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2021-06-13
Vanno in bianco 40 milioni di italiani. Si avvicina pure l’addio al coprifuoco
Oltre 40 milioni di italiani, due terzi della popolazione, sono da domani in zona bianca, dove sparisce il coprifuoco, ma restano l'obbligo di mascherina e del distanziamento sociale. Con l'ordinanza firmata dal ministro Roberto Speranza, cinque Regioni - Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte, Puglia - e la Provincia autonoma di Trento raggiungono le altre sette dove sono meno restrittive le regole anti pandemia: Abruzzo, Liguria, Umbria, Veneto, Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. La promozione è stata possibile grazie ai dati, in miglioramento, del monitoraggio settimanale del ministero della Salute-Istituto di sanità (Iss).
A fine giugno tutta l'Italia sarà in zona bianca, secondo Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss. In base a tutte le rilevazioni, l'incidenza di Covid è in tutto il Paese di 25-26 casi per 100.000 abitanti e questo ci porta veramente in una fascia bassa rispetto alla soglia dei 50 casi per 100.000 abitanti per tre settimane necessaria per passare a zona bianca. Avanti di questo passo, con un indice di trasmissione (Rt) stabile a 0,68, la previsione di arrivare a fine giugno con tutte le regioni in zona bianca è realistica, per Brusaferro. Anche gli altri indicatori decisionali sono in miglioramento. Nell'ultima settimana le percentuali sull'occupazione dei posti letto negli ospedali si attestano all'8%, sia per le aree non critiche che per le terapie intensive: l'area rossa scatta rispettivamente con valori del 40 e 30%. Tutte le Regioni e le province autonome sono classificate a rischio basso tranne una, la Sardegna, che è a un livello moderato a causa di focolai presenti nell'isola. «L'Italia ha, attualmente, uno dei migliori dati europei sull'incidenza», ha detto il ministro Speranza, invitando a «insistere su questa strada con prudenza e gradualità per non vanificare i tanti sacrifici fatti».
Restano gialle e dovrebbero passare a zona bianca il 21 giugno: Toscana, Marche, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia - dove ci sono tre aree rosse - e la Provincia autonoma di Bolzano. Per la Valle d'Aosta la promozione è prevista la settimana successiva, il 28 giugno.
Se nella zona gialla c'è ancora il divieto di spostamento dalle 24 alle 5 del mattino, per chi si trova in fascia bianca il coprifuoco viene abolito immediatamente, ma dal 21 giungo verrà eliminato anche in zona gialla. Questa procedura dovrebbe favorire il doppio turno dei ristoranti per favorire, con la ripresa del turismo, un incremento degli incassi per un settore particolarmente colpito a causa della pandemia. Particolarmente atteso l'arrivo dei 28 milioni di europei che mediamente venivano in Italia nei mesi estivi e che dal 1 luglio, con l'entrata in vigore del green pass, dovrebbero tornare. Nelle Regioni in area bianca tutte le attività possono riaprire, anche le piscine al chiuso, le terme, i centri benessere, i circoli culturali, le sale scommesse e i bingo. Unica eccezione le discoteche, che al momento, non possono stare aperte per i balli: la riapertura è attesa dal primo luglio, se il Cts e il governo daranno il loro via libera al protocollo di sicurezza. Fino al 21 giugno, inoltre, nei ristoranti e nei bar al chiuso c'è il limite di sei persone non conviventi per tavolo, ma all'aperto non ci sarà questa restrizione, sempre nel rispetto delle distanze. Resta l'obbligo di indossare la mascherina al chiuso e all'aperto. Da lunedì 14 giugno in zona gialla bar e ristoranti continueranno a chiudere a mezzanotte. Dallo scorso 7 giugno, infatti, l'inizio del coprifuoco è stato spostato dalle 23 alle 24, secondo quanto previsto dal decreto riaperture bis, mentre la fine è sempre alle 5 del mattino seguente.
