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2018-06-25
Sono le ore più convenienti per prenotare le vacanze di Ferragosto
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Andare in vacanza a Ferragosto senza dissanguarsi. Un sogno? Non proprio. Perché prenotando in queste ore, da oggi fino a mercoledí sera, il risparmio è assicurato. Secondo un'analisi di volagratis.com, uno dei principali portali di prenotazione di viaggi online, nelle prossime 72 ore si potrà infatti risparmiare fino al 40%.
Il merito in questo caso non è di certo di offerte stellari bensí una mera questione di organizzazione. Hotel, villaggi e compagnie aeree usano l'ultima settimana di giugno per monitorare l'andamento delle prenotazioni in quello che è considerato il periodo di ferie per eccellenza e, per favorire il sold out totale a Ferragosto, proprio in questi giorni abbassano i prezzi per rendere più accattivanti le loro stutture.
Dopotutto, quando si tratta di vacanze spendere il meno possibile è la parola d'ordine. È innegabile che chiunque, almeno una volta nella vita, abbia preferito una meta piuttosto che un'altra perché più economica rispetto alla propria prima scelta. Ed è altrettanto innegabile che, prenotando con mesi di anticipo, si trovino offerte decisamente accattivanti.
Eppure eccoci qui, con agosto alle porte e l'intolleranza di stare in città, chiusi in casa con l'aria condizionata o in qualche piscina sovraffollata. Ferragosto è ormai vicino e la tanto decantata regola del «se ti muovi con largo anticipo risparmi di più» va prontamente a farsi benedire.
Partire comunque senza dover dire addio a tutto lo stipendio, come vi abbiamo detto, si può.
Dove andare quindi per godersi qualche giorno di relax? Restando in Italia, le cinque mete consigliate sono tutte al Sud. In pole position troviamo la Puglia con Bari e Brindisi. Volare su uno di questi due aeroporti comporta un risparmio fino al 28% rispetto a un volo prenotato ad aprile o maggio. Se siete amanti di spiagge sconfinate di sabbia sottile e dorata, scegliete come aeroporto di base Brindisi, da qui potrete facilmente spostarvi verso Torre Guaceto. La sua spiaggia dorata, situata all'interno di una riserva marina gestita dal Wwf, è un piccolo gioiello composto da milioni di conchiglie bianche e minuscole che luccicano al sole. Bella come una cartolina è invece la spiaggia di ciottoli di Lama Monachile, nei pressi di Polignano a Mare. L'aeroporto di riferimento, in questo caso, non può che essere Bari, il capoluogo pugliese noto per il suo labirintico centro storico. Seguono nella classifica delle città in cui viaggiare last minute risparmiando, Napoli (-26%), la Sicilia con Catania e Palermo (-22%), Roma (-20%) e la Sardegna con un risparmio piccolo piccolo, solo l'8%, ma pur sempre utile in un periodo di alta stagione come quello di Ferragosto.
Tra le opzioni low cost nel mondo, sul podio troviamo la Grecia. Volare su Atene o in una delle isole minori permette di risparmiare, prenotando 40 giorni prima della partenza, fino al 40% sul proprio biglietto. A circa 30 minuti d'auto da Atene, la spiaggia di Lagonisi spicca per la sua pittoresca baia e le acque cristalline del suo mare. A circa 35 chilometri a Sud Est, invece, Porto Rafti destinazione molto popolare con una bella spiaggia protetta dai venti più forti da due isolette rocciose. Se non amate il mare, le Fiandre sono senza dubbio una delle scelte migliori per godersi un po' di sano relax, risparmiando. Bruges, patrimonio dell'umanità dell'Unesco, con i suoi canali e il centro storico medievale, è senza dubbio una delle città più romantiche del Belgio. Perfetta per un viaggio in coppia. Mechelen è invece la scelta giusta per chi viaggia con i propri figli. La cittadina belga è nota per essere a misura di bambino, con grandi spazi verdi, un parco divertimenti, uno zoo e addirittura un museo interamente dedicato ai giocattoli.
Sconti importanti si possono ottenere anche per le più note isole Baleari e per le Maldive dove, prenotando 40 giorni prima della propria partenza, si può risparmiare fino al 30%. Scelta fuori dal comune, per il caldo soffocante e che spesso si respira tra i grattacieli è senza dubbio New York. In agosto, però, la Grande mela si rivela essere una delle città più economiche verso cui viaggiare. Il merito è tutto dovuto al fatto che, durante i mesi estivi, l'incidenza dei viaggi d'affari è meno alta rispetto, per esempio, a settembre.
Tra le regole d'oro di chi vuole viaggiare in agosto risparmiando non possiamo non citare quella del mix and match, una vera e propria strategia che consiste nel combinare diverse compagnie aeree tra andata e ritorno. Cambiando bandiera durante il proprio viaggio, infatti, si possono ridurre i costi dei biglietti fino al 30%. La parola d'ordine deve poi essere flessibilità. Di date e di orari. Spesso un volo nel primo pomeriggio costerà meno (anche fino al 50% del prezzo effettivo) rispetto a una partenza all'alba. E così un ritorno all'ora di pranzo o pomeridiano sarà senza dubbio più conveniente (fino al 30% in meno) rispetto a un biglietto serale. La regola che vale sempre è poi quella di combinare volo e hotel per un maggiore risparmio. Prenotando un pacchetto, si possono ottenere soggiorni in strutture a quattro o cinque stelle con un buon 40% di sconto rispetto al prezzo di listino. Il motivo? Tutti gli alberghi, anche quelli di lusso, preferiscono riempire le loro stanze seppure all'ultimo minuto.
Marianna Baroli
INFOGRAFICA
Un fine settimana a cento euro. Ma la meta è segreta

È senza dubbio il vero tormentone dell'estate in tema di vacanze low cost. Si tratta del viaggio a sorpresa, una formula ormai ben nota all'estero e approdata in Italia l'anno scorso tra il dubbio e la diffidenza dei turisti del Belpaese.
