Continua la faida tra il governatore della Liguria Marco Bucci e il direttore del Secolo XIX Michele Brambilla. Quest’ultimo ha accusato il primo di avere pubblicato una loro chat privata, Bucci ha ricordato che ad autorizzarlo era stato pubblicamente il giornalista. Fatto sta che alla fine, in questa guerra fatta di accuse di schedature di giornalisti ritenuti dal politico autori di articoli orientati, è stato il direttore a pubblicare online quasi integralmente la sua chat con Bucci.
Un dialogo da cui emergono i messaggi critici del governatore per alcuni articoli, ma anche le risposte cortesi e di grande disponibilità del direttore. Per esempio è lo stesso Brambilla che, di fronte alla contestazione di parzialità da parte del sindaco di Sestri Levante (lamentela inoltrata da Bucci), ammette: «Ho parlato con Daniele Grillo […] dice che effettivamente prima, con il capo precedente, l’edizione era sbilanciata, ma adesso non più. Parlerà con il sindaco di Sestri […]». Poi offre spazio e rimarca che il suo mandato è di «essere imparziali e dare spazio a tutti». All’arrivo di Brambilla, Bucci si mostra molto fiducioso e scrive: «Faremo insieme una grande Liguria». Il giornalista cerca di mantenere buoni rapporti. Promette verifiche sugli articoli contestati e possibilità di repliche. Evita lo scontro. Un paio di mesi dopo essersi insediato, scrive al governatore: «Se vuoi ci sentiamo e ti segnalo un paio di persone che potrebbero fare qualcosa per la cultura». In un’occasione Bucci si complimenta per un articolo di fondo scritto da Brambilla («Hai fatto un ottimo lavoro»). Il direttore risponde con entusiasmo: «Grazie Presidente!!!!!». Quando Bucci si lamenta, le risposte sono diplomatiche: «Adesso leggo e ti dico»; «Oggi rimediamo, promesso»; «Segnala sempre»; «Ok, ne parlo con la redazione»: «Ho parlato con i miei, se vuoi ti dico». Tutte risposte che forse a un politico lasciano immaginare spazi di manovra. In un’occasione Brambilla annuncia: «Domani esce pezzo Cisl. L’ho titolato io». Risposta: «Grazie». Altro messaggio: «Dimmi quando puoi la prossima settimana che ti faccio l’intervistona di Natale (spero che tu abbia visto che abbiamo intervistato anche tutti i tuoi assessori… una paginata a testa)». Brambilla precisa che l’intervista uscirà in uno dei giorni in cui il quotidiano vende di più.
Di fronte alle lamentele di Bucci («Mi sembra un articolo completamente strumentale») per un pezzo riguardante le presunte pecche nei servizi dedicati alle persone senza fissa dimora, Brambilla rassicura Bucci: «Farò fare un servizio sul Massoero (un asilo notturno, ndr). La settimana prossima ci vediamo». Ma quando l’Ordine dei giornalisti scopre i «dossier» sugli articoli del Secolo preparati dallo staff di Bucci, scoppia il finimondo e tra i due protagonisti volano gli stracci. Con tanto di denunce e controdenunce (annunciate da Bucci). Ieri Brambilla ha picchiato duro sul suo giornale: «Marco Bucci ha passato il limite pubblicando senza chiedermi l’autorizzazione le mie chat con lui. Sono tra l’altro chat in cui, se uno le legge tutte, è chiaro che io protesto per le sue ingerenze». Quindi ha accusato il governatore di avere «mentito in qualità di presidente della Regione Liguria». Il motivo? Ha affermato di «non sapere nulla di un vademecum per le elezioni amministrative, cioè di un manuale di istruzioni su come il Secolo avrebbe dovuto seguire la sfida tra Silvia Salis e Pietro Piciocchi». E aggiunge: «L’unico che ne esce male è Bucci, che anche ieri ha perseguito il suo disegno di menzogna, sostenendo che io ero d’accordo con lui nel confezionare dossier contro i miei giornalisti». Il governatore ieri su Facebook ha controreplicato ad «accuse e insinuazioni» di Brambilla. Innanzitutto nega che i messaggi con il vademecum inviati dall’editore siano a lui riferibili: «Le chat […] non contengono in alcun punto il mio nome e in nessuna maniera possono essere a me attribuibili. Non rappresentano alcuna prova». Non basta: «I documenti apparsi in fotografia e menzionati (da Brambilla, ndr) non sono roba mia né del mio staff. Non so come possa aver dimostrato che sono i miei». Quanto all’autorizzazione alla pubblicazione delle chat quella, evidenzia Bucci, l’ha data lo stesso Brambilla «a mezzo stampa in data 12 marzo» e, quindi, per il politico, «lascia sbigottiti l’ennesima bugia» del giornalista, che, «per primo e senza alcuna autorizzazione, ha fatto pubblicare un messaggio […] attribuito» a Bucci. Per tutto questo il governatore fa sapere che, «a tutela dell’immagine di Regione Liguria», la vicenda anziché sui giornali, da adesso, verrà affrontata nelle aule giudiziarie. Ma da questa guerra senza esclusione di colpi tra il presidente di centrodestra della Regione e il principale quotidiano locale l’unica a trarre vantaggio saranno la sindaca Silvia Salis e la sua maggioranza.






