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2025-04-04
Barbara Cammarata: la sua arte (fanta)scientifica in mostra a Catania
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Catanese, classe 1977, parecchi anni trascorsi in Inghilterra, Barbara Cammarata non è solo una pittrice , ma un’artista visiva «a tuttotondo », che spazia dalla scultura alla performance, passando per le installazioni tecnologiche e l’arte tessile. La sua è una ricerca artistica complessa e interdisciplinare, che se da una parte colpisce per l’uso particolare del colore e dei materiali, dall’altra appassiona per gli argomenti trattati: «Antropocentrismo, specismo e postumano sono i punti di partenza della mia ricerca stilistica», ha dichiarato l’artista nel discorso inaugurale della sua mostra ( o forse è meglio definirla «accadimento», per usare la stessa definizione della Cammarata) alla Fondazione Brodbeck di Catania, uno spazio artistico all’avanguardia, interamente dedicato ai giovani artisti contemporanei emergenti.
La Mostra e la Fondazione Brodbeck
Oltre 60 dipinti, 6 sculture tessili e alcune installazioni ambientali eseguitie da Barbara Cammarata tra il 2018 e il 2025, accompagnano il visitatore in un percorso espositivo che si snoda attraverso due padiglioni monumentali, che raccontano di un mondo sciamanico e ultra-mondano, abitato da una natura (fanta)scientifica e da strani esseri viventi dal corpo umano e dalle teste animali, perché «L’uomo, che da tempo, troppo tempo, si è attribuito una posizione centrale e superiore rispetto alle altre specie – sostiene l’artista - oggi si ritrova a discutere la sua posizione rispetto a tutto il resto». Una filosofia (e una cifra stilistica), quella della Cammarata, che mette in discussione la visione antropocentrica del mondo per una prospettiva «orizzontale » e egualitaria, in cui l’umano, la pianta e il vegetale convivono sullo stesso piano, in una sorta di patto sociale interspecie, « dove il simile e il diverso - come affermano Cesare Biasini Selvaggi e Patrizia Monterosso, curatori della mostra - sono compresenti in una dimensione simbiotica di vitalità e crescita; dove la condivisione significa trasformazione etica, morale, filosofica, religiosa, in grado di generare un nuovo ordine di speranza».
In un allestimento in cui l’ assenza di pareti tradizionali fa sì che opera e pubblico interagiscanao in un rapporto bi-direzionale, grande è l’impatto delle opere pittoriche sullo spettatore, letteralmente catturato da queste figure bislacche, in cui teste di cervi, pappagalli e pavoni dallo sguardo umano si ergono su busti femminili, stagliandosi su sfondi monocolori o di una lussureggiante natura dal sapore esotico. Ma ad attrarre sono anche le sculture tessili, che l’artista ha realizzato con gli abiti della figlia Frida: creazioni che, al pari di Frida, continueranno ad evolversi e perq uesto non saranno mai finite, ma in una continua metamorfosi, esteriore e interiore. Un rapporto stretto quello dell’artista etnea con la figlia, che si riflette anche nel tema della maternità e del femmineo, tematiche rappresentate in varie installazioni, in cui Barbara Cammarata si rappresenta nella duplice veste di madre e di figlia. A completare il profilo di questa interessante artista contemporanea, il suo incontro con il Buddismo e i suoi studi sul colore e sulla luce: quella calda, avvolgente e gialla della sua Sicilia e quella inglese, più nitida, ma anche più fredda e tendente al blu.
Valore aggiunto della mostra, gli spazi della Fondazione Brodbeck che la ospia, un’istituzione no profit per la produzione e la diffusione dell’arte contemporanea, costituita da Paolo Brodbeck a Catania il 30 novembre 2007. La sede si sviluppa nel cuore dello storico quartiere di San Cristoforo, su un’area di circa 6 mila metri quadrati, all’interno di un complesso postindustriale adibito, nel XIX secolo, alla produzione di liquirizia e alla lavorazione della frutta secca. Cittadella-polo di riferimento per l’arte contemporanea, la Fondazione è impegnata anche sul territorio con iniziative varie, che in questi anni hanno dato un grande impulso alla riqualificazione del quartiere e ospitato nei suoi spazi eventi culturali e laboratori didattici sull’arte.
