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L'antifascismo permanente finisce col dare ragione al superfascismo

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L'antifascismo permanente finisce col dare ragione al superfascismo

Signori dell'Antifascismo permanente e del fascismo eterno, che vi apprestate per l'ennesima volta a celebrare con enfasi morale e politica il 25 aprile, vi rivolgo col cuore in mano un'appassionata o spassionata esortazione, nel vostro interesse e per il bene della stessa causa che intendete perorare. A via di ripetere che il nemico assoluto del Potere vigente è il fascismo, finirete con lo squalificare agli occhi della gente l'antifascismo e col rivalutare il fascismo. Riflettete per un momento: se la gente, come si può largamente notare, non sopporta più il Pensiero Unico, il Racconto Unico, il regime di sorveglianza, egemonia e dominazione in corso, e se voi identificate tutto questo con l'antifascismo, e tutto ciò che si oppone ad esso con il fascismo, spingerete quella stessa gente a disprezzare l'antifascismo e ad apprezzare ciò che è ai suoi antipodi, e che chiamate fascismo. E' una deduzione semplice, elementare, di buon senso.

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Caos Belfast. Starmer adesso gioca la carta della censura
La polizia ha usato cannoni ad acqua per spegnere gli incendi appiccati dai manifestanti durante i disordini su Antrim Road a Newtownabbey, nel nord di Belfast, Irlanda del Nord, il 10 giugno 2026 (Ansa)
Il premier laburista vuole eliminare i video virali delle esplosioni di rabbia a Belfast: sono i concittadini che protestano i nemici da perseguire, non gli immigrati violenti. Il grido «Adesso basta!» partito dal Nord Irlanda è una spia di allarme per Europa e Uk.

Com’era prevedibile, i «censori» sono entrati in azione, così i fatti di Belfast sono diventati «disordini» provocati dalla mano dei «cattivi», cioè i razzisti, gli xenofobi, le destre estreme.

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Realismo Italia: «Bisogna parlare con Putin»
Giorgia Meloni (Ansa)
  • La risoluzione approvata impegna l’esecutivo ad abbandonare la difesa assoluta dell’integrità territoriale di Kiev e ad avviare un percorso di uscita dalle sanzioni. E il presidente del Consiglio: sì al dialogo con Mosca.
  • La maggioranza chiede a Bruxelles una riduzione graduale delle gabelle contro Mosca. Successo della Lega: via dalla risoluzione il riferimento all’integrità territoriale ucraina.

Lo speciale contiene due articoli

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Per mediare con Putin a nome dell’Ue rispunta l’ipotesi di «nonno» Draghi
Vladimir Putin (Ansa)
A raccogliere l’appello di Giorgia Meloni e di Sergio Mattarella, affinché l’Europa si esprima con una voce unica, potrebbe essere l’ex premier: Gerhard Schröder piace troppo al Cremlino, Angela Merkel invece si è già tirata indietro.

Meno volenterosi, più Europa. Può sorprendere che la vera prospettiva multilaterale, piuttosto che la soluzione di ripiego del «fare le cose con chi ci sta» (come suggeriva Romano Prodi), venga difesa dalla sovranista Giorgia Meloni.

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La Russia rivendica altri due villaggi. Kiev ora punta a isolare la Crimea
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Ancora vittime civili da ambo le parti. Volodymyr Zelensky alla ricerca di nuovi missili antiaerei.

In un conflitto basato su una guerra di posizione, con pochi aggiustamenti del fronte, a terra e su uno stillicidio di incursioni incrociate nei cieli, con droni e missili, l’Ucraina batte cassa con gli europei per crescenti finanziamenti.

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