La ricetta di questi viaggi è semplicissima: si sceglie la data di partenza e una tipologia di viaggio che può variare tra mare, montagna, città d'arte o estero. La meta, rimane sconosciuta fino a quattro giorni prima della partenza quando nella propria casella di posta elettronica si riceveranno i biglietti aerei e il nome dell'hotel.
Una pazzia? Un vero e proprio azzardo? Senza ombra di dubbio. Ma quel che piace agli italiani è la possibilità di viaggiare, per un weekend o addirittura per un'intera settimana, a poche centinaia di euro. I prezzi, infatti, non sono mai superiori a 400 euro, la soglia massima stabilita per queste formule di viaggio misteriose.
Tra le mete più gettonate all'interno dei pacchetti sorpresa ci sono la Spagna, soprattutto le città come Malaga e Alicante, il Portogallo, la Grecia e l'Italia con le sue isole. Ma anche New York e il Messico, vero e proprio must per chi sceglie la super formula misteriosa che permette di scegliere solo il mese in cui si viaggerà e il resto sarà totalmente lasciato al caso.
Tra le piattaforme più utilizzate per questo tipo di viaggi, flykube.com è senza dubbio la più sicura e la più conveniente. Per questa estate, i last minute con partenza a effetto sorpresa costano 399 euro a testa e promettono, oltre a volo andata e ritorno e transfer da e per l'aeroporto, anche un hotel quattro o cinque stelle. La meta è segreta fino a due giorni prima, e tra le destinazioni a sorpresa il sito promette Tenerife, Santorini, Mykonos, Ibiza e hotel a meno di dieci minuti dalla spiaggia.
Flykube.com assicura però anche la possibilità di viaggiare a soli 100 euro. È il caso delle formule «tutto a sorpresa» dove la meta, scelta tra venti destinazione europee, rimane segreta fino a quattro giorni prima della partenza. Il pacchetto, in questo caso, include oltre al volo andata e ritorno, solo l'hotel selezionato da flykube.com per il vostro fine settimana.
Qualcosa si simile a queste formule a sorpresa viene offerto anche da siti come volagratis.com e da alcuni tour operator che, ancora affezionati alla formula roulette, propongono pacchetti all inclusive in villaggi del proprio circuito a prezzi scontati fino al 70%.
Convinti? Per vivere quest'esperienza è sufficiente collegarsi al portale che più fa per voi, selezionare la città da cui si desidera partire, completare la prenotazione e attendere con le valigie pronte la mail che rivelerà finalmente tutti i dettagli del vostro viaggio.
Mariella Baroli
Il travel coach Klm ti guida per il mondo su Whatsapp

Quando si parte per una località sconosciuta, la prima cosa che si fa dopo aver cliccato il tasto prenota sul proprio computer è quella di andare a cercare consigli su locali, ristoranti e cose da vedere. In questo caso, i consigli più preziosi provengono senza dubbio dai local, ovvero la gente del luogo, in grado di selezionare vere e proprie chicche lontane dal classico circuito creato per i turisti.
Klm, la compagnia di bandiera dei Paesi Bassi, ha ben pensato di non abbandonare i propri viaggiatori una volta scaricati in aeroporto e ha creato una rete di travel coach pronti a consigliare e ad accompagnare, virtualmente, i passeggeri alla scoperta di una città.
Mettiamo per esempio che sia la vostra prima volta a New York. La Grande Mela può essere davvero caotica con il suo traffico a ogni ora del giorno e della notte, le sue mille linee metropolitane e le centinaia di locali tra cui scegliere. Per districarvi tra strade, grandi magazzini e musei da visitare, vi basterà digitare www.klmtravelcoach.it creare il vostro profilo rispondendo a semplici domande sulle proprie preferenze, gli interessi, i gusti e... i giochi sono fatti. Al vostro arrivo in città riceverete un messaggio su Whatsapp dal vostro travel coach a cui potrete chiedere ogni tipo di informazione utile per la vostra vacanza. Il tutto, senza dover incorrere nella difficoltà di comunicare in una lingua straniera. Il travel coach, infatti, parla perfettamente in italiano e sarà in grado di rispondere a tutte le vostre domande.
«Mappe, app, guide digitali sono strumenti che tutti ormai conoscono e utilizzano quando visitano una città», afferma Lucia Impiccini, direttore marketing Air France- Klm per l'Italia. «Ma quel locale nascosto, quella mostra inedita, quel negozio stravagante solo chi davvero abita in quella città lo può conoscere e consigliare. Con Klm travel coach vogliamo far sentire a casa i nostri passeggeri».
Un esempio? Sempre facendo riferimento alla Grande mela, sul sito Klm si può leggere la storia di Marco, sua moglie Sara e per la loro piccola figlia Serena di undici anni, che hanno trascorso 48 ore a New York all'insegna del scoperta di posti magici e della tranquillità.
Il travel coach di Klm ha così consigliato loro di gustare una colazione in perfetto stile americano, con pancake e cheese cake a volontà, da Andrews coffee shop, un locale tipico, non distante dal loro alloggio, ma soprattutto vicino alla prima meta pensata per loro, ovvero Central park. Qui, mentre mamma Sara ha potuto soddisfare il suo lato romantico facendo una sosta nel famoso laghetto degli innamorati visto molte volte in tv e dedicato a Jacqueline Kennedy Onassis, la piccola di casa si è divertita a giocare in una delle più grande aree verdi in città del mondo. Per non far mancare niente ai viaggiatori, il loro travel coach ha poi consigliato di pranzare nel vicinissimo The Loeb boathouse, dove hanno potuto gustare dell'ottimo street food prima di passare alla seconda tappa del viaggio. In questo caso, il coach ha proposto due opzioni: una visita al Metropolitan museum of art, con il consiglio di scoprire all'interno la collezione di arte greca, romana ed egizia, oppure la visita al Central park zoo. La scelta è ricaduta sullo zoo newyorchese che ha fatto da sfondo a uno dei film preferiti di Serena, Madagascar. Per terminare al meglio la giornata e su desiderio della famiglia, il travel coach Klm li ha guidati verso West Village e in particolare al Burrito loco dove la famigliola ha potuto gustare la tanto desiderata cucina messicana.
