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2021-06-13
Vanno in bianco 40 milioni di italiani. Si avvicina pure l’addio al coprifuoco
Oltre 40 milioni di italiani, due terzi della popolazione, sono da domani in zona bianca, dove sparisce il coprifuoco, ma restano l'obbligo di mascherina e del distanziamento sociale. Con l'ordinanza firmata dal ministro Roberto Speranza, cinque Regioni - Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte, Puglia - e la Provincia autonoma di Trento raggiungono le altre sette dove sono meno restrittive le regole anti pandemia: Abruzzo, Liguria, Umbria, Veneto, Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. La promozione è stata possibile grazie ai dati, in miglioramento, del monitoraggio settimanale del ministero della Salute-Istituto di sanità (Iss).
A fine giugno tutta l'Italia sarà in zona bianca, secondo Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss. In base a tutte le rilevazioni, l'incidenza di Covid è in tutto il Paese di 25-26 casi per 100.000 abitanti e questo ci porta veramente in una fascia bassa rispetto alla soglia dei 50 casi per 100.000 abitanti per tre settimane necessaria per passare a zona bianca. Avanti di questo passo, con un indice di trasmissione (Rt) stabile a 0,68, la previsione di arrivare a fine giugno con tutte le regioni in zona bianca è realistica, per Brusaferro. Anche gli altri indicatori decisionali sono in miglioramento. Nell'ultima settimana le percentuali sull'occupazione dei posti letto negli ospedali si attestano all'8%, sia per le aree non critiche che per le terapie intensive: l'area rossa scatta rispettivamente con valori del 40 e 30%. Tutte le Regioni e le province autonome sono classificate a rischio basso tranne una, la Sardegna, che è a un livello moderato a causa di focolai presenti nell'isola. «L'Italia ha, attualmente, uno dei migliori dati europei sull'incidenza», ha detto il ministro Speranza, invitando a «insistere su questa strada con prudenza e gradualità per non vanificare i tanti sacrifici fatti».
Restano gialle e dovrebbero passare a zona bianca il 21 giugno: Toscana, Marche, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia - dove ci sono tre aree rosse - e la Provincia autonoma di Bolzano. Per la Valle d'Aosta la promozione è prevista la settimana successiva, il 28 giugno.
Se nella zona gialla c'è ancora il divieto di spostamento dalle 24 alle 5 del mattino, per chi si trova in fascia bianca il coprifuoco viene abolito immediatamente, ma dal 21 giungo verrà eliminato anche in zona gialla. Questa procedura dovrebbe favorire il doppio turno dei ristoranti per favorire, con la ripresa del turismo, un incremento degli incassi per un settore particolarmente colpito a causa della pandemia. Particolarmente atteso l'arrivo dei 28 milioni di europei che mediamente venivano in Italia nei mesi estivi e che dal 1 luglio, con l'entrata in vigore del green pass, dovrebbero tornare. Nelle Regioni in area bianca tutte le attività possono riaprire, anche le piscine al chiuso, le terme, i centri benessere, i circoli culturali, le sale scommesse e i bingo. Unica eccezione le discoteche, che al momento, non possono stare aperte per i balli: la riapertura è attesa dal primo luglio, se il Cts e il governo daranno il loro via libera al protocollo di sicurezza. Fino al 21 giugno, inoltre, nei ristoranti e nei bar al chiuso c'è il limite di sei persone non conviventi per tavolo, ma all'aperto non ci sarà questa restrizione, sempre nel rispetto delle distanze. Resta l'obbligo di indossare la mascherina al chiuso e all'aperto. Da lunedì 14 giugno in zona gialla bar e ristoranti continueranno a chiudere a mezzanotte. Dallo scorso 7 giugno, infatti, l'inizio del coprifuoco è stato spostato dalle 23 alle 24, secondo quanto previsto dal decreto riaperture bis, mentre la fine è sempre alle 5 del mattino seguente.
