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I giudici minorili non accettano limitazioni
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Il presidente dell’Associazione magistrati di categoria, Claudio Cottatellucci, ribatte al Garante dell’infanzia sul tema dei figli allontanati: «Il potere insindacabile dei genitori ci riporta alla logica del padre padrone. Noi una tutela». Ma il caso di Palmoli rivela il contrario.

È orrendo persino a scriversi, ma dobbiamo prendere atto che questi sono i fatti: i magistrati italiani vogliono continuare a togliere i figli alle famiglie. E lo vogliono fare, con tutta evidenza, nel modo in cui si fa ora, con il bel corredo di scene raccapriccianti in cui fanciulli urlanti vengono strappati ai genitori della forza pubblica. Questo evinciamo dalla lunga intervista che ieri Claudio Cottatellucci, presidente dell’Associazione magistrati per i minori e per la famiglia (Aimmf), ha concesso ad Avvenire.

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In Italia 25.000 minori levati alle famiglie
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Sono ospitati in 4.836 strutture residenziali. Il costo medio per ragazzo è di 150 euro al giorno, 1,3 miliardi l’anno a carico dello Stato. Marina Terragni, Garante per l’infanzia: «Dare queste risorse direttamente ai genitori. Gli allontanamenti tornino a essere eccezionali».

C’è voluto un documento ufficiale dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, diretta da Marina Terragni, per mettere finalmente un punto sulla vicenda della famiglia nel bosco e, più in generale, sui dolorosi allontanamenti dalle famiglie di bambini e ragazzi che, secondo gli ultimi dati del Ministero del lavoro, hanno raggiunto l’incredibile numero di 25.000, escludendo dal conteggio i minori stranieri non accompagnati.

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Non ci sono più bimbi e ai pochi rimasti appioppano la multa perché schiamazzano
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A Palermo oratorio condannato a risarcire con 45.000 euro il vicinato. In Francia divieto di salire sul treno per i piccini.

Il silenzio degli innocenti. È la pretesa del tribunale del capoluogo siciliano, che ha condannato una parrocchia a un risarcimento fuori scala per gli schiamazzi e i canti dei bambini dell’oratorio, ritenuti fastidiosi dagli inquilini un condominio adiacente. La sentenza che ordina imperiosamente di tacere a un’intera comunità è accompagnata da 45.000 euro di risarcimento che i sacerdoti di Santa Teresa del Bambin Gesù dovranno sborsare al più presto come punizione per aver «fatto perdere valore» alle case del vicinato mentre lasciavano correre, cantare e giocare a pallone piccoli e adolescenti.

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Bisogna allontanare chi abusa, non i bimbi
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Si dà troppo credito ai disegni realizzati dai più piccoli, che crescono in un mondo pieno di pornografia di cui sono vittime. Le famiglie devono essere sostenute e i loro membri invitati a colloqui per capire cosa accade in casa e così aiutare i bambini.

Il sistema italiano di tutela minorile presenta criticità strutturali rilevanti, soprattutto nella gestione dei sospetti di abuso o maltrattamento, fondate su indicatori deboli, isolati o interpretazioni soggettive di comportamenti infantili, come la produzione grafica. In numerosi casi documentati, l’intervento dei servizi sociali e dell’autorità giudiziaria minorile si è tradotto in misure drastiche e irreversibili, quali l’allontanamento immediato del minore dal nucleo familiare, con conseguenze traumatiche gravi e durature, successivamente riconosciute come ingiustificate.

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«Bimbi manipolati con filmati sui lager»
(IStock)
Testimonianza choc a Torino: secondo un ufficiale dei carabinieri, le affidatarie omosessuali di due bambini avrebbero tentato di condizionarli per pilotare la sentenza. Ai piccoli mostrati minori che invocavano la mamma e poi venivano gettati nei forni.

Interi settori della giurisdizione, «dalla famiglia ai cosiddetti nuovi diritti, dell’immigrazione e del diritto minorile» sono finiti in mano a una sorta di «egemonizzazione culturale». Queste parole scritte ieri sulla Verità da Antonio Sangermano, l’ex pm che guida il dipartimento della Giustizia minorile del ministero di Via Arenula, hanno rotto il silenzio su una serie di fenomeni che tanti avvocati, e tanti genitori tenuti sotto schiaffo dai «professionisti» dei bambini, conoscono bene ma non possono denunciare.

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