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Aborto, Pro Vita & Famiglia: «Non molleremo con la campagna. L’aborto non può essere un dogma»

Aborto, Pro Vita & Famiglia: «Non molleremo con la campagna. L’aborto non può essere un dogma»

«Continua e si espande a macchia d'olio la nostra campagna #stopaborto per la difesa del bambino nel grembo. Decine e decine di camion vela e centinaia di manifesti sul territorio: da Milano a Bologna, da Firenze a Napoli, da Bari a Reggio Calabria. Supereremo i 100 Comuni. Sono le stesse persone sul territorio che ci stanno chiamando e vogliono aderire alla nostra battaglia, nonostante i nostri camion vela ed autisti vengano talvolta fisicamente attaccati da militanti abortisti, come è successo a Verona ed Ancona» ha dichiarato Toni Brandi presidente di Pro Vita e Famiglia onlus.

«Vogliamo far riflettere e far capire alle persone che abortire è sempre la soppressione di una persona umana. Persino il primario della Mangiagalli, Alessandra Kustermann, dichiarò "Lo so. In quel momento so benissimo che sto sopprimendo una vita e non un feto, bensì un futuro bambino» ha continuato Toni Brandi, presidente della onlus.

«Troppe vite vengono eliminate, anche a causa di uno stupro. Ma che ha fatto di male quel bambino? Si merita forse quella condanna a morte che nemmeno lo stupratore riceve? Anche in una situazione così atroce e devastante per la donna, vittima di una violenza inaudita e bestiale, si può concepire una seconda orribile violenza come l'eliminazione di un essere innocente? Seguendo questa logica, persone come Jesse Jackson, attivista per i diritti umani, la cantante Eartha Kitt e la pittrice Ethel Waters, tutte concepite dopo uno stupro, non sarebbero state degne di vivere?» conclude Jacopo Coghe, vice presidente di Pro Vita & Famiglia.

Il via libera (in cambio di un obolo) agli Stati «amici» non ci eviterà la recessione
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Benzina razionata, locali chiusi alle 21. In Asia e Africa è già quasi lockdown
Ansa
In Pakistan il cricket si gioca in stadi vuoti, in India riserve solo per 70 giorni. Svolta di Taiwan: riapre le centrali nucleari.

Il blocco del passaggio delle navi dallo Stretto di Hormuz sta provocando una serie di conseguenze sempre più gravi per una lunga lista di nazioni. Il problema maggiore potrebbe non essere il continuo aumento del costo del carburante, ma la sua carenza.

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Gambiano drogato assale gli agenti. Ma il giorno dopo è già in libertà
È successo a Pesaro, durante un controllo in stazione. Per i quattro poliziotti 77 giorni totali di prognosi. Intanto a Bergamo un marocchino scappa all’alt e parte l’inseguimento folle: è irregolare e senza patente.

Allarme sicurezza. Un pomeriggio di «ordinaria» follia è quello andato in scena giovedì scorso a Pesaro, quando un cittadino gambiano, completamente fuori di sé, ha colpito quattro agenti di polizia facendoli finire in ospedale. Ma quasi subito dopo è stato rimesso in libertà.

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Motivazioni della condanna di Marroccella surreali: il carabiniere non doveva sparare poiché il ladro non colpì il collega con un’arma letale, provocandogli una «mera contusione con ecchimosi». Nessuna attenuante concessa: «Errore di proporzioni macroscopiche».
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