Da martedì 15 giugno cambia (in parte) il quadro delle regole in zona gialla e decadono alcuni divieti del vecchio decreto: è prevista l'apertura dei parchi tematici, acquatici, avventura e di divertimento e la ripartenza delle fiere. Restano chiusi i centri benessere, le terme, le piscine al coperto - quelle all'aperto sono invece già in funzione - i circoli ricreativi, i centri scommesse e le sale bingo. Per queste attività il via libera in zona gialla è previsto il primo luglio, ma in quella data è probabile che tutta l'Italia sia già bianca. Sempre da martedì è possibile organizzare feste dopo matrimoni e cerimonie civili e religiose senza limiti di persone, se non quelli legati alla location: tali ricevimenti erano finora vietati in zona gialla. Come in area bianca sono previsti dei protocolli anti Covid da seguire. Prima di tutto, per partecipare è obbligatorio il certificato verde Covid-19 (green pass), ossia sposi e invitati devono essere stati vaccinati (prima dose da almeno 15 giorni), oppure guariti dal Covid nei 6 mesi precedenti o ancora negativi al tampone effettuato non più di 48 ore prima della festa.
In base alle regole previste dall'articolo 2 del decreto riaperture, fino al 15 giugno, in zona gialla, è possibile spostarsi verso un'altra abitazione privata in massimo 4 persone, più eventuali figli o persone non autosufficienti conviventi. Dunque da mercoledì non ci sono più limiti al numero di persone che si spostano verso un'altra casa. Secondo alcune interpretazioni, questo comporterà indirettamente un via libera alle feste private nelle case, secondo altri - nonostante l'ok alle feste di matrimonio - da martedì i party nelle case resteranno vietati in zona bianca e zona gialla. Si attendono chiarimenti da parte del governo su questo, ma anche una data per togliere la mascherina, almeno all'aperto.
Calano ancora morti, terapie intensive e contagi
Secondo il bollettino sull'andamento del coronavirus in Italia, diramato quotidianamente dal ministero della Salute, ieri, 12 giugno, il tasso di positività si è attestato a 0,8%, il che vuol dire che su 1.000 tamponi eseguiti soltanto 8 sono risultati positivi, registrando un ulteriore calo rispetto al giorno precedente, quando era 0,9%.
In totale sono stati 1.723 i positivi al test del coronavirus nelle scorse 24 ore, rispetto i 1.901 di venerdì. Sale così ad almeno 4.243.482 il numero di persone che hanno contratto il virus Sars-Cov-2 (compresi guariti e morti) dall'inizio dell'epidemia. Nuovi casi soprattutto in: Sicilia 263; Lombardia 255; Campania 187; Lazio 164; Toscana 146; Puglia 140; Emilia Romagna 105; Piemonte 90; Veneto 67.
Le vittime invece sono state 52, contro le 69 del giorno prima, per un totale nazionale da febbraio 2020 di 126.976 decessi. I dimessi e i guariti sono invece 3.954.097, con un incremento di 4.500 rispetto a venerdì, mentre gli attualmente positivi scendono a 162.409, in calo di 2.830 rispetto all'11 giugno. I tamponi totali (molecolari e antigenici) sono stati 212.996, cioè 4.644 in meno di venerdì, quando erano stati 217.610.
Attualmente 574 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva per il Covid, con un calo di 23 rispetto al saldo del giorno prima tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri in rianimazione, sempre secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 25 (venerdì erano stati 21). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.655, in calo di 221 unità mentre in isolamento domiciliare ci sono 158.180 persone (-2.586). I dati sulla riduzione delle ospedalizzazioni, quindi, confermano il calo della pressione sui vari reparti.
Se analizziamo i dati dal 5 all'11 giugno, si evidenzia che la settimana si è chiusa con 14.041 nuovi casi, in calo del 22,0% dai 18.012 del periodo precedente. La media giornaliera delle infezioni è scesa a 2.005, ampiamente sotto il limite massimo (4.311) del tracciamento.