Da martedì 15 giugno cambia (in parte) il quadro delle regole in zona gialla e decadono alcuni divieti del vecchio decreto: è prevista l'apertura dei parchi tematici, acquatici, avventura e di divertimento e la ripartenza delle fiere. Restano chiusi i centri benessere, le terme, le piscine al coperto - quelle all'aperto sono invece già in funzione - i circoli ricreativi, i centri scommesse e le sale bingo. Per queste attività il via libera in zona gialla è previsto il primo luglio, ma in quella data è probabile che tutta l'Italia sia già bianca. Sempre da martedì è possibile organizzare feste dopo matrimoni e cerimonie civili e religiose senza limiti di persone, se non quelli legati alla location: tali ricevimenti erano finora vietati in zona gialla. Come in area bianca sono previsti dei protocolli anti Covid da seguire. Prima di tutto, per partecipare è obbligatorio il certificato verde Covid-19 (green pass), ossia sposi e invitati devono essere stati vaccinati (prima dose da almeno 15 giorni), oppure guariti dal Covid nei 6 mesi precedenti o ancora negativi al tampone effettuato non più di 48 ore prima della festa.
In base alle regole previste dall'articolo 2 del decreto riaperture, fino al 15 giugno, in zona gialla, è possibile spostarsi verso un'altra abitazione privata in massimo 4 persone, più eventuali figli o persone non autosufficienti conviventi. Dunque da mercoledì non ci sono più limiti al numero di persone che si spostano verso un'altra casa. Secondo alcune interpretazioni, questo comporterà indirettamente un via libera alle feste private nelle case, secondo altri - nonostante l'ok alle feste di matrimonio - da martedì i party nelle case resteranno vietati in zona bianca e zona gialla. Si attendono chiarimenti da parte del governo su questo, ma anche una data per togliere la mascherina, almeno all'aperto.
Calano ancora morti, terapie intensive e contagi
Secondo il bollettino sull'andamento del coronavirus in Italia, diramato quotidianamente dal ministero della Salute, ieri, 12 giugno, il tasso di positività si è attestato a 0,8%, il che vuol dire che su 1.000 tamponi eseguiti soltanto 8 sono risultati positivi, registrando un ulteriore calo rispetto al giorno precedente, quando era 0,9%.
In totale sono stati 1.723 i positivi al test del coronavirus nelle scorse 24 ore, rispetto i 1.901 di venerdì. Sale così ad almeno 4.243.482 il numero di persone che hanno contratto il virus Sars-Cov-2 (compresi guariti e morti) dall'inizio dell'epidemia. Nuovi casi soprattutto in: Sicilia 263; Lombardia 255; Campania 187; Lazio 164; Toscana 146; Puglia 140; Emilia Romagna 105; Piemonte 90; Veneto 67.
Le vittime invece sono state 52, contro le 69 del giorno prima, per un totale nazionale da febbraio 2020 di 126.976 decessi. I dimessi e i guariti sono invece 3.954.097, con un incremento di 4.500 rispetto a venerdì, mentre gli attualmente positivi scendono a 162.409, in calo di 2.830 rispetto all'11 giugno. I tamponi totali (molecolari e antigenici) sono stati 212.996, cioè 4.644 in meno di venerdì, quando erano stati 217.610.
Attualmente 574 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva per il Covid, con un calo di 23 rispetto al saldo del giorno prima tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri in rianimazione, sempre secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 25 (venerdì erano stati 21). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.655, in calo di 221 unità mentre in isolamento domiciliare ci sono 158.180 persone (-2.586). I dati sulla riduzione delle ospedalizzazioni, quindi, confermano il calo della pressione sui vari reparti.
Se analizziamo i dati dal 5 all'11 giugno, si evidenzia che la settimana si è chiusa con 14.041 nuovi casi, in calo del 22,0% dai 18.012 del periodo precedente. La media giornaliera delle infezioni è scesa a 2.005, ampiamente sotto il limite massimo (4.311) del tracciamento.