Il servizio, incluso nel costo del biglietto aereo, è attivo 24 ore su 24. Facile, no?
Marianna Baroli
Bastano 1.000 euro per dormire su un'isola deserta

Isola di Medjumbe, Mozambico
Johnny Depp ne ha una tutta sua. Così anche Nicholas Cage, Marlon Brando, Leonardo di Caprio e il mago David Copperfield. Stiamo parlando di isole private sparse per tutto il mondo, dalle Bahamas a Tahiti. Paradisi tropicali che fino a oggi sono apparsi esclusiva dei più ricchi e ammirati del mondo (o di chi ha qualche milione nel portafogli).
E se vi dicessimo che una vacanza lontano da tutto e da tutti non è così impossibile? Basta fare una veloce ricerca su Airbnb per trovare un'isola privata vicino a Panama che può ospitare 16 persone per soli 173 euro a notte. Se invece preferite le Filippine, allora El Nido è il luogo che fa per voi. L'isola ospita un massimo di 10 persone e vi costerà 380 euro a notte. Il Belize è invece casa di due piccoli gioielli chiamati Bird island e Hideaway caye. Qui, il numero massimo di ospite scende a due persone e il prezzo per una settimana è inferiore ai 2.000 euro.
Se invece che una vacanza avventura in completa solitudine preferite provare il relax di un'isola privata ma con tutti i comfort del caso, ecco a voi una serie di resort che vi convinceranno a fare subito le valigie.
Il primo si chiama Anantara Medjumbe island resort e si trova sulla costa a Nord del Mozambico. Composto da sole 13 camere offre però tutto ciò di cui aver bisogno: ristoranti, piscine, spa e una miriade di attività sportive. Uno dei luoghi più belli dove poter fare immersioni, a pochi passi dalla barriera corallina più incantevole al mondo. E non dovete temere, il resort offre free wifi così potrete condividere ogni meraviglioso istante.
A mezz'ora dalla città turistica di Placencia in Belize potete trovare l'Hatchet caye resort. I servizi sono pochi e decisamente non stravaganti come quelli dell'Anantara Medjumbe, ma il relax è assicurato.
Nel golfo della Thailandia, il Nangyuan Island Dive Resort costa meno di 100 euro a notte e vi darà la possibilità di vedere da vicino tartarughe marine e il più grande squalo esistente: lo squalo balena.
Mariella BaroliContinua a leggereRiduci
Secondo gli esperti, fino a mercoledì è il momento migliore per fissare un viaggio a prezzi scontati fino al 40%. La moda dell'estate? Non conoscere la meta. Il viaggiatore seleziona l'aeroporto più vicino, al resto ci pensa il tour operator, che svelerà la destinazione misteriosa solo 48 ore prima della partenza. Klm ha creato un servizio su misura. Prenotando un biglietto con la compagnia dei Paesi Bassi si ha accesso al servizio di travel coach: un assistente dedicato 24 ore al giorno. Il relax su un'isola privata non è più un'esclusiva di vip e star hollywoodiane. Un atollo vicino a Panama può ospitare 16 persone per soli 173 euro a notte. Lo speciale contiene quattro articoli Andare in vacanza a Ferragosto senza dissanguarsi. Un sogno? Non proprio. Perché prenotando in queste ore, da oggi fino a mercoledí sera, il risparmio è assicurato. Secondo un'analisi di volagratis.com, uno dei principali portali di prenotazione di viaggi online, nelle prossime 72 ore si potrà infatti risparmiare fino al 40%. Il merito in questo caso non è di certo di offerte stellari bensí una mera questione di organizzazione. Hotel, villaggi e compagnie aeree usano l'ultima settimana di giugno per monitorare l'andamento delle prenotazioni in quello che è considerato il periodo di ferie per eccellenza e, per favorire il sold out totale a Ferragosto, proprio in questi giorni abbassano i prezzi per rendere più accattivanti le loro stutture. Dopotutto, quando si tratta di vacanze spendere il meno possibile è la parola d'ordine. È innegabile che chiunque, almeno una volta nella vita, abbia preferito una meta piuttosto che un'altra perché più economica rispetto alla propria prima scelta. Ed è altrettanto innegabile che, prenotando con mesi di anticipo, si trovino offerte decisamente accattivanti. Eppure eccoci qui, con agosto alle porte e l'intolleranza di stare in città, chiusi in casa con l'aria condizionata o in qualche piscina sovraffollata. Ferragosto è ormai vicino e la tanto decantata regola del «se ti muovi con largo anticipo risparmi di più» va prontamente a farsi benedire. Partire comunque senza dover dire addio a tutto lo stipendio, come vi abbiamo detto, si può. Dove andare quindi per godersi qualche giorno di relax? Restando in Italia, le cinque mete consigliate sono tutte al Sud. In pole position troviamo la Puglia con Bari e Brindisi. Volare su uno di questi due aeroporti comporta un risparmio fino al 28% rispetto a un volo prenotato ad aprile o maggio. Se siete amanti di spiagge sconfinate di sabbia sottile e dorata, scegliete come aeroporto di base Brindisi, da qui potrete facilmente spostarvi verso Torre Guaceto. La sua spiaggia dorata, situata all'interno di una riserva marina gestita dal Wwf, è un piccolo gioiello composto da milioni di conchiglie bianche e minuscole che luccicano al sole. Bella come una cartolina è invece la spiaggia di ciottoli di Lama Monachile, nei pressi di Polignano a Mare. L'aeroporto di riferimento, in questo caso, non può che essere Bari, il capoluogo pugliese noto per il suo labirintico centro storico. Seguono nella classifica delle città in cui viaggiare last minute risparmiando, Napoli (-26%), la Sicilia con Catania e Palermo (-22%), Roma (-20%) e la Sardegna con un risparmio piccolo piccolo, solo l'8%, ma pur sempre utile in un periodo di alta stagione come quello di Ferragosto. Tra le opzioni low cost nel mondo, sul podio troviamo la Grecia. Volare su Atene o in una delle isole minori permette di risparmiare, prenotando 40 giorni prima della partenza, fino al 40% sul proprio biglietto. A circa 30 minuti d'auto da Atene, la spiaggia di Lagonisi spicca per la sua pittoresca baia