A guardare nel dettaglio i dati regionali, si scopre che ieri l'Emilia Romagna, la Liguria e la Basilicata hanno avuto zero decessi, mentre l'andamento dell'epidemia in Toscana ha registrato ieri 146 nuovi positivi con un'età media di 36 anni circa (21% ha meno di 20 anni, il 33% tra i 20 e i 39 anni, il 34% tra 40 e 59 anni, il 10% tra 60 e 79 anni, il 2% ha 80 anni o più). Secondo l'unità di crisi regionale della Campania, invece, tra i 187 nuovi positivi di ieri sul territorio, 129 erano asintomatici e soltanto 58 sintomatici. Da segnalare una circolazione virale più sostenuta in Sicilia, dove nell'ultima settimana sono stati registrati 1.879 nuovi casi. All'Istituto Spallanzani di Roma, che il 30 gennaio 2020 ricoverò la coppia di turisti cinesi primo caso di Covid in Italia, ci sono ora ricoverati 67 pazienti positivi, mentre 11 sono in terapia intensiva. Secondo i dati Oms, i casi confermati nel mondo dall'inizio della pandemia sono 174.061.995, mentre i morti raggiungono la cifra di 3.758.560.
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Da domani, passano nell'area con minori restrizioni Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte, Trento e Puglia, mentre altre sette Regioni ci sono già. Poi, il 21 giugno, sparirà il blocco notturno anche in area gialla.Ieri 4.500 dimessi in più. Continuano a svuotarsi sia le rianimazioni sia i reparti ordinari.Lo speciale contiene due articoli.Oltre 40 milioni di italiani, due terzi della popolazione, sono da domani in zona bianca, dove sparisce il coprifuoco, ma restano l'obbligo di mascherina e del distanziamento sociale. Con l'ordinanza firmata dal ministro Roberto Speranza, cinque Regioni - Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte, Puglia - e la Provincia autonoma di Trento raggiungono le altre sette dove sono meno restrittive le regole anti pandemia: Abruzzo, Liguria, Umbria, Veneto, Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. La promozione è stata possibile grazie ai dati, in miglioramento, del monitoraggio settimanale del ministero della Salute-Istituto di sanità (Iss). A fine giugno tutta l'Italia sarà in zona bianca, secondo Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss. In base a tutte le rilevazioni, l'incidenza di Covid è in tutto il Paese di 25-26 casi per 100.000 abitanti e questo ci porta veramente in una fascia bassa rispetto alla soglia dei 50 casi per 100.000 abitanti per tre settimane necessaria per passare a zona bianca. Avanti di questo passo, con un indice di trasmissione (Rt) stabile a 0,68, la previsione di arrivare a fine giugno con tutte le regioni in zona bianca è realistica, per Brusaferro. Anche gli altri indicatori decisionali sono in miglioramento. Nell'ultima settimana le percentuali sull'occupazione dei posti letto negli ospedali si attestano all'8%, sia per le aree non critiche che per le terapie intensive: l'area rossa scatta rispettivamente con valori del 40 e 30%. Tutte le Regioni e le province autonome sono classificate a rischio basso tranne una, la Sardegna, che è a un livello moderato a causa di focolai presenti nell'isola. «L'Italia ha, attualmente, uno dei migliori dati europei sull'incidenza», ha detto il ministro Speranza, invitando a «insistere su questa strada con prudenza e gradualità per non vanificare i tanti sacrifici fatti». Restano gialle e dovrebbero passare a zona bianca il 21 giugno: Toscana, Marche, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia - dove ci sono tre aree rosse - e la Provincia autonoma di Bolzano. Per la Valle d'Aosta la promozione è prevista la settimana successiva, il 28 giugno. Se nella zona gialla c'è ancora il divieto di spostamento dalle 24 alle 5 del mattino, per chi si trova in fascia bianca il coprifuoco viene abolito immediatamente, ma dal 21 giungo verrà eliminato anche in zona gialla. Questa procedura dovrebbe favorire il doppio turno dei ristoranti per favorire, con la ripresa del turismo, un incremento degli incassi per un