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2022-08-29
Aurora boreale: l'autunno 2022 sarà un festival di colori
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Luci del Nord. Aurora Boreale. Comunque la si chiami, il concetto non cambia. Avete presente quando la notte viene squarciata da luci verdi, azzurre, rosse, rosa in una danza tra onde e vortici che lascia con il naso all'insù senza respiro? I mesi che stanno per arrivare, da settembre a metà novembre 2022, secondo gli esperti saranno tra i migliori per assistere a questo spettacolo naturale caratteristico delle aree settentrionali dell'emisfero.
Ma che cosa sono esattamente? Le aurore si verificano quando le particelle cariche (elettroni e protoni) si scontrano con i gas presenti nell'alta atmosfera terrestre. Queste collisioni producono piccoli lampi che riempiono il cielo di luce colorata. Poiché miliardi di lampi si susseguono, le aurore sembrano muoversi o "danzare" nel cielo. Il campo magnetico terrestre guida infatti le particelle cariche verso i poli, la forma del campo magnetico terrestre crea così due ovali aurorali sopra i poli magnetici Nord e Sud dando vita a uno spettacolo unico e sempre più raro. Tra i momenti più suggestivi di questo show notturno di luci c'è sicuramente il cambio dei colori dell'aurora. Ogni colorazione dell'aurora boreale è determinata da una serie di fattori: la composizione dei gas nell'atmosfera terrestre, l'altitudine in cui si verifica l'aurora, la densità dell'atmosfera e il livello di energia coinvolto. Sono cinque le colorazioni tipiche dell'aurora boreale. Il verde è senza dubbio il colore più comune visto da terra e si produce quando le particelle cariche si scontrano con le molecole di ossigeno ad altitudini comprese tra 100 e 300 km. Il rosa e rosso scuro sono colori che si presentano occasionalmente e soprattutto localizzati sul bordo inferiore di un'aurora. I due colori uniti creano infatti come una frangia rosa o rosso scuro, prodotta da molecole di azoto ad altitudini di circa 100 km. Il blu e il viola, infine, si creano molto raramente a causa delle molecole di idrogeno ed elio. Questi colori, tuttavia, tendono a essere molto difficili da vedere per i nostri occhi nel cielo notturno.
Ci sono alcune linee guida per chi parte alla ricerca dell'aurora boreale. Innanzitutto, datevi un periodo di tempo di circa 5 giorni per tentare più volte le uscite in notturna per l'osservazione. Più si è vicini al Polo Nord Magnetico, maggiori sono le possibilità di ammirare l'aurora boreale. In genere, l'aurora appare qualche ora dopo il tramonto, quando il cielo è limpido, e tende a diventare più intensa verso mezzanotte. Se siete abbastanza fortunati da riuscire a vedere l'aurora a Nord, scegliete un luogo privo di inquinamento luminoso. Le luci della città che illuminano il cielo rendono invisibili le aurore ma solo quelle di bassa intensità.
Come abbiamo detto, l'autunno e inverno 2022 sembrano mesi particolarmente favorevoli per la visione dell'aurora boreale. I primi dati di settembre riportano già a inizio mese dei livelli molto alti di Kp, ovvero l'indicatore di possibilità di visione dei colori dell'aurora.
Come tutti gli eventi di origine naturale, anche l'Aurora boreale, che letteralmente significa "alba del nord", è legata a miti e leggende. In quelli romani, Aurora era la dea dell'alba. Nel Medioevo, le manifestazioni aurorali erano considerate foriere di guerre o carestie. I Maori della Nuova Zelanda condividevano con molte popolazioni settentrionali dell'Europa e del Nord America invece la convinzione che le luci fossero riflessi di torce o falò. Gli indiani Menominee del Wisconsin credevano che le luci indicassero la posizione dei manabai'wok (giganti) che erano gli spiriti di grandi cacciatori e pescatori. Gli Inuit dell'Alaska credevano che le luci fossero gli spiriti degli animali che cacciavano: foche, salmoni, cervi e balene beluga. Infine, altri popoli aborigeni credevano che le luci fossero gli spiriti dei loro antenati.
