C’erano probabilmente più sigle che presenti ieri a Roma a Piazza Barberini, alla manifestazione organizzata a sostegno dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro. Immancabili Anpi e Cgil, presenti Pd e Avs, in piazza si sono radunate molte sigle della sinistra radicale: Rete Numeri Pari, Rete Italiana Pace e Disarmo, Rete No Bavaglio, Sbilanciamoci, Stop Rearm Europe Italia, Sinistra Civica Ecologista Roma, Sinistra Anticapitalista Roma, Rifondazione Comunista Roma, Centro Riforma dello Stato, Medicina Democratica, Sportelli Solidali 9, Coordinamento genitori democratici-cgd onlus, Disability Pride, Genazzano In Comune Una Nuova Storia Tivoli, Alternativa per Anzio, Ladispoli Attiva, Genzano In Comune, Frosinone Provincia in Comune, Rieti Città Futura, Controvento Rieti, Sce Colleferro, Forum per il Diritto alla Salute, Wilpf Italia Aps, Casetta Rossa, Psi, Casa Internazionale delle Donne, Giovani Democratici Roma, Auser Lazio, Disarma-Il Coraggio della Pace, Associazione donne Brasiliane in Italia, Latina Bene Comune, Cinecittà Bene Comune, Unione Donne in Italia, Associazione Italiana Tecnici di Ripresa, Un Ponte Per, Sparwasser Aps.
Certo, c’era la pioggia, ma dalle immagini pubblicate sui social possiamo tranquillamente affermare che non si è trattato di una manifestazione di massa. La piattaforma del presidio del resto era particolarmente radicale: «Condanniamo con fermezza l’estensione della guerra come strumento di risoluzione dei conflitti tra Stati», si legge nell’appello degli organizzatori, «e l’ennesima e gravissima escalation bellica prodotta dall’attacco militare del governo Trump contro la Repubblica del Venezuela e dal rapimento del suo presidente Maduro e dei suoi familiari. Si tratta di una palese e inaudita violazione del diritto internazionale e della sovranità dei popoli, per la quale non esistono giustificazioni: non ci sono mai giustificazioni per legittimare il ricorso alla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti tra gli Stati». Slogan triti e ritriti, al di là di ogni opinione ormai completamente sganciati dalla realtà, dalla accelerazione della storia che stiamo vivendo in questi ultimi mesi: «Ancora una volta», prosegue l’appello, «prevalgono la logica del dominio e della predazione delle risorse energetiche, facendo carta straccia del diritto internazionale come lo abbiamo conosciuto dal dopoguerra a oggi. Di fronte a questa aggressione dobbiamo condannare e reagire con forza, per fermarla e per affermare la cultura della pace e il ripristino del diritto internazionale. Esprimiamo la nostra totale solidarietà al popolo venezuelano. Chiediamo che l’Onu intervenga e che il governo italiano e l’Unione europea condannino l’aggressione e s’impegnino per un cessate il fuoco e nel far pervenire soccorsi alla popolazione civile coinvolta».
Non si comprende quale fuoco debba cessare visto che l’operazione militare degli Stati Uniti si è conclusa, ma tutto fa brodo: «Tutto serve al mondo», aggiungono gli organizzatori, «tranne che un’altra guerra. Tutto serve al mondo, tranne che l’ennesimo arbitrio dei potenti, con la potenza militare che pretende di legittimare l’intervento ovunque. Non rassegniamoci a un mondo in cui guerra, riarmo, violenza, distruzione e sopraffazione vengano normalizzate. Solo uscendo dalla logica della guerra e del riarmo possiamo immaginare un futuro vivibile per l’umanità, fondato su pace, autodeterminazione e democrazia per i popoli. Alziamo la voce, facciamoci sentire, mobilitiamoci».
Il leader della Cgil, Maurizio Landini, ha tenuto banco attaccando, manco a dirlo, il governo guidato da Giorgia Meloni: «Trovo che sia grave», ha detto Landini, «questa posizione del governo italiano e anche del governo europeo, che stanno zitti e non sono in grado di reagire. Bisogna reagire, non si può stare fermi. E da questo punto di vista io trovo davvero un segnale molto importante nelle parole che in questi giorni ha espresso il Papa in modo molto esplicito, in modo molto chiaro. Io credo che sia il momento che tutte le persone di buona volontà, insisto, a prescindere dal loro orientamento politico, dalla loro fede religiosa, è il momento di mettersi assieme per riconquistare la pace che ci stanno togliendo. La gravità della situazione attuale riguarda quello che è avvenuto in Venezuela ma non solo: è quello che ha fatto Putin prima con l’Ucraina», ha aggiunto Landini, «è quello che sta facendo il governo Netanyahu con la Palestina, è quello che sta succedendo in giro per il mondo con una quantità di guerre che, con queste caratteristiche, non si sono mai viste».