settore particolarmente colpito a causa della pandemia. Particolarmente atteso l'arrivo dei 28 milioni di europei che mediamente venivano in Italia nei mesi estivi e che dal 1 luglio, con l'entrata in vigore del green pass, dovrebbero tornare. Nelle Regioni in area bianca tutte le attività possono riaprire, anche le piscine al chiuso, le terme, i centri benessere, i circoli culturali, le sale scommesse e i bingo. Unica eccezione le discoteche, che al momento, non possono stare aperte per i balli: la riapertura è attesa dal primo luglio, se il Cts e il governo daranno il loro via libera al protocollo di sicurezza. Fino al 21 giugno, inoltre, nei ristoranti e nei bar al chiuso c'è il limite di sei persone non conviventi per tavolo, ma all'aperto non ci sarà questa restrizione, sempre nel rispetto delle distanze. Resta l'obbligo di indossare la mascherina al chiuso e all'aperto. Da lunedì 14 giugno in zona gialla bar e ristoranti continueranno a chiudere a mezzanotte. Dallo scorso 7 giugno, infatti, l'inizio del coprifuoco è stato spostato dalle 23 alle 24, secondo quanto previsto dal decreto riaperture bis, mentre la fine è sempre alle 5 del mattino seguente. Da martedì 15 giugno cambia (in parte) il quadro delle regole in zona gialla e decadono alcuni divieti del vecchio decreto: è prevista l'apertura dei parchi tematici, acquatici, avventura e di divertimento e la ripartenza delle fiere. Restano chiusi i centri benessere, le terme, le piscine al coperto - quelle all'aperto sono invece già in funzione - i circoli ricreativi, i centri scommesse e le sale bingo. Per queste attività il via libera in zona gialla è previsto il primo luglio, ma in quella data è probabile che tutta l'Italia sia già bianca. Sempre da martedì è possibile organizzare feste dopo matrimoni e cerimonie civili e religiose senza limiti di persone, se non quelli legati alla location: tali ricevimenti erano finora vietati in zona gialla. Come in area bianca sono previsti dei protocolli anti Covid da seguire. Prima di tutto, per partecipare è obbligatorio il certificato verde Covid-19 (green pass), ossia sposi e invitati devono essere stati vaccinati (prima dose da almeno 15 giorni), oppure guariti dal Covid nei 6 mesi precedenti o ancora negativi al tampone effettuato non più di 48 ore prima della festa. In base alle regole previste dall'articolo 2 del decreto riaperture, fino al 15 giugno, in zona gialla, è possibile spostarsi verso un'altra abitazione privata in massimo 4 persone, più eventuali figli o persone non autosufficienti conviventi. Dunque da mercoledì non ci sono più limiti al numero di persone che si spostano verso un'altra casa. Secondo alcune interpretazioni, questo comporterà indirettamente un via libera alle feste private nelle case, secondo altri - nonostante l'ok alle feste di matrimonio - da martedì i party nelle case resteranno vietati in zona bianca e zona gialla. Si attendono chiarimenti da parte del governo su questo, ma anche una data per togliere la mascherina, almeno all'aperto. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/vanno-in-bianco-40-milioni-di-italiani-si-avvicina-pure-laddio-al-coprifuoco-2653361581.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="calano-ancora-morti-terapie-intensive-e-contagi" data-post-id="2653361581" data-published-at="1623534995" data-use-pagination="False"> Calano ancora morti, terapie intensive e contagi Secondo il bollettino sull'andamento del coronavirus in Italia, diramato quotidianamente dal ministero della Salute, ieri, 12 giugno, il tasso di positività si è attestato a 0,8%, il che vuol dire che su 1.000 tamponi eseguiti soltanto 8 sono risultati positivi, registrando un ulteriore calo rispetto al giorno precedente, quando era 0,9%. In totale sono stati 1.723 i positivi al test del coronavirus nelle scorse 24 ore, rispetto i 1.901 di venerdì. Sale così ad almeno 4.243.482 il numero di persone che hanno contratto il virus Sars-Cov-2 (compresi guariti e morti) dall'inizio