Tra le esperienze più particolari per la visione dell'aurora boreale, oltre ai classici hotel-igloo di vetro e alle crociere notturne, c'è sicuramente quella in aereo. Uno dei luoghi migliori al mondo per ammirare l'aurora boreale, il Canada ospita l'80-90% di tutto il territorio accessibile situato sotto l'ovale dell'aurora, l'area con la più forte attività geomagnetica che produce gli spettacoli più luminosi e frequenti dell'aurora boreale. Dirigetevi a Yellowknife, conosciuta come la "Capitale dell'Aurora del Nord America", grazie alla sua posizione privilegiata e alle eccellenti condizioni di osservazione. Sulle rive del Great Slave Lake, i viaggiatori hanno il 95% di possibilità di avvistare le luci. È inoltre possibile osservare l'aurora boreale da un accogliente teepee presso l'Aurora Village, un'esperienza di proprietà aborigena che offre anche sedili all'aperto personalizzati e riscaldati che ruotano a 360 gradi per catturare ogni angolo dell'aurora boreale. Se invece amate il lusso ma non la natura selvaggia, prendete un bush plane per raggiungere il Blachford Lake Lodge, un eco-lodge fly-in con vista da una vasca idromassaggio sotto le stelle. Uno dei modi più singolari per ammirare l'aurora boreale è... in volo. Guardate fuori dal finestrino del vostro aereo se state volando durante la notte vicino al Circolo Polare Artico. "Quale modo migliore per ridurre al minimo la copertura nuvolosa se non quello di trovarsi al di sopra di esse ed essere circondati dall'aurora boreale?", afferma Sigríður Einarsdóttir di Icelandair, che ha assistito alle luci in diverse occasioni durante il volo. I viaggiatori che volano con Icelandair possono avere un assaggio del fenomeno prima ancora di arrivare in Islanda, volando sull'aereo Icelandair Hekla Aurora, che all'esterno è dipinto con i colori di un paesaggio invernale islandese.
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È uno dei fenomeni più suggestivi al mondo. Visibile solo in determinate condizioni climatiche, gli esperti stimano che i prossimi mesi saranno i migliori per assistere a questo spettacolo della natura.Luci del Nord. Aurora Boreale. Comunque la si chiami, il concetto non cambia. Avete presente quando la notte viene squarciata da luci verdi, azzurre, rosse, rosa in una danza tra onde e vortici che lascia con il naso all'insù senza respiro? I mesi che stanno per arrivare, da settembre a metà novembre 2022, secondo gli esperti saranno tra i migliori per assistere a questo spettacolo naturale caratteristico delle aree settentrionali dell'emisfero. Ma che cosa sono esattamente? Le aurore si verificano quando le particelle cariche (elettroni e protoni) si scontrano con i gas presenti nell'alta atmosfera terrestre. Queste collisioni producono piccoli lampi che riempiono il cielo di luce colorata. Poiché miliardi di lampi si susseguono, le aurore sembrano muoversi o "danzare" nel cielo. Il campo magnetico terrestre guida infatti le particelle cariche verso i poli, la forma del campo magnetico terrestre crea così due ovali aurorali sopra i poli magnetici Nord e Sud dando vita a uno spettacolo unico e sempre più raro. Tra i momenti più suggestivi di questo show notturno di luci c'è sicuramente il cambio dei colori dell'aurora. Ogni colorazione dell'aurora boreale è determinata da una serie di fattori: la composizione dei gas nell'atmosfera terrestre, l'altitudine in cui si verifica l'aurora, la densità dell'atmosfera e il livello di energia coinvolto. Sono cinque le colorazioni tipiche dell'aurora boreale. Il verde è senza dubbio il colore più comune visto da terra e si produce quando le particelle cariche si scontrano con le molecole di ossigeno ad altitudini comprese tra 100 e 300 km. Il rosa e rosso scuro sono colori che si presentano occasionalmente e soprattutto localizzati sul bordo inferiore di un'aurora. I due colori uniti creano infatti come una frangia rosa o rosso scuro, prodotta da molecole di azoto ad altitudini di circa 100 km. Il blu e il viola, infine, si creano molto raramente a causa delle molecole di idrogeno ed elio. Questi colori, tuttavia, tendono a essere molto difficili da vedere per i nostri occhi nel cielo notturno. Ci sono alcune linee guida per chi parte alla ricerca dell'aurora boreale. Innanzitutto, datevi un periodo di tempo di circa 5 giorni per tentare più volte le uscite in notturna per l'osservazione. Più si è vicini al Polo Nord Magnetico, maggiori sono le possibilità di ammirare l'aurora boreale. In genere, l'aurora appare qualche ora dopo il tramonto, quando