e le acque cristalline del suo mare. A circa 35 chilometri a Sud Est, invece, Porto Rafti destinazione molto popolare con una bella spiaggia protetta dai venti più forti da due isolette rocciose. Se non amate il mare, le Fiandre sono senza dubbio una delle scelte migliori per godersi un po' di sano relax, risparmiando. Bruges, patrimonio dell'umanità dell'Unesco, con i suoi canali e il centro storico medievale, è senza dubbio una delle città più romantiche del Belgio. Perfetta per un viaggio in coppia. Mechelen è invece la scelta giusta per chi viaggia con i propri figli. La cittadina belga è nota per essere a misura di bambino, con grandi spazi verdi, un parco divertimenti, uno zoo e addirittura un museo interamente dedicato ai giocattoli. Sconti importanti si possono ottenere anche per le più note isole Baleari e per le Maldive dove, prenotando 40 giorni prima della propria partenza, si può risparmiare fino al 30%. Scelta fuori dal comune, per il caldo soffocante e che spesso si respira tra i grattacieli è senza dubbio New York. In agosto, però, la Grande mela si rivela essere una delle città più economiche verso cui viaggiare. Il merito è tutto dovuto al fatto che, durante i mesi estivi, l'incidenza dei viaggi d'affari è meno alta rispetto, per esempio, a settembre. Tra le regole d'oro di chi vuole viaggiare in agosto risparmiando non possiamo non citare quella del mix and match, una vera e propria strategia che consiste nel combinare diverse compagnie aeree tra andata e ritorno. Cambiando bandiera durante il proprio viaggio, infatti, si possono ridurre i costi dei biglietti fino al 30%. La parola d'ordine deve poi essere flessibilità. Di date e di orari. Spesso un volo nel primo pomeriggio costerà meno (anche fino al 50% del prezzo effettivo) rispetto a una partenza all'alba. E così un ritorno all'ora di pranzo o pomeridiano sarà senza dubbio più conveniente (fino al 30% in meno) rispetto a un biglietto serale. La regola che vale sempre è poi quella di combinare volo e hotel per un maggiore risparmio. Prenotando un pacchetto, si possono ottenere soggiorni in strutture a quattro o cinque stelle con un buon 40% di sconto rispetto al prezzo di listino. Il motivo? Tutti gli alberghi, anche quelli di lusso, preferiscono riempire le loro stanze seppure all'ultimo minuto. 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Si tratta del viaggio a sorpresa, una formula ormai ben nota all'estero e approdata in Italia l'anno scorso tra il dubbio e la diffidenza dei turisti del Belpaese. La ricetta di questi viaggi è semplicissima: si sceglie la data di partenza e una tipologia di viaggio che può variare tra mare, montagna, città d'arte o estero. La meta, rimane sconosciuta fino a quattro giorni prima della partenza quando nella propria casella di posta elettronica si riceveranno i biglietti aerei e il nome dell'hotel.Una pazzia? Un vero e proprio azzardo? Senza ombra di dubbio. Ma quel che piace agli italiani è la possibilità di viaggiare, per un weekend o addirittura per un'intera settimana, a poche centinaia di euro. I prezzi, infatti, non sono mai superiori a 400 euro, la soglia massima stabilita per queste formule di viaggio misteriose.Tra le mete più gettonate all'interno dei pacchetti sorpresa ci sono la Spagna, soprattutto le città come Malaga e Alicante, il Portogallo, la Grecia e l'Italia con le sue isole. Ma anche New York e il Messico, vero e proprio must per chi sceglie la super formula misteriosa che permette di scegliere solo il mese in cui si viaggerà e il resto sarà totalmente lasciato al caso. Tra le piattaforme più utilizzate per questo tipo di viaggi, flykube.com è senza dubbio la più sicura e la più conveniente. Per questa estate, i last minute con partenza a effetto sorpresa costano 399 euro a testa e promettono, oltre a volo andata e ritorno e transfer da e per l'aeroporto, anche un hotel quattro o cinque stelle. La meta è segreta fino a due giorni prima, e tra le destinazioni a sorpresa il sito promette Tenerife, Santorini, Mykonos, Ibiza e hotel a meno di dieci minuti dalla spiaggia. Flykube.com assicura però anche la possibilità di viaggiare a soli 100 euro. È il caso delle formule «tutto a sorpresa» dove la meta, scelta tra venti destinazione europee, rimane segreta fino a quattro giorni prima della partenza. Il pacchetto, in questo caso, include oltre al volo andata e ritorno, solo l'hotel selezionato da flykube.com per il vostro fine settimana. Qualcosa si simile a queste formule a sorpresa viene offerto anche da siti come volagratis.com e da alcuni tour operator che, ancora affezionati alla formula roulette, propongono pacchetti all inclusive in villaggi del proprio circuito a prezzi scontati fino al 70%. Convinti? Per vivere quest'esperienza è sufficiente collegarsi al portale che più fa per voi, selezionare la città da cui si desidera partire, completare la prenotazione e attendere con le valigie pronte la mail che rivelerà finalmente tutti i dettagli del vostro viaggio.Mariella Baroli <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/viaggi-2580559801.