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L’intesa Ue-India è uno schiaffo alla realtà

L’intesa Ue-India è uno schiaffo alla realtà
Narendra Modi e Ursula von der Leyen (Ansa)
Con l’accordo di libero scambio, l’Unione cerca di perpetuare quel modello fallimentare che ci ha condannato al declino: invece di constatare la fine della globalizzazione e puntare sui consumi interni, come suggerisce perfino Draghi, cerca mercati di sbocco.

La specialità della casa dell’Unione europea, in qualsiasi campo, è il rifiuto della realtà. O, elemento complementare, il prevalere ottuso dell’ideologia. Difficile trovare altre parole di fronte a una burocrazia che, nonostante i numerosi e inequivocabili segnali sulla fine della terza globalizzazione, insiste con anacronistici (e suicidi) accordi di libero scambio.

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Leone XIV ha affermato di considerarla una cosa «non molto cristiana». In realtà non si tratta di deportazione, ma di uno strumento legale che serve a rimpatriare i criminali stranieri. Non mancano moniti al centrodestra sul caso Vannacci: «Escluderlo significa perdere le elezioni». E ricorda che «la sinistra al governo fa paura con patrimoniali mascherate e transizione energetica selvaggia. Se vincessero loro, il nome forte per il ministero dell’Economia è l’ex capo del Fisco Ruffini, un esattore pronto a mettere le mani in tasca agli italiani, sulla scia dei prelievi forzosi del passato».

Rifugiato fa sesso con una bambina. Secondo il giudice però non è stupro
Ansa
Le motivazioni della tenue condanna di un bengalese a Brescia: la gravidanza della piccola prova il rapporto, non la coercizione.

Aveva messo incinta una bimba di dieci anni, ospite come lui del centro d’accoglienza di San Colombano di Collio, in provincia di Brescia, e, per questo, era stato arrestato.

Ora, però, per il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Brescia, Valeria Rey, la gravidanza è prova del rapporto sessuale, ma non della coercizione.

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Coppia gay adotta, sevizia e uccide un bimbo
Nel riquadro in basso a sinistra, Preston Davey, Jamie Varley, il fidanzato John McGowan e la madre di Preston, Sarah (Getty Images)
Un insegnante è stato condannato all’ergastolo perché, con il suo compagno, ha abusato di un piccolo di 13 mesi, morto durante l’ennesima aggressione sessuale. Secondo la nonna, i servizi sociali non hanno mosso un dito per non essere tacciati di omofobia.

Morto a 13 mesi dopo essere stato sottoposto, negli ultimi 120 giorni, ad abusi fisici, sessuali ed emotivi. Mancano aggettivi umani per definire l’orrore riservato al piccolo Preston Davey, ucciso nel luglio del 2023 da Jamie Varley, un insegnante di 37 anni, condannato ieri all’ergastolo dopo un processo durato otto settimane.

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Gli Stati contro il nuovo bilancio Ue. Merz gela tutti: mai più debiti comuni
Friedrich Merz (Ansa)
  • A Bruxelles il cancelliere austriaco Stocker avverte: «Non siamo il bancomat dell’Unione». La Meloni incontra i leader degli altri 15 Paesi che si battono per non ridurre le risorse a territori e agricoltura.
  • Costa, l’alter ego della Von der Leyen, non è riuscito a trovare un compromesso tra i «frugali» e gli altri. Una spaccatura che di fatto aumenta la sfiducia reciproca.

Lo speciale contiene due articoli.

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