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Decenni di abusi sui bimbi non sono un caso
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Dal Forteto ai «diavoli» della Bassa Modenese, da Bibbiano alla famiglia del bosco: i casi sono troppi per poter parlare di episodi isolati. Lo Stato è complice di un sistema che ha coniato anche un linguaggio tecnico «impermeabile» a ogni critica esterna.

Chi inciampa due volte nello stesso sasso non merita compassione. Uno Stato che da decenni permette gli stessi abusi moltiplica la propria colpa. Dal Forteto alla Bassa Modenese, da Bibbiano ai mille casi silenziosi: una macchina di potere ha distrutto famiglie innocenti, usando i figli come strumenti per sovvenzionare una precisa ideologia e grandiose filiere che hanno bruciato il denaro dei contribuenti per creare dolore e suicidi. C’è una frase che Davide Tonelli Galliera, il «bambino zero» della Bassa Modenese, porta con sé come una cicatrice che non rimargina, né può rimarginare. È semplice, terribile e vera: «Sapevo che era tutto frutto di fantasia, che i miei genitori non avevano assolutamente fatto niente. Mentre cedevo a queste domande distruttive, sapevo anche che era tutto inventato.» Era un bambino di sette anni. Sapeva di mentire. Sapeva di distruggere sua madre. Non riusciva a smettere, perché gli adulti che lo circondavano, gli assistenti sociali, gli psicologi, i tutori del suo «superiore interesse» continuavano a chiedergli di farlo. E quando provava a resistere col silenzio, la psicologa «andava avanti, andava avanti», finché non arrivavano i mal di testa insopportabili, e poi la resa.

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Dimmi La Verità | Federica Onori (Azione): «Ci sono bambini nati in Italia ma senza cittadinanza»

Ecco #DimmiLaVerità del 19 marzo 2026. La deputata di Azione Federica Onori racconta l'incredibile caso dei bambini nati in Italia ma senza cittadinanza.

Dimmi La Verità | Andrea Barabotti (Lega): «Troppi figli sottratti ai genitori»

Ecco #DimmiLaVerità del 18 marzo 2026. Il deputato della Lega Andrea Barabotti commenta i casi in cui i figli vengono staccati dai genitori a partire dalla famiglia nel bosco.

L’assistente sociale ora va all’attacco e fa causa ai legali dei bambini del bosco
Catherine Birmingham (Ansa)
Veruska D’Angelo, che segue la famiglia, punta a scaricare le colpe su mamma Catherine per salvare il proprio operato.

Pensavamo di avere già visto tutto riguardo al caso della famiglia nel bosco quando abbiamo scoperto che a somministrare i test a genitori e figli è una psicologa che li derideva sui social. Ma da qualche giorno assistiamo a uno spettacolo perfino più sconcertante, che è culminato nella denuncia per violenza privata dall’assistente della famiglia Trevallion da cui è partito poi il percorso che ha portato all’allontanamento.

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La diocesi tace sui bambini del bosco. Però è l’unica che dovrebbe parlare
Arcivescovo Bruno Forte (Ansa)
La struttura che ospita i piccini fa riferimento a un ente religioso, ma il vescovo di Chieti-Vasto anziché spendersi per lenire le sofferenze dei Trevallion, ha scelto il silenzio per sé e la Chiesa che rappresenta.

Molte anime belle sostengono, come ha fatto l’altro giorno la celebre sociologa Chiara Saraceno sulla Stampa, che attorno alla vicenda della ex famiglia nel bosco (ora famiglia dilaniata in nome del presunto superiore interesse dei minori) si è scritto e parlato troppo.

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