A guardare nel dettaglio i dati regionali, si scopre che ieri l'Emilia Romagna, la Liguria e la Basilicata hanno avuto zero decessi, mentre l'andamento dell'epidemia in Toscana ha registrato ieri 146 nuovi positivi con un'età media di 36 anni circa (21% ha meno di 20 anni, il 33% tra i 20 e i 39 anni, il 34% tra 40 e 59 anni, il 10% tra 60 e 79 anni, il 2% ha 80 anni o più). Secondo l'unità di crisi regionale della Campania, invece, tra i 187 nuovi positivi di ieri sul territorio, 129 erano asintomatici e soltanto 58 sintomatici. Da segnalare una circolazione virale più sostenuta in Sicilia, dove nell'ultima settimana sono stati registrati 1.879 nuovi casi. All'Istituto Spallanzani di Roma, che il 30 gennaio 2020 ricoverò la coppia di turisti cinesi primo caso di Covid in Italia, ci sono ora ricoverati 67 pazienti positivi, mentre 11 sono in terapia intensiva. Secondo i dati Oms, i casi confermati nel mondo dall'inizio della pandemia sono 174.061.995, mentre i morti raggiungono la cifra di 3.758.560.
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Da domani, passano nell'area con minori restrizioni Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte, Trento e Puglia, mentre altre sette Regioni ci sono già. Poi, il 21 giugno, sparirà il blocco notturno anche in area gialla.Ieri 4.500 dimessi in più. Continuano a svuotarsi sia le rianimazioni sia i reparti ordinari.Lo speciale contiene due articoli.Oltre 40 milioni di italiani, due terzi della popolazione, sono da domani in zona bianca, dove sparisce il coprifuoco, ma restano l'obbligo di mascherina e del distanziamento sociale. Con l'ordinanza firmata dal ministro Roberto Speranza, cinque Regioni - Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte, Puglia - e la Provincia autonoma di Trento raggiungono le altre sette dove sono meno restrittive le regole anti pandemia: Abruzzo, Liguria, Umbria, Veneto, Molise, Friuli Venezia Giulia e Sardegna. La promozione è stata possibile grazie ai dati, in miglioramento, del monitoraggio settimanale del ministero della Salute-Istituto di sanità (Iss). A fine giugno tutta l'Italia sarà in zona bianca, secondo Silvio Brusaferro, presidente dell'Iss. In base a tutte le rilevazioni, l'incidenza di Covid è in tutto il Paese di 25-26 casi per 100.000 abitanti e questo ci porta veramente in una fascia bassa rispetto alla soglia dei 50 casi per 100.000 abitanti per tre settimane necessaria per passare a zona bianca. Avanti di questo passo, con un indice di trasmissione (Rt) stabile a 0,68, la previsione di arrivare a fine giugno con tutte le regioni in zona bianca è realistica, per Brusaferro. Anche gli altri indicatori decisionali sono in miglioramento. Nell'ultima settimana le percentuali sull'occupazione dei posti letto negli ospedali si attestano all'8%, sia per le aree non critiche che per le terapie intensive: l'area rossa scatta rispettivamente con valori del 40 e 30%. Tutte le Regioni e le province autonome sono classificate a rischio basso tranne una, la Sardegna, che è a un livello moderato a causa di focolai presenti nell'isola. «L'Italia ha, attualmente, uno dei migliori dati europei sull'incidenza», ha detto il ministro Speranza, invitando a «insistere su questa strada con prudenza e gradualità per non vanificare i tanti sacrifici fatti». Restano gialle e dovrebbero passare a zona bianca il 21 giugno: Toscana, Marche, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia - dove ci sono tre aree rosse - e la Provincia autonoma di Bolzano. Per la Valle d'Aosta la promozione è prevista la settimana successiva, il 28 giugno. Se