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L’assistente sociale ora va all’attacco e fa causa ai legali dei bambini del bosco
Catherine Birmingham (Ansa)
Veruska D’Angelo, che segue la famiglia, punta a scaricare le colpe su mamma Catherine per salvare il proprio operato.

Pensavamo di avere già visto tutto riguardo al caso della famiglia nel bosco quando abbiamo scoperto che a somministrare i test a genitori e figli è una psicologa che li derideva sui social. Ma da qualche giorno assistiamo a uno spettacolo perfino più sconcertante, che è culminato nella denuncia per violenza privata dall’assistente della famiglia Trevallion da cui è partito poi il percorso che ha portato all’allontanamento.

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La diocesi tace sui bambini del bosco. Però è l’unica che dovrebbe parlare
Arcivescovo Bruno Forte (Ansa)
La struttura che ospita i piccini fa riferimento a un ente religioso, ma il vescovo di Chieti-Vasto anziché spendersi per lenire le sofferenze dei Trevallion, ha scelto il silenzio per sé e la Chiesa che rappresenta.

Molte anime belle sostengono, come ha fatto l’altro giorno la celebre sociologa Chiara Saraceno sulla Stampa, che attorno alla vicenda della ex famiglia nel bosco (ora famiglia dilaniata in nome del presunto superiore interesse dei minori) si è scritto e parlato troppo.

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Nathan Trevallion ha visitato una nuova casa dove potrebbe trasferirsi prossimamente insieme alla moglie Catherine, che da venerdì scorso è tornata nella casa nel bosco dopo la decisione del tribunale per i minorenni dell'Aquila di allontanarla dalla casa famiglia dove sono ospitati i loro tre figli.

A rivelarlo è stato Armando Carusi, ristoratore e imprenditore di Ortona, che ha offerto in comodato d’uso gratuito il proprio B&B alla famiglia nell’attesa di una decisione sul ritorno dei bambini.

«Con Nathan e il sindaco siamo andati a vedere la casa nuova che il Comune ha messo a disposizione già da un po’» – dice Carusi. Devo dire che Nathan è rimasto molto contento. È una casa nuova, stupenda, isolata, vicina al bosco e a dieci minuti dal loro casolare. Il contratto stipulato con loro per il mio B&B, peraltro, scade a fine mese».

Garante in visita, assistente sociale in fuga
La famiglia Trevallion (Ansa)
Marina Terragni si è recata alla casa-famiglia di Vasto per incontrare i piccoli Trevallion. Malgrado l’appuntamento, Veruska D’Angelo non si è presentata. Non si capisce perché, visti i grandi risultati ottenuti: ora i bambini si rimbambiscono con cartoni e smartphone.

Chissà se le istituzioni abruzzesi possono ritenersi soddisfatte: i bambini della (fu) famiglia nel bosco sono separati dalla mamma, che forse più avanti potranno incontrare ma che intanto è lontana. In compenso però guardano i cartoni animati e hanno scoperto quanto possa essere affascinante uno smartphone. Speriamo che al più presto li dotino di un tablet, così finalmente potranno rincoglionirsi come tutti i bambini normali.

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I giudici adesso nascondono i bambini del bosco
Nathan Trevallion con i bambini (Ansa)
Marina Terragni, Garante per l’infanzia, chiede di far visita ai figli separati dai genitori assieme ad alcuni consulenti indipendenti. Cecilia Angrisano risponde picche: gli esperti non possono entrare «per non turbare i piccoli». O forse per non disturbare il tribunale?

La vicenda della famiglia nel bosco ha attraversato tutte le fasi. Alla fine della scorsa settimana è entrata a piedi pari nel territorio del tragico, con la decisione del tribunale dei minori dell’Aquila di separare ulteriormente i bambini dalla madre, lasciandoli da soli in casa protetta. Ora siamo decisamente entrati nell’assurdo o nel grottesco, fate voi.

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