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Lo sciopero dura la metà: l’antifascismo a tempo per non perdere le vendite

Lo sciopero dura la metà: l’antifascismo a tempo per non perdere le vendite
Ansa
La protesta degli editori rossi a «Più libri più liberi» è un flop. Momenti di tensione davanti allo stand degli identitari: «Andiamo fuori a risolverla». E poi giù minacce.

Dovevano essere trenta minuti di protesta. Trenta minuti in cui le case editrici di sinistra avrebbero dovuto coprire con dei teli neri, neri come il fascismo ovviamente, i volumi esposti a «Più libri più liberi». Avrebbero: perché poi sono stati utilizzati tutti i colori (del resto non si può essere troppo schizzinosi quando c’è una rivoluzione proletaria da fare) e la protesta è durata solamente la metà: quindici minuti. Perché va bene preoccuparsi del fascismo che sta tornando, va bene combattere gli squadristi, ma bisogna pur star dietro agli affari. La rivoluzione può attendere. Quindici minuti possono bastare. Anche meno, se possibile. Giusto il tempo di un piccolo comizio, di una parata tra gli stand e poi tutti indietro a liberare quei poveri libri coperti dal velo del fascismo.

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Leone XIV ha affermato di considerarla una cosa «non molto cristiana». In realtà non si tratta di deportazione, ma di uno strumento legale che serve a rimpatriare i criminali stranieri. Non mancano moniti al centrodestra sul caso Vannacci: «Escluderlo significa perdere le elezioni». E ricorda che «la sinistra al governo fa paura con patrimoniali mascherate e transizione energetica selvaggia. Se vincessero loro, il nome forte per il ministero dell’Economia è l’ex capo del Fisco Ruffini, un esattore pronto a mettere le mani in tasca agli italiani, sulla scia dei prelievi forzosi del passato».

Rifugiato fa sesso con una bambina. Secondo il giudice però non è stupro
Ansa
Le motivazioni della tenue condanna di un bengalese a Brescia: la gravidanza della piccola prova il rapporto, non la coercizione.

Aveva messo incinta una bimba di dieci anni, ospite come lui del centro d’accoglienza di San Colombano di Collio, in provincia di Brescia, e, per questo, era stato arrestato.

Ora, però, per il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Brescia, Valeria Rey, la gravidanza è prova del rapporto sessuale, ma non della coercizione.

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Coppia gay adotta, sevizia e uccide un bimbo
Nel riquadro in basso a sinistra, Preston Davey, Jamie Varley, il fidanzato John McGowan e la madre di Preston, Sarah (Getty Images)
Un insegnante è stato condannato all’ergastolo perché, con il suo compagno, ha abusato di un piccolo di 13 mesi, morto durante l’ennesima aggressione sessuale. Secondo la nonna, i servizi sociali non hanno mosso un dito per non essere tacciati di omofobia.

Morto a 13 mesi dopo essere stato sottoposto, negli ultimi 120 giorni, ad abusi fisici, sessuali ed emotivi. Mancano aggettivi umani per definire l’orrore riservato al piccolo Preston Davey, ucciso nel luglio del 2023 da Jamie Varley, un insegnante di 37 anni, condannato ieri all’ergastolo dopo un processo durato otto settimane.

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Gli Stati contro il nuovo bilancio Ue. Merz gela tutti: mai più debiti comuni
Friedrich Merz (Ansa)
  • A Bruxelles il cancelliere austriaco Stocker avverte: «Non siamo il bancomat dell’Unione». La Meloni incontra i leader degli altri 15 Paesi che si battono per non ridurre le risorse a territori e agricoltura.
  • Costa, l’alter ego della Von der Leyen, non è riuscito a trovare un compromesso tra i «frugali» e gli altri. Una spaccatura che di fatto aumenta la sfiducia reciproca.

Lo speciale contiene due articoli.

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