Usa 2020, tra i dem avanza Tom Steyer, miliardario ambientalista e anti Trump - La Verità
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Usa 2020, tra i dem avanza Tom Steyer, miliardario ambientalista e anti Trump

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Si è registrato qualche cambiamento, negli ultimi giorni, nella corsa dei candidati alla nomination democratica del 2020. Il deputato californiano, Eric Swalwell, si è ritirato lo scorso 8 luglio, a causa dei magri risultati ottenuti in termini sondaggistici. Durante il dibattito televisivo di Miami aveva cercato di farsi notare, criticando il front runner, Joe Biden, per l'età avanzata e invitandolo a «passare il testimone». Peccato per lui, che questa strategia non avesse sortito il benché minimo effetto. Un fallimento che lo ha spinto così a tirarsi indietro.

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Il vicolo cieco dei progressisti newyorchesi

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Non sono tempi rosei, questi, per il progressismo newyorchese. Bill de Blasio sembra infatti ormai vicino alla resa. Il sindaco della Grande Mela è stato escluso dal dibattito televisivo tra i candidati democratici che si terrà la prossima settimana a Houston (in Texas), non essendo riuscito a rispettare i criteri di ammissione in termini di sondaggi e raccolta fondi. E ora questo fallimento ha gettato il primo cittadino nello sconforto.

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Lo spettro del conflitto di interessi continua a perseguitare Joe Biden

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Tra i tanti problemi che lo affliggono in questa campagna elettorale, Joe Biden rischia di trovarsene uno particolarmente spinoso: i suoi parenti. Il fratello minore dell'attuale front runner democratico, James, avrebbe infatti promesso ai dirigenti di due aziende sanitarie concreti aiuti nel loro business, sfruttando la propria vicinanza all'ex vicepresidente. A sostenerlo sono alcune dichiarazioni giurate, depositate in un tribunale federale del Tennessee lo scorso venerdì.

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È guerra tra i democratici per la conquista del South Carolina. E intanto Trump gongola

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Kamala Harris (Ansa)

Non solo Iowa e New Hampshire. Un altro Stato tradizionalmente fondamentale nel processo elettorale delle primarie (sia repubblicane che democratiche) risulta il South Carolina. E questo per una serie di ragioni. Innanzitutto perché si tratta generalmente del primo territorio meridionale in cui si tengono votazioni. In seconda istanza, perché è il primo Stato realmente popoloso in cui hanno luogo delle primarie.

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I dem Usa vogliono abolire l'immigrazione clandestina

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Scintille a Detroit. Il primo dei due dibattiti televisivi tra i candidati democratici organizzati da Cnn si è rivelato non poco agguerrito. Una lotta senza esclusione di colpi, che ha palesato dinamiche relativamente inattese.

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I dem litigano già sulle macerie dell'Obamacare

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I dossier ampiamente divisi nell'attuale corsa elettorale verso la nomination democratica del 2020 fioccano. E, tra questi, un ruolo di primo piano è certamente incarnato dalla questione sanitaria. Una questione che, da almeno tre anni, sta scavando solchi sempre più profondi in seno all'Asinello. E che adesso rischia di deflagrare, nell'ambito di primarie già abbastanza litigiose.

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La seconda puntata delle primarie dem è cannibalismo interno

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Un dibattito democratico ad alto grado di rissosità. Rispetto alla noia soporifera del confronto di mercoledì sera, quello di stanotte è risultato decisamente più movimentato, con i dieci candidati sul palco che hanno alla fine esemplificato l'autentica situazione in seno all'Asinello: litigiosità allo stato puro, condita da manie di protagonismo e da una certa ipocrisia. La seconda serata è stata quella dei big: e questo ha determinato non poca attesa in casa democratica. I vari candidati si sono concentrati per smontare quanto fatto da Bernie Sanders e Joe Biden. Entrambi dell'Asinello.