nella zona gialla c'è ancora il divieto di spostamento dalle 24 alle 5 del mattino, per chi si trova in fascia bianca il coprifuoco viene abolito immediatamente, ma dal 21 giungo verrà eliminato anche in zona gialla. Questa procedura dovrebbe favorire il doppio turno dei ristoranti per favorire, con la ripresa del turismo, un incremento degli incassi per un settore particolarmente colpito a causa della pandemia. Particolarmente atteso l'arrivo dei 28 milioni di europei che mediamente venivano in Italia nei mesi estivi e che dal 1 luglio, con l'entrata in vigore del green pass, dovrebbero tornare. Nelle Regioni in area bianca tutte le attività possono riaprire, anche le piscine al chiuso, le terme, i centri benessere, i circoli culturali, le sale scommesse e i bingo. Unica eccezione le discoteche, che al momento, non possono stare aperte per i balli: la riapertura è attesa dal primo luglio, se il Cts e il governo daranno il loro via libera al protocollo di sicurezza. Fino al 21 giugno, inoltre, nei ristoranti e nei bar al chiuso c'è il limite di sei persone non conviventi per tavolo, ma all'aperto non ci sarà questa restrizione, sempre nel rispetto delle distanze. Resta l'obbligo di indossare la mascherina al chiuso e all'aperto. Da lunedì 14 giugno in zona gialla bar e ristoranti continueranno a chiudere a mezzanotte. Dallo scorso 7 giugno, infatti, l'inizio del coprifuoco è stato spostato dalle 23 alle 24, secondo quanto previsto dal decreto riaperture bis, mentre la fine è sempre alle 5 del mattino seguente. Da martedì 15 giugno cambia (in parte) il quadro delle regole in zona gialla e decadono alcuni divieti del vecchio decreto: è prevista l'apertura dei parchi tematici, acquatici, avventura e di divertimento e la ripartenza delle fiere. Restano chiusi i centri benessere, le terme, le piscine al coperto - quelle all'aperto sono invece già in funzione - i circoli ricreativi, i centri scommesse e le sale bingo. Per queste attività il via libera in zona gialla è previsto il primo luglio, ma in quella data è probabile che tutta l'Italia sia già bianca. Sempre da martedì è possibile organizzare feste dopo matrimoni e cerimonie civili e religiose senza limiti di persone, se non quelli legati alla location: tali ricevimenti erano finora vietati in zona gialla. Come in area bianca sono previsti dei protocolli anti Covid da seguire. Prima di tutto, per partecipare è obbligatorio il certificato verde Covid-19 (green pass), ossia sposi e invitati devono essere stati vaccinati (prima dose da almeno 15 giorni), oppure guariti dal Covid nei 6 mesi precedenti o ancora negativi al tampone effettuato non più di 48 ore prima della festa. In base alle regole previste dall'articolo 2 del decreto riaperture, fino al 15 giugno, in zona gialla, è possibile spostarsi verso un'altra abitazione privata in massimo 4 persone, più eventuali figli o persone non autosufficienti conviventi. Dunque da mercoledì non ci sono più limiti al numero di persone che si spostano verso un'altra casa. Secondo alcune interpretazioni, questo comporterà indirettamente un via libera alle feste private nelle case, secondo altri - nonostante l'ok alle feste di matrimonio - da martedì i party nelle case resteranno vietati in zona bianca e zona gialla. Si attendono chiarimenti da parte del governo su questo, ma anche una data per togliere la mascherina, almeno all'aperto. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/vanno-in-bianco-40-milioni-di-italiani-si-avvicina-pure-laddio-al-coprifuoco-2653361581.