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Per combattere la piaga della droga servono comunità, non pipette gratis

Per combattere la piaga della droga servono comunità, non pipette gratis
iStock
Dopo Bologna, anche Torino prova a vincere la partita con il crack fornendo ai tossici gli strumenti del mestiere. Ma si tratta di una misura che nel migliore dei casi è limitata, nel peggiore è dannosa.

Il Comune di Bologna, guidato dal sindaco Matteo Lepore, per combattere la piaga della diffusione di una droga micidiale come il crack distribuisce pipette sterili nella logica di diminuire il danno. Il Comune di Torino fa lo stesso. Nel capoluogo del Piemonte «l’emergenza in questo momento si chiama crack.

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L’ex magistrato che ama il potere (e le cozze)
Michele Emiliano (Imagoeconomica)
Sindaco di Bari per dieci anni e governatore pugliese per altri dieci, ha fatto della spregiudicatezza nelle frequentazioni e nelle parole il suo marchio di fabbrica. Come quando ricevette chili e chili di pesce dal discusso imprenditore Degennaro.

Cognome e nome: Emiliano Michele. Nato nel 1959 a Bari. Dove è stato sindaco di centrosinistra dal 2004 al 2014.

A fine mandato: «Sputatemi in faccia se mi candido alla presidenza della Regione».

Un anno dopo, oplà: corre e diventa governatore, rimanendolo dal 2015 al 2025.

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Brambilla pubblica le chat con Bucci. E lui annuncia una contro querela
Marco Bucci (Imagoeconomica)
Prosegue il battibecco tra governatore e direttore del «Secolo XIX» sui presunti dossier.

Continua la faida tra il governatore della Liguria Marco Bucci e il direttore del Secolo XIX Michele Brambilla. Quest’ultimo ha accusato il primo di avere pubblicato una loro chat privata, Bucci ha ricordato che ad autorizzarlo era stato pubblicamente il giornalista. Fatto sta che alla fine, in questa guerra fatta di accuse di schedature di giornalisti ritenuti dal politico autori di articoli orientati, è stato il direttore a pubblicare online quasi integralmente la sua chat con Bucci.

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Scontro sul calcio a sbafo. Il colosso Usa della rete fa ricorso contro Agcom
Getty Images
Cloudflare impugna la multa imposta dall’Authority per il rifiuto di bloccare i siti pirata. L’agenzia le avrebbe negato l’accesso a documenti essenziali.

Giusto il tempo di una tregua olimpica e in Italia riparte quella che un po’ prosaicamente è stata definita la saga del «pezzotto». Cloudflare, il colosso tech a stelle e strisce che garantisce velocità e sicurezza alle connessioni di una fetta importante dell’internet globale (supporta il 40% delle aziende Fortune 500) contro l’Agcom. Secondo quello che risulta alla Verità, infatti, nelle prossime ore, già domani, la multinazionale guidata da Matthew Prince presenterà ricorso al Tar contro la sanzione (multa da 14 milioni di euro) che, parola di cofondatore, sarebbe stata presa senza «un giusto processo» e «per conto di una cricca di élite mediatiche europee scollegata dalla realtà».

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Ong salvate ancora una volta da un giudice
Sea Eye 5
Ministero dell’Interno condannato dal tribunale di Ragusa per il fermo della Sea Eye 5. Accolto il ricorso degli attivisti tedeschi. Le autorità italiane indicarono Taranto come porto sicuro in cui attraccare, ma il comandante pretese di sbarcare a Pozzallo.

Le Ong in tribunale la fanno di nuovo franca. Questa volta a Ragusa, dove il giudice civile Rosanna Scollo ha annullato l’ennesimo fermo amministrativo, accogliendo l’opposizione presentata dalla Sea Eye 5 contro il provvedimento disposto dalla Prefettura: fermo di 20 giorni nel porto di Pozzallo, dove la nave era attraccata il 16 giugno del 2025, cancellato e spese di lite (518 euro), oltre ai compensi legali (2.000 euro), a carico del ministero dell’Interno. Per la toga siciliana, «la condotta» della Ong risulterebbe «conforme alla normativa vigente, non essendosi la nave arbitrariamente rifiutata di fornire informazioni o di osservare indicazioni, bensì essendosi limitata a rappresentare la situazione concreta».

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