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="il-travel-coach-klm-ti-guida-per-il-mondo-su-whatsapp" data-post-id="2580559801" data-published-at="1780556102" data-use-pagination="False"> Il travel coach Klm ti guida per il mondo su Whatsapp Quando si parte per una località sconosciuta, la prima cosa che si fa dopo aver cliccato il tasto prenota sul proprio computer è quella di andare a cercare consigli su locali, ristoranti e cose da vedere. In questo caso, i consigli più preziosi provengono senza dubbio dai local, ovvero la gente del luogo, in grado di selezionare vere e proprie chicche lontane dal classico circuito creato per i turisti. Klm, la compagnia di bandiera dei Paesi Bassi, ha ben pensato di non abbandonare i propri viaggiatori una volta scaricati in aeroporto e ha creato una rete di travel coach pronti a consigliare e ad accompagnare, virtualmente, i passeggeri alla scoperta di una città.Mettiamo per esempio che sia la vostra prima volta a New York. La Grande Mela può essere davvero caotica con il suo traffico a ogni ora del giorno e della notte, le sue mille linee metropolitane e le centinaia di locali tra cui scegliere. Per districarvi tra strade, grandi magazzini e musei da visitare, vi basterà digitare www.klmtravelcoach.it creare il vostro profilo rispondendo a semplici domande sulle proprie preferenze, gli interessi, i gusti e... i giochi sono fatti. Al vostro arrivo in città riceverete un messaggio su Whatsapp dal vostro travel coach a cui potrete chiedere ogni tipo di informazione utile per la vostra vacanza. Il tutto, senza dover incorrere nella difficoltà di comunicare in una lingua straniera. Il travel coach, infatti, parla perfettamente in italiano e sarà in grado di rispondere a tutte le vostre domande. «Mappe, app, guide digitali sono strumenti che tutti ormai conoscono e utilizzano quando visitano una città», afferma Lucia Impiccini, direttore marketing Air France- Klm per l'Italia. «Ma quel locale nascosto, quella mostra inedita, quel negozio stravagante solo chi davvero abita in quella città lo può conoscere e consigliare. Con Klm travel coach vogliamo far sentire a casa i nostri passeggeri».Un esempio? Sempre facendo riferimento alla Grande mela, sul sito Klm si può leggere la storia di Marco, sua moglie Sara e per la loro piccola figlia Serena di undici anni, che hanno trascorso 48 ore a New York all'insegna del scoperta di posti magici e della tranquillità. Il travel coach di Klm ha così consigliato loro di gustare una colazione in perfetto stile americano, con pancake e cheese cake a volontà, da Andrews coffee shop, un locale tipico, non distante dal loro alloggio, ma soprattutto vicino alla prima meta pensata per loro, ovvero Central park. Qui, mentre mamma Sara ha potuto soddisfare il suo lato romantico facendo una sosta nel famoso laghetto degli innamorati visto molte volte in tv e dedicato a Jacqueline Kennedy Onassis, la piccola di casa si è divertita a giocare in una delle più grande aree verdi in città del mondo. Per non far mancare niente ai viaggiatori, il loro travel coach ha poi consigliato di pranzare nel vicinissimo The Loeb boathouse, dove hanno potuto gustare dell'ottimo street food prima di passare alla seconda tappa del viaggio. In questo caso, il coach ha proposto due opzioni: una visita al Metropolitan museum of art, con il consiglio di scoprire all'interno la collezione di arte greca, romana ed egizia, oppure la visita al Central park zoo. La scelta è ricaduta sullo zoo newyorchese che ha fatto da sfondo a uno dei film preferiti di Serena, Madagascar. Per terminare al meglio la giornata e su desiderio della famiglia, il travel coach Klm li ha guidati verso West Village e in particolare al Burrito loco dove la famigliola ha potuto gustare la tanto desiderata cucina messicana.Il servizio, incluso nel costo del biglietto aereo, è attivo 24 ore su 24. Facile, no?Marianna Baroli <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/viaggi-2580559801.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="bastano-1-000-euro-per-dormire-su-unisola-deserta" data-post-id="2580559801" data-published-at="1780556102" data-use-pagination="False"> Bastano 1.000 euro per dormire su un'isola deserta Isola di Medjumbe, Mozambico Johnny Depp ne ha una tutta sua. Così anche Nicholas Cage, Marlon Brando, Leonardo di Caprio e il mago David Copperfield. Stiamo parlando di isole private sparse per tutto il mondo, dalle Bahamas a Tahiti. Paradisi tropicali che fino a oggi sono apparsi esclusiva dei più ricchi e ammirati del mondo (o di chi ha qualche milione nel portafogli). E se vi dicessimo che una vacanza lontano da tutto e da tutti non è così impossibile? Basta fare una veloce ricerca su Airbnb per trovare un'isola privata vicino a Panama che può ospitare 16 persone per soli 173 euro a notte. Se invece preferite le Filippine, allora El Nido è il luogo che fa per voi. L'isola ospita un massimo di 10 persone e vi costerà 380 euro a notte. Il Belize è invece casa di due piccoli gioielli chiamati Bird island e Hideaway caye. Qui, il numero massimo di ospite scende a due persone e il prezzo per una settimana è inferiore ai 2.000 euro. Se invece che una vacanza avventura in completa solitudine preferite provare il relax di un'isola privata ma con tutti i comfort del caso, ecco a voi una serie di resort che vi convinceranno a fare subito le valigie. Il primo si chiama Anantara Medjumbe island resort e si trova sulla costa a Nord del Mozambico. Composto da sole 13 camere offre però tutto ciò di cui aver bisogno: ristoranti, piscine, spa e una miriade di attività sportive. Uno dei luoghi più belli dove poter fare immersioni, a pochi passi dalla barriera corallina più incantevole al mondo. E non dovete temere, il resort offre free wifi così potrete condividere ogni meraviglioso istante. A mezz'ora dalla città turistica di Placencia in Belize potete trovare l'Hatchet caye resort. I servizi sono pochi e decisamente non stravaganti come quelli dell'Anantara Medjumbe, ma il relax è assicurato. Nel golfo della Thailandia, il Nangyuan Island Dive Resort costa meno di 100 euro a notte e vi darà la possibilità di vedere da vicino tartarughe marine e il più grande squalo esistente: lo squalo balena.Mariella Baroli
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 4 giugno con Carlo Cambi
La colonna di fumo causata dall'attacco ucraino a San Pietroburgo (Getty Images)
Sono stati colpiti un terminal petrolifero nella zona del porto e l’area della vicina isola di Kronstadt, sede di una base navale e di una fabbrica di droni. Alte colonne di fumo nero hanno sovrastato la città e le fonti russe hanno parlato di «diversi feriti».