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="calano-ancora-morti-terapie-intensive-e-contagi" data-post-id="2653361581" data-published-at="1623534995" data-use-pagination="False"> Calano ancora morti, terapie intensive e contagi Secondo il bollettino sull'andamento del coronavirus in Italia, diramato quotidianamente dal ministero della Salute, ieri, 12 giugno, il tasso di positività si è attestato a 0,8%, il che vuol dire che su 1.000 tamponi eseguiti soltanto 8 sono risultati positivi, registrando un ulteriore calo rispetto al giorno precedente, quando era 0,9%. In totale sono stati 1.723 i positivi al test del coronavirus nelle scorse 24 ore, rispetto i 1.901 di venerdì. Sale così ad almeno 4.243.482 il numero di persone che hanno contratto il virus Sars-Cov-2 (compresi guariti e morti) dall'inizio dell'epidemia. Nuovi casi soprattutto in: Sicilia 263; Lombardia 255; Campania 187; Lazio 164; Toscana 146; Puglia 140; Emilia Romagna 105; Piemonte 90; Veneto 67. Le vittime invece sono state 52, contro le 69 del giorno prima, per un totale nazionale da febbraio 2020 di 126.976 decessi. I dimessi e i guariti sono invece 3.954.097, con un incremento di 4.500 rispetto a venerdì, mentre gli attualmente positivi scendono a 162.409, in calo di 2.830 rispetto all'11 giugno. I tamponi totali (molecolari e antigenici) sono stati 212.996, cioè 4.644 in meno di venerdì, quando erano stati 217.610. Attualmente 574 pazienti sono ricoverati in terapia intensiva per il Covid, con un calo di 23 rispetto al saldo del giorno prima tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri in rianimazione, sempre secondo i dati del ministero della Salute, sono stati 25 (venerdì erano stati 21). I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 3.655, in calo di 221 unità mentre in isolamento domiciliare ci sono 158.180 persone (-2.586). I dati sulla riduzione delle ospedalizzazioni, quindi, confermano il calo della pressione sui vari reparti. Se analizziamo i dati dal 5 all'11 giugno, si evidenzia che la settimana si è chiusa con 14.041 nuovi casi, in calo del 22,0% dai 18.012 del periodo precedente. La media giornaliera delle infezioni è scesa a 2.005, ampiamente sotto il limite massimo (4.311) del tracciamento. A guardare nel dettaglio i dati regionali, si scopre che ieri l'Emilia Romagna, la Liguria e la Basilicata hanno avuto zero decessi, mentre l'andamento dell'epidemia in Toscana ha registrato ieri 146 nuovi positivi con un'età media di 36 anni circa (21% ha meno di 20 anni, il 33% tra i 20 e i 39 anni, il 34% tra 40 e 59 anni, il 10% tra 60 e 79 anni, il 2% ha 80 anni o più). Secondo l'unità di crisi regionale della Campania, invece, tra i 187 nuovi positivi di ieri sul territorio, 129 erano asintomatici e soltanto 58 sintomatici. Da segnalare una circolazione virale più sostenuta in Sicilia, dove nell'ultima settimana sono stati registrati 1.879 nuovi casi. All'Istituto Spallanzani di Roma, che il 30 gennaio 2020 ricoverò la coppia di turisti cinesi primo caso di Covid in Italia, ci sono ora ricoverati 67 pazienti positivi, mentre 11 sono in terapia intensiva. Secondo i dati Oms, i casi confermati nel mondo dall'inizio della pandemia sono 174.061.995, mentre i morti raggiungono la cifra di 3.758.560.
Ansa
L’accordo è stato siglato con Certares, fondo statunitense specializzato nel turismo e nei viaggi, nome ben noto nel settore per American express global business travel e per una rete di partecipazioni che abbraccia distribuzione, servizi e tecnologia legata alla mobilità globale. Il piano è robusto: una joint venture e investimenti complessivi per circa un miliardo di euro tra Francia e Regno Unito.
