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Caro Nichi, un bambino si desidera ma non si può «scegliere»

Caro Nichi, un bambino si desidera ma non si può «scegliere»
NIchi Vendola (Getty Images)
L’ex governatore della Puglia su «Repubblica» svela le sue intenzioni. Dovrebbe ricordarsi l’eugenetica nazista che puntava a produrre prole ariana. La civiltà però non prevede cataloghi, neanche per chi adotta.
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Ad aprile è cresciuta la rata dei mutui variabili: +5 euro su un finanziamento medio, ma le stime indicano ulteriori aumenti nei prossimi mesi. L’Euribor risale e le tensioni globali spingono verso un possibile nuovo giro di rialzi entro fine anno.
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«App-dipendenti»: come gli algoritmi ci rendono schiavi dei social
iStock
Dalla «serendipità» agli scroll infiniti, i social non sono neutrali: sono progettati per trattenere l’utente. Studi e ricerche mostrano come gli algoritmi replichino i meccanismi del gioco d’azzardo, con effetti su attenzione, sonno e controllo degli impulsi.
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Alberto Gurrisi ci guida alla scoperta dell’organo Hammond, uno strumento che ha fatto la storia, dal rock al jazz. E ci parla del suo grande maestro, Franco Cerri, che verrà ricordato al Blue Note di Milano con un concerto speciale il 31 maggio.

La scacchiera dove la geopolitica regola (spesso) i suoi conti
Nella foto lo scacchista americano Bobby Fischer (a destra) e Boris Spassky si stringono la mano, seduti al tavolo degli scacchi, prima di dare inizio all'incontro. Sveti Stefan, 2 settembre 1992 (Ansa)

Da Fischer-Spassky alla Russia di Vladimir Putin, dall’Ucraina ai talebani, da Sara Khadem alle sorelle Polgár: il gioco più silenzioso del mondo resta un campo di battaglia politico, diplomatico e culturale.


C’è stato un tempo in cui bastava un’apertura “gambetto di donna” o cavallo in f3 per scatenare i giornali di mezzo mondo, sull’asse Washington e Mosca. I giornalisti arrivavano a mobilitare il Pentagono, il Cremlino e persino la paranoia nucleare. Eravamo negli anni Sessanta, quando Bobby Fischer, un ragazzo di Brooklyn, scontroso e preciso come un revisore dei conti, aveva deciso di sfidare non soltanto i grandi maestri sovietici, ma un’intera idea del mondo. Il duello simbolico arrivò al suo culmine nel 1972, a Reykjavík, quando Fischer batté Boris Spassky e divenne il primo americano nato negli Stati Uniti a conquistare il titolo mondiale, interrompendo la lunga egemonia sovietica sugli scacchi. Dal 1951 al 1969, ricordano enciclopedie e libri, campioni e sfidanti mondiali erano stati cittadini sovietici: gli scacchi erano quasi un ministero informale dell’intelligenza di Stato, quasi un distaccamento del palazzo della Lubjanka, la storica sede del Kgb, il servizio segreto sovietico.

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