il cielo è limpido, e tende a diventare più intensa verso mezzanotte. Se siete abbastanza fortunati da riuscire a vedere l'aurora a Nord, scegliete un luogo privo di inquinamento luminoso. Le luci della città che illuminano il cielo rendono invisibili le aurore ma solo quelle di bassa intensità. Come abbiamo detto, l'autunno e inverno 2022 sembrano mesi particolarmente favorevoli per la visione dell'aurora boreale. I primi dati di settembre riportano già a inizio mese dei livelli molto alti di Kp, ovvero l'indicatore di possibilità di visione dei colori dell'aurora. Come tutti gli eventi di origine naturale, anche l'Aurora boreale, che letteralmente significa "alba del nord", è legata a miti e leggende. In quelli romani, Aurora era la dea dell'alba. Nel Medioevo, le manifestazioni aurorali erano considerate foriere di guerre o carestie. I Maori della Nuova Zelanda condividevano con molte popolazioni settentrionali dell'Europa e del Nord America invece la convinzione che le luci fossero riflessi di torce o falò. Gli indiani Menominee del Wisconsin credevano che le luci indicassero la posizione dei manabai'wok (giganti) che erano gli spiriti di grandi cacciatori e pescatori. Gli Inuit dell'Alaska credevano che le luci fossero gli spiriti degli animali che cacciavano: foche, salmoni, cervi e balene beluga. Infine, altri popoli aborigeni credevano che le luci fossero gli spiriti dei loro antenati.Tra le esperienze più particolari per la visione dell'aurora boreale, oltre ai classici hotel-igloo di vetro e alle crociere notturne, c'è sicuramente quella in aereo. Uno dei luoghi migliori al mondo per ammirare l'aurora boreale, il Canada ospita l'80-90% di tutto il territorio accessibile situato sotto l'ovale dell'aurora, l'area con la più forte attività geomagnetica che produce gli spettacoli più luminosi e frequenti dell'aurora boreale. Dirigetevi a Yellowknife, conosciuta come la "Capitale dell'Aurora del Nord America", grazie alla sua posizione privilegiata e alle eccellenti condizioni di osservazione. Sulle rive del Great Slave Lake, i viaggiatori hanno il 95% di possibilità di avvistare le luci. È inoltre possibile osservare l'aurora boreale da un accogliente teepee presso l'Aurora Village, un'esperienza di proprietà aborigena che offre anche sedili all'aperto personalizzati e riscaldati che ruotano a 360 gradi per catturare ogni angolo dell'aurora boreale. Se invece amate il lusso ma non la natura selvaggia, prendete un bush plane per raggiungere il Blachford Lake Lodge, un eco-lodge fly-in con vista da una vasca idromassaggio sotto le stelle. Uno dei modi più singolari per ammirare l'aurora boreale è... in volo. Guardate fuori dal finestrino del vostro aereo se state volando durante la notte vicino al Circolo Polare Artico. "Quale modo migliore per ridurre al minimo la copertura nuvolosa se non quello di trovarsi al di sopra di esse ed essere circondati dall'aurora boreale?", afferma Sigríður Einarsdóttir di Icelandair, che ha assistito alle luci in diverse occasioni durante il volo. I viaggiatori che volano con Icelandair possono avere un assaggio del fenomeno prima ancora di arrivare in Islanda, volando sull'aereo Icelandair Hekla Aurora, che all'esterno è dipinto con i colori di un paesaggio invernale islandese.
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In venti contro 4 li aggrediscono armati di spranghe. Le immagini sono al vaglio della Digos. Uno dei quattro militanti è stato trasportato in ospedale in codice giallo.
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Domani 9 gennaio a Milano arrivano migliaia di trattori per dire no all’accordo; si mobilitano da Rivolta agricola, agli allevatori piemontesi, fino ai Comitati degli agricoltori ormai diffusi in tutto il Nord e Centro Italia. Fanno quello che sta succedendo in Francia dove da settimane il Paese è bloccato dalle proteste, in Polonia dove alla fine dell’anno i trattori hanno bloccato le autostrade, in Ungheria, in Romania e in Repubblica Ceca dove oltre al no al trattato commerciale con Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay a cui si aggiunge la Bolivia, c’è anche il no all’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Queste proteste stanno raffreddando i governi e l’intesa che appena 48 ore fa era data per fatta dopo che Giorgia Meloni aveva ottenuto la disponibilità di Ursula von der Leyen a mettere sulla prossima Pac 45 miliardi (all’Italia ne andrebbero 10 con un miliardo di vantaggio rispetto alla quota consolidata) è tornata in discussione.