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Sino all’8 giugno 2025, alla Fondazione Brodbeck di Catania, è allestita la bella mostra An interspecies Journey, dell’artista visiva siciliana Barbara Cammarata. Esposti oltre 60 dipinti, sculture tessili e installazioni, che conducono il visitatore in un mondo fantastico, popolato da bizzarre creature, profonda riflessione sull’evoluzione contemporanea dell'antropocentrismo. Catanese, classe 1977, parecchi anni trascorsi in Inghilterra, Barbara Cammarata non è solo una pittrice , ma un’artista visiva «a tuttotondo », che spazia dalla scultura alla performance, passando per le installazioni tecnologiche e l’arte tessile. La sua è una ricerca artistica complessa e interdisciplinare, che se da una parte colpisce per l’uso particolare del colore e dei materiali, dall’altra appassiona per gli argomenti trattati: «Antropocentrismo, specismo e postumano sono i punti di partenza della mia ricerca stilistica», ha dichiarato l’artista nel discorso inaugurale della sua mostra ( o forse è meglio definirla «accadimento», per usare la stessa definizione della Cammarata) alla Fondazione Brodbeck di Catania, uno spazio artistico all’avanguardia, interamente dedicato ai giovani artisti contemporanei emergenti.La Mostra e la Fondazione BrodbeckOltre 60 dipinti, 6 sculture tessili e alcune installazioni ambientali eseguitie da Barbara Cammarata tra il 2018 e il 2025, accompagnano il visitatore in un percorso espositivo che si snoda attraverso due padiglioni monumentali, che raccontano di un mondo sciamanico e ultra-mondano, abitato da una natura (fanta)scientifica e da strani esseri viventi dal corpo umano e dalle teste animali, perché «L’uomo, che da tempo, troppo tempo, si è attribuito una posizione centrale e superiore rispetto alle altre specie – sostiene l’artista - oggi si ritrova a discutere la sua posizione rispetto a tutto il resto». Una filosofia (e una cifra stilistica), quella della Cammarata, che mette in discussione la visione antropocentrica del mondo per una prospettiva «orizzontale » e egualitaria, in cui l’umano, la pianta e il vegetale convivono sullo stesso piano, in una sorta di patto sociale interspecie, « dove il simile e il diverso - come affermano Cesare Biasini Selvaggi e Patrizia Monterosso, curatori della mostra - sono compresenti in una dimensione simbiotica di vitalità e crescita; dove la condivisione significa trasformazione etica, morale, filosofica, religiosa, in grado di generare un nuovo ordine di speranza».In un allestimento in cui l’ assenza di pareti tradizionali fa sì che opera e pubblico interagiscanao in un rapporto bi-direzionale, grande è l’impatto delle opere pittoriche sullo spettatore, letteralmente catturato da queste figure bislacche, in cui teste di cervi, pappagalli e pavoni dallo sguardo umano si ergono su busti femminili, stagliandosi su sfondi monocolori o di una lussureggiante natura dal sapore esotico. Ma ad attrarre sono anche le sculture tessili, che l’artista ha realizzato con gli abiti della figlia Frida: creazioni che, al pari di Frida, continueranno ad evolversi e perq uesto non saranno mai finite, ma in una continua metamorfosi, esteriore e interiore. Un rapporto stretto quello dell’artista etnea con la figlia, che si riflette anche nel tema della maternità e del femmineo, tematiche rappresentate in varie installazioni, in cui Barbara Cammarata si rappresenta nella duplice veste di madre e di figlia. A completare il profilo di questa interessante artista contemporanea, il suo incontro con il Buddismo e i suoi studi sul colore e sulla luce: quella calda, avvolgente e gialla della sua Sicilia e quella inglese, più nitida, ma anche più fredda e tendente al blu.Valore aggiunto della mostra, gli spazi della Fondazione Brodbeck che la ospia, un’istituzione no profit per la produzione e la diffusione dell’arte contemporanea, costituita da Paolo Brodbeck a Catania il 30 novembre 2007. La sede si sviluppa nel cuore dello storico quartiere di San Cristoforo, su un’area di circa 6 mila metri quadrati, all’interno di un complesso postindustriale adibito, nel XIX secolo, alla produzione di liquirizia e alla lavorazione della frutta secca. Cittadella-polo di riferimento per l’arte contemporanea, la Fondazione è impegnata anche sul territorio con iniziative varie, che in questi anni hanno dato un grande impulso alla riqualificazione del quartiere e ospitato nei suoi spazi eventi culturali e laboratori didattici sull’arte.
