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Biden rischia di strozzarsi con il Cuba libre

joe biden cuba politica estera usa
Joe Biden (Ansa)
  • La protesta contro il regime castrista che sta percorrendo l'isola (e facendo i primi morti) crea imbarazzi al presidente Usa. Tra i dem, infatti, l'ala più radicale sostiene il regime e la Casa Bianca evita di dire la parola «marxista». La comunità cubana rifugiata è inferocita.
  • Le nove vittime dell'attentato in Pakistan del 14 luglio lavoravano a una maxi diga. A rischio anche le mire di Xi sull'Afghanistan.

Lo speciale contiene due articoli.

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Radiografie false con l’intelligenza artificiale: l’allarme su truffe e risarcimenti
iStock
  • Uno studio dimostra che le radiografie generate dall’intelligenza artificiale possono ingannare anche gli specialisti. E mentre assicurazioni e imprese iniziano a dotarsi di strumenti di verifica, il cyber risk cambia natura: non colpisce solo i sistemi, ma la fiducia nelle prove.
  • In Hackerare la mente Pierguido Iezzi e Gennaro Fusco raccontano come algoritmi, linguaggio e intelligenza artificiale possano orientare scelte e percezioni. Una riflessione che aiuta a capire anche il boom di frodi digitali e contenuti manipolati.

Lo speciale contiene due articoli

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Ormai la sinistra è solo dire sì all’Ue
Peter Magyar (Getty Images)
Socialisti magiari con zero seggi, eppure le cancellerie rosse applaudono il successore di Orbán perché più europeista e quindi più sensibile all’agenda politica delle élite.

Mentre nello Stato europeo dove «la democrazia è a rischio» si tengono le elezioni che portano chi è stato al governo per 15 anni (come il Pd, però Orbán le elezioni le aveva vinte) a cedere il governo allo sfidante, Ursula von der Leyen accorre a ribadire il menu della Ue con tanto di riferimento al «superamento dell’unanimità», quello sì un vero e proprio rischio sostanziale per la democrazia.

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Bruxelles avverte Magyar: «Vogliamo una rapida svolta sul prestito all’Ucraina»
Péter Magyar (Ansa)
Pressing della Commissione: se Budapest revoca subito il veto potrà avviare l’iter per ottenere i 37 miliardi congelati. Nel pacchetto anche altre sanzioni alla Russia.

L’accordo sul prestito da 90 miliardi di euro che serve all’Ucraina sembra più vicino e l’europeismo di Péter Magyar sarà soppesato in base al suo via libera. Il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, lo va ripetendo da mesi: «Onoreremo gli impegni, in un modo o nell’altro», presi con Kiev, e l’esito del voto in Ungheria fa bene sperare che il veto di Orbán si trasformi in un brutto ricordo per Bruxelles.

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Dalla crisi nello Stretto di Hormuz alle tensioni su Trump, fino agli scandali e alla politica interna, l’America tra guerra, economia e instabilità.

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