marchio d'infamia per chi lo contesterà.
  • Per non cedere pure in Italia allo stigma degli «impresentabili», i conservatori continuino a dar voce ai vinti della globalizzazione.
  • I detrattori liquidano il discorso di resa del presidente: è tardivo, sì, ma sulle falle del sistema elettorale solleva un punto che non va sottovalutato. Anche perché il 56% degli statunitensi (dem inclusi) crede ai brogli: far finta di nulla significa innescare nuovi conflitti.
  • Il mea culpa di Alec Ross: «Speravamo in Barack Obama, invece i dem hanno aggravato le divisioni»

Lo speciale contiene quattro articoli.

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  • Il Paese euroasiatico, ricco di giacimenti di gas e petrolio, è anche un grande produttore agricolo. Mantiene un forte legame economico con Mosca, ma l'interscambio con Pechino è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Pil in crescita del 5% nel 2025.
  • Nel gennaio 1942 iniziarono le deportazioni degli italiani residenti in Crimea da parte delle autorità russe. Fu l'olocausto verso i gulag del Kazakistan. Di circa 2.000 persone, solo 78 fecero ritorno alle loro case di Kerç. Gli altri morirono di stenti o già durante il terribile viaggio nei vagoni merci verso la steppa gelata.

Lo speciale contiene due articoli.

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Lo ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini, intervenendo sul tema dei fertilizzanti e delle risorse Ue per la Politica agricola comune, durante il Forum alimentare globale Farm Europe 2026.

Nell'analisi del direttore, Maurizio Belpietro, emerge una realtà cruda: la guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran non è un conflitto "lontano". È una scossa sismica che minaccia di travolgere l'economia europea, già provata dal conflitto in Ucraina.

L’Epstein italiano «spalleggiato» dai giudici
Rodolfo Fiesoli (Ansa)
Il magistrato a riposo Antonio Di Matteo, alla commissione parlamentare d’inchiesta, ha raccontato della visita che gli fece Fiesoli durante la quale il fondatore del Forteto abusò di due minori. La sentenza di condanna? «Divisiva, continuavano ad affidargli bimbi».

Era il 1999 e Rodolfo Fiesoli, il guru già condannato nel 1985 per atti di libidine violenta sui ragazzini che frequentavano il Forteto, organizzò una discesa a Salerno assieme ad alcuni sodali e minorenni che la sua cooperativa aveva in affidamento. Per l’occasione fece visita a una persona che conosceva dalla metà degli anni Novanta, un giudice che aveva prestato servizio per diversi anni al Tribunale dei minori di Firenze, Antonio Di Matteo. Fiesoli andò a salutare il conoscente e il piccolo gruppo - per ammissione dello stesso magistrato, ora in quiescenza - trascorse una piacevole serata salernitana.

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