Robert Brovdi, comandante della forza droni ucraina, ha dichiarato che l’attacco ha «incendiato la nave militare lanciamissili Boikiy», in manutenzione nel bacino di carenaggio di Kronstadt. Si tratta una corvetta da 2.100 tonnellate, di classe Stereguschy, in servizio dal 2013, non direttamente implicata nei combattimenti contro l’Ucraina, ma comunque bersaglio simbolico. Il raid di velivoli senza pilota ha gettato così un’ombra sul Forum a cui il presidente russo Vladimir Putin ha invitato delegazioni di 130 Paesi, fra cui l’Arabia Saudita come nazione ospite e gli Stati Uniti di Donald Trump, che per la prima volta dopo anni ha voluto mandare un funzionario americano, il capo della commissione Belle arti Rodney Mims Cook Jr, per proseguire il disgelo Washington-Mosca passando per la cultura. L’arrivo di Putin a San Pietroburgo per il vertice è stato accompagnato da un blocco di internet e della telefonia mobile in città per «assicurare la sicurezza del presidente». È noto che i droni ucraini, con a bordo carte Sim, sfruttano la rete mobile russa come sistema di guida durante i voli in territorio nemico. L’incursione sull’ex-capitale zarista è stata presentata dal presidente ucraino Volodymir Zelensky come «una risposta giusta e legittima agli attacchi russi». Parlando mentre ospitava a Kiev il segretario generale della Nato, l’olandese Mark Rutte, e il presidente del comitato militare dell’alleanza, l’ammiraglio italiano Giuseppe Cavo Dragone, giunti in treno nella capitale ucraina per una visita a sorpresa, Zelensky ha affermato che «noi colpiamo solo raffinerie o obiettivi militari». Ma poche ore prima un drone ucraino aveva centrato un autobus di civili russi che transitava dalla regione del Donetsk, annessa alla Russia, causando otto morti e 11 feriti. Come confermato dal governatore locale Denis Pushilin, l’autobus è stato colpito a Jenakijeve, lungo il tragitto con partenza da Mosca e arrivo previsto a Simferopoli, in Crimea. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha definito «imperdonabile» il raid sul veicolo civile, promettendo che «verrà punito» e ricordando che «l’operazione militare speciale continua per prevenire tali attacchi». Gli ucraini hanno annunciato d’aver colpito con un missile Neptun, di fabbricazione nazionale, la raffineria di petrolio russa di Novoshakhtinsky, nella regione di Rostov, mettendo fuori uso «due impianti di raffinazione del petrolio, ciascuno con capacità fino a 2,5 milioni di tonnellate all’anno, e gli impianti di stoccaggio».
Zelensky ha detto a Rutte che spera di «raggiungere una pace onesta e dignitosa durante l’estate» e s’è detto «pronto a parlare con Putin», rilevando che «spendiamo 50 miliardi di dollari l’anno in armi». Rutte s’è rivolto idealmente ai giovani russi: «Vi stanno rifilando una fregatura. Non sarete addestrati. Avrete equipaggiamento scadente. Se feriti, sarete lasciati a soffrire nel fango e a morire». In parte è propaganda, poiché se i russi continuano a lottare dopo quattro anni è anche perché sono riusciti a migliorare l’efficienza dei loro reparti cercando di limitare le perdite. L’Ucraina ha accumulato enorme esperienza nei droni, i propri e quelli nemici, tanto che Zelensky ha annunciato l’invio di esperti ucraini nella difesa anti-droni in Lituania, Lettonia, Estonia e Romania, ma spesso gli ordigni vanno fuori rotta.
Ieri il ministero degli Esteri di Atene ha inviato una protesta ufficiale a Kiev dopo aver accertato che era ucraino un drone marittimo Magura V5, sorta di motoscafo telecomandato, rinvenuto da pescatori greci fin dal 7 maggio sulla costa dell’isola di Lefkada, nel Mar Ionio. Il drone marino era implicato in azioni sotto copertura nel Mediterraneo per insidiare le navi cargo della «flotta ombra» russa. Sebbene gli ucraini sostengano di aver abbattuto la scorsa notte 189 su 198 droni russi, utilizzando caccia dell’aviazione, contraerea e disturbi elettronici, la difesa dei cieli resta critica perché non sono mai abbastanza i missili Patriot in grado di intercettare missili balistici e da crociera. Zelensky ha chiesto che l’accordo per l’acquisto di nuovi Patriot dagli Usa, utilizzando parte dei 90 miliardi di euro dei fondi europei, venga attivato «entro venerdì». Riconosce però che l’arrivo di questi missili americani, pur a rilento, non s’è azzerato. Sulla partecipazione statunitense ai negoziati di pace che il tandem Ucraina-Unione Europea auspica con la Russia, ammette: «Ci vorrà tempo poiché per gli Usa la priorità è l’Iran e noi veniamo al secondo posto».
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Sergio Mattarella e Nicole Minetti (Ansa)
Così, dopo un mese e mezzo di chiacchiere, la Procura generale di Milano certifica in un lungo comunicato che Nicole Minetti non ha una doppia vita. L’ex igienista dentale condannata per il caso Ruby e per le spese pazze del Pirellone non ha ingannato Sergio Mattarella. Semmai il presidente della Repubblica si è fatto ingannare dagli articoli del Fatto quotidiano e dagli scivoloni di Sigfrido Ranucci, con i quali per giorni si è accreditato un caso internazionale, che a un certo punto si è cercato di addossare a Carlo Nordio allo scopo neanche troppo nascosto di indurlo alle dimissioni.