@Paolo Bisti Luconi
Due facce della stessa medaglia, due volti dello stesso Trentino che, anche quest’anno, per un motivo o per l’altro o forse per tutti e due, si conferma tra le destinazioni invernali più complete e appaganti dell’arco alpino, complice anche una serie di iniziative e proposte che mirano a coinvolgere i vacanzieri 24 ore su 24, regalando loro la chance di scoprire la montagna dall’alba a notte fonda.
A dimostrarlo, «Trentino Ski Sunrise», che invita gli sciatori a svegliarsi alle prime luci del giorno per raggiungere baite e rifugi e, dopo una ricca colazione a chilometro zero, essere i primi e praticamente gli unici a scivolare sulle piste tirate alla perfezione nella notte dai gatti delle nevi. Da San Martino di Castrozza a Madonna di Campiglio, da Passo Rolle a Lagorai, cambiano skiarea e panorami, ma resta lo spettacolo.
Con l’aria frizzante che arrossisce il viso e il rumore delle lamine che incidono il primo strato di neve dura, i mattinieri partecipanti scoprono la grande bellezza di sentirsi un tutt’uno con la montagna. Sospesi tra neve e cielo, scivolano leggeri e veloci nella magia dell’inverno. Non da meno è l’esperienza offerta al tramonto da «Campiglio Sunset Ski». A Madonna di Campiglio, proprio quando il sole comincia a calare, il cielo a tingersi di arancio e le Dolomiti a colorarsi di rosa, l’iniziativa regala agli sciatori la possibilità di salire in quota in telecabina, godersi il tramonto con aperitivo alla mano e, posato il bicchiere e impugnati i bastoncini, sciare a valle sul far della sera (date: 26 febbraio, 5 e 12 marzo). Non poteva mancare, poi, lo sci in notturna: in buona parte delle stazioni sciistiche va in scena «Sciare sotto le stelle», che consente di scivolare sugli sci, ma anche in slittino e gommoni, nel buio della notte su rotoli di piste bianche illuminate alla perfezione.
E per chi non scia c’è «Al chiaro di luna», passeggiate nei boschi del Parco Naturale Adamello Brenta in coincidenza con le notti di luna piena. Non solo sci, snowboard, ciaspole e slittino. L’altra faccia del Trentino sembra una bianca SPA naturale, con pavimenti di neve, pareti di abeti e soffitti di nuvole e cielo. In quest’ottica, si apre l’invito a salire di quota per ritrovare quel benessere profondo che nasce dal contatto con la natura. Ecco che il freddo non è più una stagione da combattere, ma da abbracciare perché capace di rigenerare il corpo, alleggerire la mente e rallentare il respiro, riportando l’attenzione all’essenziale. In Val di Fiemme questa visione è diventata un progetto condiviso, tanto da renderla la prima «wellness community»: un territorio che orienta servizi, ospitalità e attività alla qualità della vita, intrecciando natura, salute e persone in un’unica esperienza rigenerante.
Tra foreste di abete rosso, centri benessere immersi nel paesaggio e attività all’aperto pensate ad hoc, come forest bathing, barefooting (passeggiate a piedi nudi) e ciaspolate, il benessere diventa uno stile di vacanza. Sull’Alpe Cimbra, invece, lo stare bene assume i tratti di un’ospitalità intima e raffinata: il progetto Hotel & Appartamenti di Charme dà vita a una collezione di indirizzi che uniscono eleganza, sostenibilità e radici locali, trasformando il soggiorno - che sia un weekend o una settimana bianca - in un’esperienza emotiva e consapevole. Non si tratta di semplici strutture ricettive, ma di rifugi dell’anima dove ritrovare armonia, assaporare la gastronomia più autentica di montagna, magari imparare a cucinarla, e rigenerarsi attraverso sport dolce. Mentre in Val di Fassa il benessere passa attraverso il potere primordiale del freddo: gli alberghi del circuito Club Vita Nova propongono percorsi che rinvigoriscono e sorprendono, dai cammini consapevoli nella neve alle immersioni nei ruscelli alpini, dai bagni freddi ai percorsi Kneipp, trasformando il gelo in fonte di energia, vitalità e rinnovamento nel cuore delle Dolomiti.
Info: www.visitfiemme.it; www.alpecimbra.it; www.vitanovawellnesshotel.it; www.visittrentino.info.
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Gli europarlamentari di Fi e Fdi commentano la proposta di modifica dei regolamenti Ue nell'ultima sessione plenaria a Strasburgo.