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Ma pure a sinistra bocciano la patrimoniale

Ma pure a sinistra bocciano la patrimoniale
Da sinistra: Piero De Luca, segretario regionale pd della Campania, il leader del M5s Giuseppe Conte e l’economista Carlo Cottarelli (Ansa)
La gabella ideata da Schlein e Landini fa venire l’orticaria persino a compagni di partito e possibili alleati. Dopo la presa di distanza di Conte, il dem De Luca jr. smentisce che l’idea sia condivisa. Scettici anche Ruffini (ex capo dell’Agenzia delle entrate) e Cottarelli.

«Continuiamo così: facciamoci del male», diceva Nanni Moretti, e non è un caso che male fa rima con patrimoniale. L’incredibile ennesimo autogol politico e comunicativo della sinistra ormai targata Maurizio Landini è infatti il rilancio dell’idea di una tassa sui patrimoni degli italiani. I più ricchi, certo, ma anche quelli che hanno già pagato le tasse e le hanno pagate più degli altri.

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Ira di Vance: la guerra «facile» era una balla
JD Vance insieme a Benjamin Netanyahu (Ansa)
Il vicepresidente Usa ha criticato aspramente Benjamin Netanyahu per aver «venduto» il conflitto nel Golfo come un intervento lampo. Intanto, il numero due alla Casa Bianca, designato per guidare le future trattative con l’Iran, ieri ha incontrato il premier del Qatar.

La Casa Bianca sarebbe cautamente ottimista sull’iniziativa diplomatica volta chiudere la guerra con l’Iran. A riferirlo, è stata ieri la Cbs. Sempre ieri, era attesa, secondo Reuters, la risposta ufficiale di Teheran al piano di pace presentato dall’amministrazione Trump. Risposta che, nel momento in cui La Verità andava in stampa, non era ancora arrivata. Per ora, l’unica cosa certa è il crescente peso politico di JD Vance.

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Pechino aiuta l’Iran, asse Kiev-Riad. Dal Donbass al Golfo, la guerra è una
Volodymyr Zelensky con Mohammad bin Salman Al Sa'ud (Ansa)
Volodymyr Zelensky vola in Arabia Saudita e firma un accordo di cooperazione sulla Difesa. Intanto il regime sciita, sotto il fuoco israelo-americano, riceve chip dal gigante asiatico. I fronti sono diversi, ma la partita è unica.

La guerra in Ucraina e il confronto militare con l’Iran stanno progressivamente saldandosi in un’unica dinamica strategica, trasformando due crisi separate in un confronto globale tra potenze. L’intesa politica, economica e militare siglata tra l’Arabia Saudita e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky indica che Riad non intende più mantenere una posizione di equidistanza e punta a rafforzare il proprio peso diplomatico ed energetico con un ruolo più attivo anche nel dossier ucraino.

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Orazio Sciortino, pianista concertista e compositore contemporaneo, ci guida nel mondo della musica «colta» di oggi. Un'apparente Babele del linguaggio nella quale tutti gli ingredienti del passato sono a disposizione degli artisti.

Trump perde il tocco magico. I mercati si fidano meno: petrolio e interessi in risalita
Donald Trump (Ansa)
Le dichiarazioni contraddittorie del presidente sulla guerra non convincono più gli investitori che riportano il tasso del bond decennale Usa alla soglia critica del 4,5%.

Donald Trump ha perso il tocco magico. Non è più il domatore di Wall Street. Il suo mandato aveva trasformato l’incoerenza in arte. La sorpresa in strategia. I mercati fremevano ad ogni tweet. Poi la guerra in Iran e l’incantesimo si è rotto. Da quando sono cominciati i bombardamenti ha inondato Truth e il resto del pianeta con una collezione di dichiarazione contraddittorie come un oracolo in giornata storta.

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