dell'epidemia. Nuovi casi soprattutto in: Sicilia 263; Lombardia 255; Campania 187; Lazio 164; Toscana 146; Puglia 140; Emilia Romagna 105; Piemonte 90; Veneto 67. Le vittime invece sono state 52, contro le 69 del giorno prima, per un totale nazionale da febbraio 2020 di 126.976 decessi. I dimessi e i guariti sono invece 3.954.097, con un incremento di 4.500 rispetto a venerdì, mentre gli attualmente positivi scendono a 162.409, in calo di 2.830 rispetto all'11 giugno. I tamponi totali (molecolari e antigenici) sono stati 212.996, cioè 4.644 in meno di venerdì, quando erano stati 217.610. Attualmente 574 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva per il Covid, con un calo di 23 rispetto al saldo del giorno prima tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri in rianimazione, sempre secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 25 (venerdì erano stati 21). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.655, in calo di 221 unità mentre in isolamento domiciliare ci sono 158.180 persone (-2.586). I dati sulla riduzione delle ospedalizzazioni, quindi, confermano il calo della pressione sui vari reparti. Se analizziamo i dati dal 5 all'11 giugno, si evidenzia che la settimana si è chiusa con 14.041 nuovi casi, in calo del 22,0% dai 18.012 del periodo precedente. La media giornaliera delle infezioni è scesa a 2.005, ampiamente sotto il limite massimo (4.311) del tracciamento. A guardare nel dettaglio i dati regionali, si scopre che ieri l'Emilia Romagna, la Liguria e la Basilicata hanno avuto zero decessi, mentre l'andamento dell'epidemia in Toscana ha registrato ieri 146 nuovi positivi con un'età media di 36 anni circa (21% ha meno di 20 anni, il 33% tra i 20 e i 39 anni, il 34% tra 40 e 59 anni, il 10% tra 60 e 79 anni, il 2% ha 80 anni o più). Secondo l'unità di crisi regionale della Campania, invece, tra i 187 nuovi positivi di ieri sul territorio, 129 erano asintomatici e soltanto 58 sintomatici. Da segnalare una circolazione virale più sostenuta in Sicilia, dove nell'ultima settimana sono stati registrati 1.879 nuovi casi. All'Istituto Spallanzani di Roma, che il 30 gennaio 2020 ricoverò la coppia di turisti cinesi primo caso di Covid in Italia, ci sono ora ricoverati 67 pazienti positivi, mentre 11 sono in terapia intensiva. Secondo i dati Oms, i casi confermati nel mondo dall'inizio della pandemia sono 174.061.995, mentre i morti raggiungono la cifra di 3.758.560.
Massimo Calearo Ciman in una foto d'archivio (Ansa)
L’ex deputato del Pd Massimo Calearo Ciman è indagato per il fallimento della Calearo Antenne: contestate truffa aggravata allo Stato, malversazione e bancarotta fraudolenta. La Finanza sequestra beni per oltre 4 milioni di euro.
Sembra un film tragicomico. C’è poco da ridere però per Massimo Calearo Ciman, finito in guai giudiziari serissimi: frode da 9 milioni su fondi pubblici.
Imprenditore di 71 anni, ex deputato del Pd dal 2008 al 2013, durante il IV governo Berlusconi e, dopo il 2011, quello di Mario Monti, si è fatto notare più per le sue intemperanze e goliardate che per i risultati ottenuti nella vita. È stato anche a capo di Confindustria Vicenza dal 2003 al 2008, e contemporaneamente presidente nazionale di Federmeccanica (2004-2008).
L’imprenditore ora è indagato per il fallimento dell’azienda di famiglia, la Calearo Antenne spa di Isola Vicentina, fondata nel 1957, che contava 600 dipendenti, già in grave crisi finanziaria e dallo scorso anno sottoposta a liquidazione giudiziale a causa delle difficoltà economiche derivate dalle perdite indotte dalla pandemia e poi dalla difficile ripresa. Assieme a lui, nel registro della procura, ci sono finiti i figli Carlo Alberto ed Eugenio già presidente dei Giovani imprenditori di Vicenza, oltre all’ex amministratore delegato dell’azienda Luca Corazza. Le accuse nei loro confronti sono, a vario titolo, di truffa aggravata ai danni dello Stato, malversazione di erogazioni pubbliche e bancarotta fraudolenta.