Il primo terreno di gioco è Trenitalia France, la controllata con sede a Parigi che negli ultimi anni ha dimostrato come la concorrenza sui binari francesi non sia più un tabù. Oggi opera nell’Alta velocità sulle tratte Parigi-Lione e Parigi-Marsiglia, oltre al collegamento internazionale Parigi-Milano. Dal debutto ha trasportato oltre 4,7 milioni di passeggeri, ritagliandosi il ruolo di secondo operatore nel mercato francese. A dominarlo il monopolio storico di Sncf il cui Tgv è stato il primo treno super-veloce in Europa. Intaccarne il primato richiede investimenti e impegno. Il nuovo capitale messo sul tavolo servirà a consolidare la presenza di Fs non solo in Francia, ma anche nei mercati transfrontalieri. Il progetto prevede l’ampliamento della flotta fino a 19 treni, aumento delle frequenze - sulla Parigi-Lione si arriverà a 28 corse giornaliere - e la realizzazione di un nuovo impianto di manutenzione nell’area parigina. A questo si aggiunge la creazione di centinaia di nuovi posti di lavoro e il rafforzamento degli investimenti in tecnologia, brand e marketing. Ma il vero orizzonte strategico è oltre il Canale della Manica. La partnership punta infatti all’ingresso sulla rotta Parigi-Londra entro il 2029, un corridoio simbolico e ad altissimo traffico, finora appannaggio quasi esclusivo dell’Eurostar. Portare l’Alta velocità italiana su quella linea significa non solo competere su prezzi e servizi, ma anche ridisegnare la geografia dei viaggi europei, offrendo un’alternativa all’aereo.
In questo disegno Certares gioca un ruolo chiave. Il fondo americano non si limita a investire capitale, ma mette a disposizione la rete di distribuzione e le società in portafoglio per favorire la transizione dei clienti business verso il treno ad Alta velocità. Parallelamente, l’accordo guarda anche ad altro. Trenitalia France e Certares intendono promuovere itinerari integrati che includano il treno, semplificare gli strumenti di prenotazione e spingere milioni di viaggiatori a scegliere la ferrovia come modalità di trasporto preferita, soprattutto sulle medie distanze. L’operazione si inserisce nel piano strategico 2025-2029 del gruppo Fs, che punta su una crescita internazionale accelerata attraverso alleanze con partner finanziari e industriali di primo piano. Sarà centrale Fs International, la divisione che si occupa delle attività passeggeri fuori dall’Italia. Oggi vale circa 3 miliardi di euro di fatturato e conta su 12.000 dipendenti.
L’obiettivo, come spiega un comunicato del gruppo, combinare l’eccellenza operativa di Fs e di Trenitalia France con la potenza commerciale e distributiva globale di Certares per trasformare la Francia, il corridoio Parigi-Londra e i futuri mercati della joint venture in una vetrina del trasporto europeo. Un’Europa che viaggia veloce, sempre più su rotaia, e che riscopre il treno non come nostalgia del passato, ma come infrastruttura del futuro.
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Brigitte Bardot guarda Gunter Sachs (Ansa)
Ora che è morta, la destra la vorrebbe ricordare. Ma non perché in passato aveva detto di votare il Front National. Semplicemente perché la Bardot è stata un simbolo della Francia, come ha chiesto Eric Ciotti, del Rassemblement National, a Emmanuel Macron. Una proposta scontata, alla quale però hanno risposto negativamente i socialisti. Su X, infatti, Olivier Faure ha scritto: «Gli omaggi nazionali vengono organizzati per servizi eccezionali resi alla Nazione. Brigitte Bardot è stata un'attrice emblematica della Nouvelle Vague. Solare, ha segnato il cinema francese. Ma ha anche voltato le spalle ai valori repubblicani ed è stata pluri-condannata dalla giustizia per razzismo». Un po’ come se esser stata la più importante attrice degli anni Cinquanta e Sessanta passasse in secondo piano a causa delle sue scelte politiche. Come se BB, per le sue idee, non facesse più parte di quella Francia che aveva portato al centro del mondo. Non solo nel cinema. Ma anche nel turismo. Fu grazie a lei che la spiaggia di Saint Tropez divenne di moda. Le sue immagini, nuda sulla riva, finirono sulle copertine delle riviste più importanti dell’epoca. E fecero sì che, ricchi e meno ricchi, raggiungessero quel mare limpido e selvaggio nella speranza di poterla incontrare. Tra loro anche Gigi Rizzi, che faceva parte di quel gruppo di italiani in cerca di belle donne e fortuna sulla spiaggia di Saint Tropez. Un amore estivo, che però lo rese immortale.
