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Varata la decima fregata di Fincantieri per la Marina

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Si è tenuta oggi, nello stabilimento del cantiere integrato di Riva Trigoso a Sestri Levante, la cerimonia di varo della fregata «Emilio Bianchi», l’ultima di una serie di dieci unità Fremm (Fregate europee multi missione), commissionate a Fincantieri dalla Marina militare italiana nell’ambito dell’accordo di cooperazione internazionale italo-francese, con il coordinamento di Occar, l’Organizzazione congiunta per la cooperazione europea in materia di armamenti.

L’unità proseguirà le attività di allestimento presso lo stabilimento di Muggiano, a La Spezia, e sarà consegnata nell’estate del 2025. «Nave “Emilio Bianchi”», spiegano da Fincantieri, «è caratterizzata da un’elevata flessibilità d’impiego e avrà la capacità di operare in tutte le situazioni tattiche. Ha una lunghezza di 144 metri, una larghezza di 19,7 e un dislocamento a pieno carico di circa 6.700 tonnellate e potrà raggiungere una velocità superiore ai 27 nodi con una capacità massima di circa 200 persone».

Biennale, tutti pazzi per il padiglione russo
Il padiglione della Russia alla Biennale di Venezia 2026 (Ansa)
Ieri primo giorno di preapertura della kermesse, grande attesa per le performance (prive di richiami a Putin) allestite nella struttura. Seconda lettera di condanna dell’Ue: «Nessuna vetrina per Mosca, se no sospendiamo i fondi». L’ente replica: «Norme rispettate».

Ormai è chiaro e evidente a tutti, o quasi. Più passano i giorni e più ci si rende conto che l’azione repressiva dell’Unione europea contro la Biennale di Venezia è stata un autogol. Un boomerang, un atto masochistico. La raffica di lettere e di ultimatum ha partorito l’effetto opposto.

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Buttati altri soldi nei film. Ma è Giuli o Franceschini?
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli (Imagoeconomica)
Il ministro si straccia le vesti per il mancato finanziamento del documentario su Regeni, spara a zero sulle «sue» commissioni cinema, stanzia altri 20 milioni (626 in totale) e annuncia una riforma d’intesa con il Pd.

Quella di Giulio Regeni è la storia terribile di un omicidio politico, però quella del film a lui dedicato è invece una banale vicenda di soldi pubblici reclamati e negati. La pellicola incentrata sul ricercatore assassinato dieci anni fa in Egitto è stata usata nelle scorse settimane per costruire uno scandalo contro l’attuale maggioranza, una querelle che, ahinoi, rischia di avere successo e di riportare al passato il sistema di finanziamento pubblico del cinema italiano.

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Fondo cinema, più soldi a Tax credit e troupe estere
Un frame del film «The Palace» di Roman Polanski (01 Distribution)
Il Fondo per il cinema 2026 ha incrementato la dotazione annua del credito d’imposta per le produzioni, anche quelle internazionali: aiuti ad altri flop come Without blood di Angelina Jolie o The Palace di Roman Polanski.
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Minetti, l’attacco sui medici non tiene: «In Italia visite da esperti di fiducia»
Nicole Minetti (Getty Images)
I legali spiegano perché non risultano ricoveri del bambino al San Raffaele e a Padova. Poi le cure nel centro d’eccellenza di Boston. Arrivati i dossier dell’Interpol. In Uruguay, l’istituto per l’infanzia indaga sui protocolli.

Massima collaborazione con la Procura generale di Milano. A poco più di una settimana dall’apertura del caso sulla grazia concessa dal Quirinale a Nicole Minetti, i legali dell’ex consigliera regionale e di Giuseppe Cipriani, il professor Emanuele Fisicaro e l’avvocata Antonella Calcaterra, stanno fornendo agli uffici guidati da Francesca Nanni tutta la documentazione utile a chiarire i due punti centrali della vicenda: l’adozione del bambino in Uruguay e il profilo sanitario indicato nell’istanza di clemenza.

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