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Dalla perfida Albione al prof di Parma. Elogio Unesco, c’è chi mastica amaro

Dalla perfida Albione al prof di Parma. Elogio Unesco, c’è chi mastica amaro
iStock
Il riconoscimento della nostra cucina Patrimonio dell’umanità ha scatenato i detrattori: c’è il giornalista inglese che la bolla come «bugia» o l’accademico tricolore che sentenzia che il grana sia nato in America.

Ci piace immaginare che lassù, nell’Eden dei sapienti, un profeta e un custode delle tradizioni culinarie e gastronomiche italiane, Pellegrino Artusi e Orio Vergani, seduti a una tavola apparecchiata con tovaglie di Fiandra (in quel paradiso, a differenza di certi ristoranti italiani stellati e no, le tovaglie si usano ancora), abbiano festeggiato il riconoscimento dell’Unesco alla cucina italiana elevata a Patrimonio immateriale dell’umanità. Un Patrimonio che entrambi hanno salvaguardato portando alla sua costruzione immateriali, ma solidi mattoni del sapere, della cultura e dell’amore per il cibo. Ci piace anche immaginare che allo stesso tavolo, a festeggiare, si siano seduti anche due santi: San Francesco Caracciolo, patrono dei cuochi e della cucina italiana, e San Pasquale Baylon, protettore dei pasticcieri che lo considerano l’inventore dello zabaione. Sicuramente i due santi con l’aureola fatta con un’invitante crosticina dorata il primo, con la panna montata il secondo, una spintarella nel momento della decisione a New Delhi, lo scorso 10 dicembre, l’hanno data.

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Gianluca Nana: «Non c’è solo il filetto, è la cottura giusta che valorizza la carne»
Gianluca Nana
Il macellaio: «Quella stagionata è una moda, ma è davvero più gustosa. Per fare miracoli bastano un forno e una padella (non troppo calda)».

Gianluca Nana è un professionista della carne che spopola sui social ma che ha alle spalle grande esperienza, tanto lavoro, tanti viaggi e tantissima passione. Ha aperto Nana Meat & Wine a La Spezia e per l’editore Gribaudo ha pubblicato Non è solo un pezzo di carne. Sceglierla, cucinarla e mangiarla in modo consapevole, un manuale fondamentale per gli appassionati.

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Antonella Elia: «Dopo tanti reality sogno una fiction»
Antonella Elia (Ansa)
La showgirl: «Nella vita non riesco a fingere, però mi piacerebbe entrare in un altro personaggio, magari drammatico. A Mike e Corrado non riesco a trovare difetti. Vianello scherzava su tutto, anche su sé stesso».

Quando si ricorda bambina in una Torino imbiancata dalla neve a Natale ha quel modo incantato di raccontare come fosse una fiaba. È anche questo il modo di essere di Antonella Elia, forse quello che di lei aveva colpito anche Mike. Con la sua spontaneità una volta lo fece sobbalzare ma le voleva così bene che subito dopo la abbracciò.

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Il culto del ribelle spinge la civiltà al suicidio
Ansa
Il morbo che infesta l’Occidente non viene da fuori, ma è interno. È l’idolatria della trasgressione fine a sé stessa, che ha inizio storicamente con la Riforma luterana. La salvezza sta nel tornare ad amare il Padre. Ed è possibile, anzi sta già avvenendo.

L’Occidente rischia di pagare con la propria morte l’innamoramento per il ribelle. L’atroce bagno di sangue della Rivoluzione francese, l’orrendo bagno di sangue della Rivoluzione d’ottobre sono ribellioni approvate e amate.

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Dimmi La Verità | Federica Onori (Azione): «Una proposta di legge per bimbi senza passaporto»

Ecco #DimmiLaVerità del 22 giugno 2026. La deputata di Azione Federica Onori ci spiega la proposta di legge per i bimbi senza passaporto.

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