È vero: BB era di destra. Era una femmina che non poteva essere femminista. Avrebbe tradito sé stessa se lo avesse fatto. Del resto, disse: «Il femminismo non è il mio genere. A me piacciono gli uomini». Impossibile aggiungere altro.
Se non il dispiacere nel vedere una certa Francia voltarle le spalle. Ancora una volta. Quella stessa Francia che ha dimenticato sé stessa e che ha perso la propria identità. Quella Francia che oggi vuole dimenticare chi, Brigitte Bardot, le ricordava che cosa avrebbe potuto essere. Una Francia dei francesi. Una Francia certamente capace di accogliere, ma senza perdere la propria identità. Era questo che chiedeva BB, massacrata da morta sui giornali di sinistra, vedi Liberation, che titolano Brigitte Bardot, la discesa verso l'odio razziale.
Forse, nelle sue lettere contro l’islamizzazione, BB odiò davvero. Chi lo sa. Di certo amò la Francia, che incarnò. Nel 1956, proprio mentre la Bardot riempiva i cinema mondiali, Édith Piaf scrisse Non, je ne regrette rien (no, non mi pento di nulla). Lo fece per i legionari che combattevano la guerra d’Algeria. Una guerra che oggi i socialisti definirebbero colonialista. Quelle parole di gioia possono essere il testamento spirituale di BB. Che visse, senza rimpiangere nulla. Vivendo in un eterno presente. Mangiando la vita a morsi. Sparendo dalla scena. Ora per sempre.
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«Gigolò per caso» (Amazon Prime Video)
Un infarto, però, lo aveva costretto ad una lunga degenza e, insieme, ad uno stop professionale. Stop che non avrebbe potuto permettersi, indebitato com'era con un orologiaio affatto mite. Così, pur sapendo che avrebbe incontrato la riprova del figlio, già inviperito con suo padre, Giacomo aveva deciso di chiedergli una mano. Una sostituzione, il favore di frequentare le sue clienti abituali, consentendogli con ciò un'adeguata ripresa. La prima stagione della serie televisiva era passata, perciò, dalla rabbia allo stupore, per trovare, infine, il divertimento e una strana armonia. La seconda, intitolata La sex gurue pronta a debuttare su Amazon Prime video venerdì 2 gennaio, dovrebbe fare altrettanto, risparmiandosi però la fase della rabbia. Alfonso, cioè, è ormai a suo agio nel ruolo di gigolò. Non solo. La strana alleanza professionale, arrivata in un momento topico della sua vita, quello della crisi con la moglie Margherita, gli ha consentito di recuperare il rapporto con il padre, che credeva irrimediabilmente compromesso. Si diverte, quasi, a frequentare le sue clienti sgallettate. Peccato solo l'arrivo di Rossana Astri, il volto di Sabrina Ferilli. La donna è una fra le più celebri guru del nuovo femminismo, determinata ad indottrinare le sue simili perché si convincano sia giusto fare a meno degli uomini. Ed è questa convinzione che muove anche Margherita, moglie in crisi di Alfonso. Margherita, interpretata da Ambra Angiolini, diventa un'adepta della Astri, una sua fedele scudiera. Quasi, si scopre ad odiarli, gli uomini, dando vita ad una sorta di guerra tra sessi. Divertita, però. E capace, pure di far emergere le abissali differenze tra il maschile e il femminile, i desideri degli uni e le aspettative, quasi mai soddisfatte, delle altre.