Ieri il presidente della Commissione aveva favorito una riunione dei ministri agricoli dei 27 con i commissari all’agricoltura e al commercio per arrivare alla ratifica del Mercosur. Il nostro ministro Francesco Lollobrigida ha detto: «Firmiamo solo se ci sono delle garanzie. Guardiamo agli accordi che eliminano le barriere tariffarie e non tariffarie con uno sguardo positivo, ma non si può mettere in discussione il nostro sistema economico o una parte di questo». Tradotto: senza clausola di reciprocità (sui fitofarmaci, sui controlli sanitari e di qualità, sull’utilizzo di manodopera regolare) il Mercosur non passa. Lollobrigida ha rivendicato che la Commissione si è «convinta ad accettare la proposta italiana sulla Pac che torna centrale nelle politiche europee. La dotazione finanziaria», ha specificato, «deve garantire alcuni settori rispetto alle fluttuazioni di mercato. Ma non ci interessa pagare il funerale a qualcuno, ci interessa che qualcuno resti in vita e continui a produrre». La preoccupazione è per un’invasione di prodotti del Sudamerica (il Brasile è già il primo fornitore dell’Ue di materia agricola per quasi 10 miliardi): dalla carne alla soia, dal riso allo zucchero.
Ieri si è svolto anche un vertice dei Paesi di Visegrad. I ministri di Polonia, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno detto: «Siamo qui per difendere i nostri agricoltori, la sicurezza alimentare non deve essere oggetto dei giochi politici». L’ungherese Itsvan Nagy ha aggiunto: «Sono a Bruxelles sul campo di battaglia, le preoccupazioni degli agricoltori sono giustificate». Gianmarco Centinaio, vicepresidente del Senato (Lega, ex ministro agricolo) annuncia: «La Commissione europea non può pensare che le garanzie chieste dai nostri agricoltori siano in vendita. Un conto sono le risorse per la Pac, finalmente aumentate grazie al governo italiano, un altro conto è l’accordo Mercosur, per il quale serve reciprocità. Condivido la richiesta degli agricoltori e venerdì andrò ad ascoltare quanti scenderanno in piazza a Milano».
Del pari la Coldiretti sta in guardia sul Mercosur: un sì dell’Italia senza clausola di reciprocità è inaccettabile. Ettore Prandini, presidente, e Vincenzo Gesmundo, segretario, in una nota sostengono: l’annuncio dei 10 miliardi in più sulla Pac «ottenuto grazie al ruolo determinante svolto dal governo e dal ministro Lollobrigida» così come la marcia indietro sui tagli e le modifiche al fondo sulle aree rurali sono positivi, ma ora «devono seguire atti legislativi europei». Coldiretti non si fida della «tecnocrazia di Bruxelles» e annuncia: «Proseguiamo la mobilitazione permanente: dal 20 gennaio e fino alla fine del mese manifestazioni coinvolgeranno oltre 100.000 soci; inizieremo con Lombardia, Piemonte, Veneto e Lazio e si proseguirà in Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna. Saranno le occasioni per difendere le conquiste ottenute sulla Pac e chiarire la nostra contrarietà a un accordo Mercosur che non garantisca parità di trattamento tra agricoltori europei e sudamericani».
In Francia i trattori stanno preparando l’assedio di Parigi. Ieri è stato approvato un decreto che blocca l’import dal Sudamerica e l’ex ministro dell’Interno Bruno Retailleau ha detto: «Se Emmanuel Macron firma il Mercosur presento la mozione di sfiducia al governo». La baronessa Von der Leyen deve attendere.