La storia è quella della grazia concessa dal capo dello Stato all’ex consigliera regionale. Mattarella, a cui in base alla Costituzione competono in via esclusiva gli atti di clemenza, il 18 febbraio di quest’anno ha cancellato la pena inflitta a Minetti dal Tribunale di Milano. La donna, finita nei guai all’epoca di Silvio Berlusconi per lo scandalo delle Olgettine, avrebbe dovuto scontare tre anni ai servizi sociali, ma i suoi avvocati alla fine di luglio del 2025 inoltrarono al Quirinale una domanda di grazia. Dovendo accudire un minore adottato da lei e dal compagno e bisognoso di cure all’estero, Minetti tramite i legali chiese di essere esentata dall’espiazione della pena. Domanda legittima, che poteva essere accolta o respinta, ma che sul Colle trovò una rapida istruzione e appena una settimana dopo, weekend compreso, il fascicolo riguardante l’ex igienista dentale finì sul tavolo del ministero della Giustizia, inoltrato dal responsabile dell’ufficio grazie di Mattarella. E da via Arenula la richiesta fu spedita a Milano, alla Procura generale della Corte d’appello, per il dovuto parere. In pochi mesi, Minetti fu dunque sollevata da ogni pendenza con la giustizia e autorizzata a occuparsi del figlio adottivo. Tutto bene? Eh, no, perché quando la notizia della grazia divenne di dominio pubblico, ai giornalisti del Fatto quotidiano cominciarono a prudere le mani. Così, a metà aprile, la vicenda di presunti favoritismi nell’adozione, di misteri profondi nella scomparsa della madre del bimbo e pure di oscuri decessi, uniti a un giro di festini a base di coca e donnine allegre in Uruguay, finì in prima pagina, con tanto di testimonianze rigorosamente anonime.
Un giallo internazionale, in luoghi esotici frequentati dal jet set, con sullo sfondo addirittura l’ombra di Jeffrey Epstein, il miliardario pedofilo che ha inguaiato mezzo mondo, governi e regni compresi, era un’occasione troppo ghiotta. Soprattutto se la si poteva rovesciare contro il governo in carica e il ministro della Giustizia. Sono bastati tre o quattro giorni di campagna a tutta pagina e pur di fronte al nulla, perché le testimonianze anonime sono il nulla, al Quirinale, sempre attento all’immagine sacra e inviolabile del presidente, ci dev’essere stata un po’ di tensione. E così ecco partire un secco comunicato per ingiungere al ministero di via Arenula di fare chiarezza e accertare se nella ricostruzione del percorso di grazia alla Minetti fossero stati omessi comportamenti poco commendevoli. Cioè il Colle chiedeva al ministero di verificare se il ministero, che pur nella faccenda non aveva avuto alcun ruolo se non quello di inoltrare la richiesta del Quirinale, avesse compiuto errori. La palla a questo punto è passata alla Procura generale di Milano, che pure aveva concesso il nulla osta, e nel frattempo, mentre le opposizioni reclamavano le dimissioni di Nordio, il conduttore di Report Sigfrido Ranucci si presentava in tv, da Bianca Berlinguer, per dire che una sua fonte accreditava un viaggio del Guardasigilli a casa della Minetti, in Uruguay. Bum. La bomba era pronta per esplodere e per spazzare via sia il ministro che il suo governo.
Peccato che Nordio non conosca la Minetti e non abbia dunque mai messo piede nella sua casa in Sudamerica. E peccato che adesso la Procura generale abbia accertato che le accuse contro l’ex consigliera regionale, i festini, l’adozione taroccata, l’uccisione del legale e pure la sparizione della madre naturale del bambino adottato siano tutte un’invenzione. In altre parole, una bufala.
A questo punto però si impongono due riflessioni. La prima è sul cosiddetto giornalismo d’inchiesta, che le inchieste le confeziona con le chiacchiere. La seconda invece riguarda Sergio Mattarella, monarca a cui la stampa plaude a ogni sospiro, ma a cui basta qualche titolo del Fatto quotidiano per fare marcia indietro, lasciando che i suoi uffici scarichino le responsabilità di un presunto passo falso su altri.
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Erri De Luca (Imagoeconomica)
Hanno danzato sul filo dell’ortodossia politica, e ogni volta che con una frase si sono resi conto di sconfinare sono corsi a precisarla, a limarla, a modificarla in un continuo gioco di negazioni e smentite: un fenomenale Lago dei cigni della correttezza politica. Solo che in quel lago gli intellettuali hanno tirato sassi e pietroni, salvo poi - come prevedibile - ritrarre la mano.
L’ultimo capitolo della saga è forse il più emblematico. A sentire le parti, non è accaduto nulla. Non vi è dissidio, non vi è censura, non vi è niente: il vuoto. Sembra una riedizione delle purghe sovietiche: la gente spariva, ma niente cambiava, non era accaduto nulla, l’assente semplicemente non esisteva, non era mai stato. Ecco dunque che Erri De Luca dichiara al Corriere della Sera: «Per me non è successo niente». E ribadisce: «Niente di che». Però qualcosa è successo, e cioè che lo scrittore e traduttore è stato cacciato dalla rassegna Salerno letteratura. Avrebbe dovuto tenere la prolusione, il discorso introduttivo del festival. Ma gli organizzatori hanno deciso di ritirare l’invito. Anche per la direzione della kermesse, tuttavia, non è successo niente. «Nessuna censura», dice al Mattino uno dei due artistici, Gennaro Carillo, docente di Dottrine politiche all’università Suor Orsola Benincasa. Ma la censura, piaccia o no, c’è stata.