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iStock
La nuova applicazione, in parte accessibile anche ai non clienti, introduce servizi innovativi come un assistente virtuale basato su Intelligenza artificiale, attivo 24 ore su 24, e uno screening audiometrico effettuabile direttamente dallo smartphone. L’obiettivo è duplice: migliorare la qualità del servizio clienti e promuovere una maggiore consapevolezza dell’importanza della prevenzione uditiva, riducendo le barriere all’accesso ai controlli iniziali.
Il lancio avviene in un contesto complesso per il settore. Nei primi nove mesi dell’anno Amplifon ha registrato una crescita dei ricavi dell’1,8% a cambi costanti, ma il titolo ha risentito dell’andamento negativo che ha colpito in Borsa i principali operatori del comparto. Lo sguardo di lungo periodo restituisce però un quadro diverso: negli ultimi dieci anni il titolo Amplifon ha segnato un incremento dell’80% (ieri +0,7% fra i migliori cinque del Ftse Mib), al netto dei dividendi distribuiti, che complessivamente sfiorano i 450 milioni di euro. Nello stesso arco temporale, tra il 2014 e il 2024, il gruppo ha triplicato i ricavi, arrivando a circa 2,4 miliardi di euro.
Il progetto della nuova app è stato sviluppato da Amplifon X, la divisione di ricerca e sviluppo del gruppo. Con sedi a Milano e Napoli, Amplifon X riunisce circa 50 professionisti tra sviluppatori, data analyst e designer, impegnati nella creazione di soluzioni digitali avanzate per l’audiologia. L’Intelligenza artificiale rappresenta uno dei pilastri di questa strategia, applicata non solo alla diagnosi e al supporto al paziente, ma anche alla gestione delle esigenze quotidiane legate all’uso degli apparecchi acustici.
Accanto alla tecnologia, resta centrale il ruolo degli audioprotesisti, figure chiave per Amplifon. Le competenze tecniche ed empatiche degli specialisti della salute dell’udito continuano a essere considerate un elemento insostituibile del modello di servizio, con il digitale pensato come strumento di supporto e integrazione, non come sostituzione del rapporto umano.
Fondato a Milano nel 1950, il gruppo Amplifon opera oggi in 26 Paesi con oltre 10.000 centri audiologici, impiegando più di 20.000 persone. La prevenzione e l’assistenza rappresentano i cardini della strategia industriale, e la nuova Amplifon App si inserisce in questa visione come leva per ampliare l’accesso ai servizi e rafforzare la relazione con i pazienti lungo tutto il ciclo di cura.
Il rilascio della nuova applicazione è avvenuto in modo progressivo. Dopo il debutto in Francia, Nuova Zelanda, Portogallo e Stati Uniti, la app è stata estesa ad Australia, Belgio, Germania, Italia, Olanda, Regno Unito, Spagna e Svizzera, con l’obiettivo di garantire un’esperienza digitale omogenea nei principali mercati del gruppo.
Ma l’innovazione digitale di Amplifon non si ferma all’app. Negli ultimi anni il gruppo ha sviluppato soluzioni come gli audiometri digitali OtoPad e OtoKiosk, certificati Ce e Fda, e i nuovi apparecchi Ampli-Mini Ai, miniaturizzati, ricaricabili e in grado di adattarsi in tempo reale all’ambiente sonoro. Entro la fine del 2025 è inoltre previsto il lancio in Cina di Amplifon Product Experience (Ape), la linea di prodotti a marchio Amplifon già introdotta in Argentina e Cile e oggi presente in 15 dei 26 Paesi in cui il gruppo opera.
Già per Natale il gruppo aveva lanciato la speciale campagna globale The Wish (Il regalo perfetto) Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, oggi nel mondo circa 1,5 miliardi di persone convivono con una forma di perdita uditiva (o ipoacusia) e il loro numero è destinato a salire a 2,5 miliardi nel 2050.
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