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Ansa
Cupi riverberi, brividi bipartisan senza senso, rigurgiti di una stagione dialetticamente isterica nelle piazze e pure dentro le istituzioni; tutti ricordano Maurizio Landini che pochi mesi fa da un palco invocava «la rivolta sociale». Sull’aggressione romana, le forze dell’ordine hanno sintetizzato i racconti delle vittime: gli assalitori erano a volto coperto, in possesso di coltelli e di radio per comunicare senza il rischio di essere intercettati. Il presidente di Gioventù nazionale Roma, Francesco Todde, ha parlato di «un commando di più di 20 professionisti dell’odio politico» e ha spiegato: «I nostri ragazzi sono stati aggrediti con violenza mentre affiggevano un manifesto che parla di libertà, con l’obiettivo di ricordare come figli d’Italia tutti i ragazzi caduti in quegli anni di violenza infame, mentre l’odio politico portava al massacro di chi credeva nelle sue idee. Mai il nostro movimento si è contraddistinto per attacchi pianificati e violenti per ragioni politiche; al contrario questo episodio si aggiunge alla lunga lista di aggressioni ai nostri danni. Speriamo che la stampa, che un anno fa fece un gran rumore sul pericolo fascismo in Gioventù nazionale, parli anche di questo».
Difficile. Ancora più difficile che qualcuno si scomodi per la targa distrutta a Milano in memoria dell’agente ucciso dagli ultrà della rivoluzione permanente. Perché a tenere banco sono i proiettili alla Cgil, nella logica molto gauchiste dei «dos pesos y dos misuras» (copyright Paolo Pillitteri). Su quelli, con dinamiche e retroscena tutti da scoprire, si è immediatamente scatenata la grancassa del campo largo. Elly Schlein ha lanciato l’allarme selettivo: «Quanto accaduto a Primavalle è inaccettabile, esplodere colpi d’arma da fuoco contro la sede di un sindacato è un gesto di gravità inaudita. È urgente alzare la guardia, i sindacati sono presidi di democrazia e nessuna intimidazione ne depotenzierà il valore».
Più equilibrato Roberto Gualtieri, che si è ricordato di essere sindaco anche del Tuscolano: «Roma è una città che ripudia ogni forma di violenza politica, sia quando si manifesta contro sedi di partito, sindacati e associazioni, sia quando prende la forma di aggressione di strada come avvenuto nella notte in via Tuscolana ai danni dei militanti di Gioventù nazionale mentre affiggevano manifesti. La libertà di espressione e il confronto civile sono gli unici strumenti attraverso cui si costruisce la convivenza democratica».
Riguardo all’idiosincrasia nei confronti delle commemorazioni altrui, gli anni di piombo rimangono un nervo scoperto per la sinistra, che non ha mai voluto farci i conti tramandando alle galassie studentesche e ai centri sociali la mistica fasulla dei «compagni che sbagliano» e dei ragazzi «che volevano fare la rivoluzione». Dipinti come pulcini teneri e inconsapevoli, in realtà erano assassini, ben consci che le P38 sparavano proiettili veri ad altezza d’uomo. È surreale come, a distanza di mezzo secolo, quella parte politica faccia una fatica pazzesca a sopportare che chi ha avuto dei morti (in campo avverso o fra le forze dell’ordine) possa pretendere di ricordarli.
La commemorazione delle vittime (Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta, Stefano Recchioni) nel 48° anniversario di Acca Larenzia ha dato spunto a Giorgia Meloni per rilanciare un richiamo non certo alla memoria condivisa - dopo 50 anni a sinistra non si riesce neppure a condividere la pietà per i defunti -, ma a una pacificazione nazionale. Era l’obiettivo di Francesco Cossiga, Carlo Azeglio Ciampi e Luciano Violante ma oggi, con il governo di centrodestra in sella, per l’opposizione è più facile evocare toni da guerra civile. Con indignazione lunare a giorni alterni per il pericolo fascismo.
La premier ha sottolineato come «quelli del terrorismo e dell’odio politico sono stati anni bui, in cui troppo sangue innocente è stato versato, da più parti. Ferite che hanno colpito famiglie, comunità, l’intero popolo italiano a prescindere dal colore politico. L’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale». Riferendosi alla battaglia politica attuale, Meloni ha aggiunto: «Quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde sempre. Abbiamo il dovere di custodire la memoria e di ribadire con chiarezza che la violenza politica, in ogni sua forma, è sempre una sconfitta. Non è mai giustificabile. Non deve mai più tornare».
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Ecco #DimmiLaVerità dell'8 gennaio 2026. Il commento del nostro Fabio Amendolara: «Gli immigrati che delinquono vengono espulsi ma restano comunque in Italia. E a volte uccidono».