Trump è come Reagan. E merita il Nobel

Ho un suggerimento per i cervelloni del Nobel. Invece di assegnare il premio per la pace a capocchia, come di solito fanno per mancanza di idee (nel 2012 lo diedero all'Europa, che ad ogni conflitto se ne sta a guardare con le mani in mano), diano l'ambito riconoscimento a Donald Trump. Se ieri il dittatore della Corea del Nord e il leader della Corea del Sud si sono abbracciati, lo si deve proprio al presidente degli Stati Uniti e alla sua tanto vituperata politica internazionale. Se non ci fosse stato il bullo con il toupé arancione, il razzista, l'ignorante, il presidente sessista che prende le donne per la vagina, un misogino e un pallone gonfiato (tutti epiteti usati per definire l'attuale inquilino della Casa Bianca) Kim Jong Un non avrebbe attraversato il confine che da oltre settant'anni divide le due Coree e non avrebbe stretto la mano a Moon Jae In.

Roberto Cingolani annuncia un primo punto di incontro sul bando, per limare i divieti e le nuove tasse. Ma rimane la questione dei materiali bio ricavati dalle fibre vegetali, un settore in cui siamo leader: «Lettura vecchia»
Nel riquadro Kate Grimes (Getty Images)
Kate Grimes contro le influenze esercitate dall'associazione arcobaleno Stonewall sul sistema sanitario: «Non ci fa proteggere i pazienti, soffoca la libertà di parola e dà consigli che aprono contenziosi legali».
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