E in effetti Carillo deve in parte ammetterlo: «Abbiamo preferito riconsiderare la nostra decisione originaria anche per evitare strumentalizzazioni. La prolusione che detta un po’ la linea al festival implica una certa identità di vedute, con chi te la commissiona, quantomeno rispetto alla più tragica delle evidenze: i morti civili di Gaza». Evitare strumentalizzazioni. Ma da parte di chi? E come? Fantastico: censurano, ma a strumentalizzare sono sempre gli altri.
In fondo è questo il punto centrale di tutta la vicenda che ha coinvolto Erri De Luca e, di rimbalzo, l’intera sinistra. Nessuno ha avuto fino in fondo il coraggio delle proprie azioni e dei propri pensieri. Ciascuno ha agito, ma poi ha negato di averlo fatto. Ciascuno ha preso posizione, ma l’ha subito rinnegata per timore di rimediare brutte figure e perdere prestigio.
Tutto è iniziato quando De Luca ha partecipato al festival degli Scrittori di Gerusalemme e per l’occasione ha rilasciato una intervista al giornale Israel Hayom, pronunciando alcune parole che non avrebbe dovuto proferire. «In Italia, e in gran parte dell’occidente oggi, sionista è una maledizione», ha detto De Luca. «Un insulto che ti lanciano per segnare i confini di ciò che è inaccettabile. Per me il sionismo è il riconoscimento più semplice e basilare del diritto degli ebrei a una patria nazionale, a una difesa esistenziale e necessaria. Chiunque riconosca il diritto di Israele a esistere qui [...] è già sionista per questo fatto stesso».
Lo scrittore campano non si è fermato lì. Anzi ha aggiunto alcune considerazioni sulla questione palestinese: «So benissimo cosa sia un genocidio e applicarlo alla guerra di Gaza è una distorsione storica e verbale. Ciò che è accaduto a Gaza è una guerra brutale e moderna, in cui il numero di vittime civili è enorme e terribile perché quando si combatte in uno spazio urbano denso [...] la popolazione paga sempre il prezzo più alto».
Infine, dal palco della rassegna di Gerusalemme, De Luca ha assestato il colpo finale: «Da noi c’è una radicalizzazione favorevole ad Hamas», ha dichiarato. «Che però non osa dirlo - dice solo “per il popolo palestinese”, ma è proprio Hamas la maggiore oppressione del popolo palestinese».
In realtà, al festival israeliano De Luca era stato anche piuttosto critico nei riguardi del governo Netanyahu. Ha detto che la guerra in corso avrebbe potuto rappresentare un grande cambiamento: «Dal punto di vista della Palestina, perché potrebbe liberarsi di Hamas e finalmente scegliere le proprie rappresentanze politiche. E per Israele, di cambiare governo e rendere questo cambiamento la possibilità di un avvento di pace - non di cessate il fuoco provvisorio, ma direttamente nella magnifica parola: pace, shalom».
Insomma, far passare De Luca come un sostenitore del massacro dei palestinesi o un fan di Netanyahu è per lo meno scorretto, se non peggio. Eppure, non appena stralci della sua intervista sono usciti in Italia, è esattamente così che lo hanno descritto i suoi (ex) amici di sinistra. Praticamente da ogni parte sono piovuti strali indignatissimi contro lo scrittore, che da venerato maestro arbasiniano si è tramutato nel proverbiale solito stronzo. Succede spesso, fra i progressisti: basta un minimo scostamento dalla linea ufficiale del partito unico degli intellettuali per essere spediti al rogo. È un rogo simbolico, per carità, ma non privo di conseguenze: si perdono soldi, incarichi, spazi, credibilità. Si viene messi al bando come ai tempi di Stalin.
Forse nel timore della gogna e delle relative ricadute professionali, De Luca ha cercato di correggere il tiro. Ha precisato che per lui essere sionista significa soltanto difendere il diritto a esistere di Israele. Ha rimarcato il suo fastidio nei riguardi del governo Netanyahu. Ma non c’è stato niente da fare. Così funziona il pensiero unico: bisogna parlare del tema che gli intellettuali di regime hanno selezionato e bisogna farlo negli esatti termini da loro indicati, altrimenti si finisce male.
E De Luca è finito male. Era un eroe quando difendeva le ragioni dell’Ucraina e ancora di più quando invocava il sabotaggio della Tav. Ora lo cacciano dal festival di Salerno. Lui, a differenza di quanto fatto in passato (nello specifico con la Tav), ha provato a rimangiarsi almeno in parte le uscite improvvide, ma non ci è riuscito. E adesso minimizza: «Non sarò a Salerno per motivi personali, anzi sono abbastanza contento di risparmiarmi qualche trasferta. Non faccio alcuna polemica con manifestazione che ha problemi a ricevermi».
Peggio di De Luca sono, decisamente, i suoi colleghi. I quali hanno agito per riflesso condizionato: censura, mordacchia, bando. Non c’è illustre intellettuale progressista che si sia sottratto all’unanime denigrazione del traditore: tutti, in serie, hanno girato il pollice verso il basso (anche per timore che poi potesse toccare a uno di loro la gita al patibolo).
Quanto ai direttori artistici del festival salernitano, beh, lì si raggiunge l’apice dell’ipocrisia, dato che non hanno nemmeno il coraggio di dirla tutta: hanno cacciato Erri, ma appunto sostengono che non vi sia censura. Sullo sfondo l’altro De Luca - Vincenzo, sindaco di Salerno - aleggia silente e lascia che gli intellettuali organici si macellino fra loro.
Il punto, vedete, non è nemmeno capire se De Luca abbia ragione o meno. La ragione qui non conta un fico secco. Conta conformarsi, obbedire prontamente, a prescindere dalla causa. Certo anche la destra, ultimamente, ha dato prova di mal tollerare il dissenso, e non abbiamo mancato di farlo notare. Ma a sinistra alligna il vero professionismo della censura. La quale, in effetti, ormai è la norma. Tant’è che la esercitano e poi dicono: non è successo niente. In effetti non fa quasi più notizia.
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