La Finanza ha sequestrato beni e liquidi per oltre 4 milioni di euro: 15 immobili, tra i quali la villa di famiglia sui Colli Berici del valore di oltre 2 milioni e mezzo di euro, 18 terreni, 2 veicoli, le quote di 8 società di capitali. Ricostruito un articolato sistema di distrazione patrimoniale e di utilizzo illecito di fondi pubblici, sviluppatosi mentre la società si trovava in uno stato di dissesto economico. Gli indagati avrebbero dapprima aggravato la situazione debitoria per poi ottenere finanziamenti garantiti dallo Stato presentando documenti e dati contabili falsi. Sotto la lente delle fiamme gialle ci sono due finanziamenti: uno da 7,5 milioni di euro erogato da Invitalia e uno da 1,5 milioni di euro concesso da Banca Sistema e garantito da Sace per 1,35 milioni.
Le indagini avrebbero poi evidenziato come parte di quelle somme sarebbe stata destinata a finalità diverse rispetto a quelle dichiarate nei progetti di investimento. Circa 3,8 milioni di euro sarebbero stati trasferiti verso partecipate estere nonostante il vincolo di destinazione dei fondi a investimenti e attività produttive esclusivamente in Italia. Nel mirino anche la cessione di immobili all’estero per 2,8 milioni di euro a fronte di pagamenti che, secondo gli investigatori, non sarebbero mai stati effettuati. Tra gli episodi contestati figurano l’erogazione di compensi non concordati al presidente del consiglio d’amministrazione per circa 186.000 euro e l’utilizzo illecito di crediti d’imposta finanziati con risorse del Pnrr per circa 115.000 euro. Di particolare rilievo l’impiego fraudolento di 282.000 euro provenienti da finanziamenti pubblici destinati a favorire le imprese in difficoltà durante il Covid che sarebbero stati inviati dalla società vicentina a una controllata estera attraverso l’indebita applicazione dell’Iva sugli acquisti effettuati da quest’ultima.
«Io sono tranquillo, pacifico e sereno. È una tempesta in un bicchiere d’acqua. Dimostreremo che abbiamo agito per l’interesse dell’azienda e che non ci siamo messi in tasca un euro. Non ho niente da nascondere. Questo è un dato di fatto», commenta Calearo. «Andremo a vedere cosa è stato fatto da chi ci è subentrato, quando ci hanno consigliato di non gestire più noi l’azienda. Per fortuna o purtroppo, io non sono un “Signor nessuno”. Il mio nome fa cassetta. Hanno sbagliato bersaglio, dispiace per tutta questa pubblicità negativa».
D’altronde lui è un vero espero di pubblicità negativa, abilissimo a procurarsela anche in passato. Nel 2012, durante un’intervista alla Zanzara, disse che in Parlamento non ci va quasi più («Rimango a casa a fare l'imprenditore, invece che andare a premere un pulsante. Non serve a niente. Anzi, credo che da questo momento fino alla fine della legislatura non ci andrò più») e che lo stipendio lo prendeva solo per pagare un mutuo da 12.000 euro al mese. Walter Veltroni, che nel 2008, da segretario, lo aveva candidato capolista nel Pd, facendolo diventare parlamentare, si definì disgustato, descrivendolo come «una persona orrenda». Dopo le polemiche Calearo annunciò le dimissioni da deputato salvo poi ripensarci affermando: «In Parlamento ci sono i condannati, non è giusto che mi dimetta io che non ho fatto niente di male».
Sul piano politico è stato a dir poco discontinuo. Partito da Pd si è ritrovato tra le braccia di Berlusconi. Nel 2009 lascia il Pd in rotta con il nuovo segretario Pier Luigi Bersani. Fonda Alleanza per l'Italia con Francesco Rutelli e Bruno Tabacci. Nel 2010 lascia anche Api e dà vita al Movimento di Responsabilità Nazionale con Domenico Scilipoti e vota contro la mozione di sfiducia al governo Berlusconi. Questo gli vale un posto da consigliere personale del presidente del Consiglio per il Commercio estero. Personaggio interessante.
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Ecco il risultato del lavoro della Repubblica dei Giudici: Alberto Stasi è in prigione da 16 anni per un delitto che potrebbe non aver commesso e gli indizi ora vedrebbero come colpevole Andrea Sempio. Prove ignorate, perizie ribaltate e l’anomalia della Cassazione. Il sospetto di un errore giudiziario si fa sempre più pesante.