2025-06-18
Ucciso anche il generale più vicino a Khamenei. Civili in fuga in Azerbaijan
Il generale Ali Shadmani (Ansa)
Il leader avrebbe trasferito parte dei suoi poteri ai pasdaran. Il portavoce del fronte riformista: «Adesso sosteniamo le istituzioni». Il ministero degli Esteri contro Ue e G7.Nonostante gli appelli da parte della comunità internazionale, l’Iran si prepara ad affrontare l’escalation, non solo con le continue dichiarazioni di guerra, ma anche a livello organizzativo. «Le operazioni condotte finora sono state un avvertimento a scopo di deterrenza, l’operazione punitiva sarà eseguita presto», ha detto il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, Seyyed Abdolrahim Mousavi. E mentre Teheran è stata il target costante dei raid israeliani sin dalla notte, con i bombardamenti che sono proseguiti anche nel pomeriggio, sarebbero stati richiamati in servizio sia i medici che gli infermieri a riposo. È iniziato pure l’esodo, con la capitale che sta diventando sempre più deserta: le attività commerciali sono chiuse, le banche iraniane legate ai pasdaran sono fuori uso e i distributori del carburante sono stati presi d’assalto da lunghe file di auto. Una delle mete per mettersi in salvo è l’Azerbaijan: 600 cittadini stranieri, di 17 nazionalità diverse, italiani inclusi, sono scappati dall’Iran e hanno raggiunto il Paese vicino. A riferirlo è Reuters, con la fonte azera che ha raccontato che le persone sono arrivate a Baku in autobus prima di imbarcarsi su voli aerei. Sembra, per ora, aver sortito l’effetto sperato l’appello all’unità nazionale. Il portavoce del fronte riformista, Javad Emam, ha sottolineato che il futuro «della Repubblica Islamica e del suo establishment si intreccia con quello di tutto l’Iran: ogni danno al sistema di potere è un danno all’Iran». E si continua anche a evocare l’eliminazione dello Stato ebraico. In un editoriale del giornale iraniano Kayhan, ritenuto essere sotto il controllo del team della guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, si legge difatti: «La fine della guerra richiede la completa distruzione d’Israele». Ma intanto l’Iran continua a subire attacchi che mettono ko l’establishment. Stando a quando comunicato dall’Idf, è stata eliminata da Gerusalemme la figura più vicina alla guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei: si tratta del comandante del quartier generale militare di Khatam al-anbiya, Ali Shadmani. Solamente la scorsa settimana aveva preso il posto del tenente generale Gholamali Rashid, ucciso nell’operazione israeliana «Rising lion». E l’esercito israeliano, come ha sostenuto il portavoce delle Forze di difesa israeliane, Effie Defrin, ha «colpito in profondità, indebolendo le capacità nucleari, balistiche e di comando dell’Iran». Nel frattempo, per l’Iran international, canale di informazione legato all’opposizione iraniana in esilio, Khamenei avrebbe trasferito al Consiglio supremo dei guardiani della rivoluzione alcune sue funzioni esecutive. La decisione sarebbe arrivata a causa delle criticità riscontrate nel portare avanti la linea di comando, visto che l’ayatollah sarebbe nascosto in un bunker. E il potenziale erede, il figlio Mojtaba, secondo fondi occidentali, starebbe assumendo un ruolo sempre più rilevante. Dall’altra parte, sempre sul fronte militare, anche Teheran avrebbe inflitto gravi colpi a Gerusalemme, puntando direttamente alla sede dei servizi segreti israeliani. A sostenerlo sono i pasdaran, che hanno reso noto di aver «colpito il centro dell’intelligence militare del regime sionista, Aman, e il centro di pianificazione delle operazioni terroristiche del regime sionista, il Mossad, a Tel Aviv». Sarebbe stato eliminato «un numero significativo» degli 007 d’Israele, secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Tra l’altro, Teheran ha rivendicato, stando a quanto riportato da Irna, di aver «abbattuto con successo» un caccia F-35 israeliano nel Nord ovest dell’Iran, a Tabriz. E secondo alcuni media iraniani, sarebbe stato catturato il pilota, anche se nel momento in cui scriviamo non è arrivata una conferma ufficiale. Mentre nel raid iraniano, che secondo Israele è stato di una trentina di missili dalla notte di lunedì fino a martedì mattina, «è stato utilizzato un nuovo missile» ha reso noto il portavoce del ministero della Difesa iraniano, Alireza Talaeinik.Se l’Iran, come comunica Irna, ha accolto con favore la dichiarazione di condanna degli attacchi israeliani da parte di 21 Paesi arabi, la tensione è invece alle stelle con l’Europa e i Paesi del G7. «Signora Kallas (l’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari esteri, ndr), la prego di smetterla di fare l’apologia all’aggressore» ha detto il portavoce degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei. E ha continuato a incalzare su X, sempre riferendosi all’Alto rappresentante: «Come può parlare di de-escalation senza condannare l’aggressore e senza esortarlo a porre fine alla sua aggressione e ai suoi crimini di guerra?». Dello stesso tono sono state le dichiarazioni sempre di Baqaei rivolte al Gruppo dei 7: «La dichiarazione dei leader del G7 ha palesemente ignorato la sfacciata aggressione di Israele contro l’Iran e gli attacchi illegali alle nostre infrastrutture nucleari pacifiche». Intanto, dall’inizio delle operazioni israeliane sarebbero stati uccisi dieci bambini e 35 donne, mentre i feriti sarebbero 1.800, secondo quanto comunicato dal ministro della Salute iraniano, Mohammed Reza Zafarghandi. Mentre all’indomani del raid di Gerusalemme contro la tv di Stato iraniana Irib si contano tre morti. È stato, per il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, «il culmine della codardia» e la dimostrazione che gli israeliani siano «caduti nella disperazione».