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Sul reddito Tridico ha fatto danni per 1 miliardo l’anno

Sul reddito Tridico ha fatto danni per 1 miliardo l’anno
Pasquale Tridico (Getty Images)

Gli omessi controlli hanno permesso che una fetta enorme del provvedimento voluto dai 5 stelle non finisse ai poveri ma agli approfittatori. Il presidente dell’Inps si accontentava delle autodichiarazioni. Fasulle.

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Tortora e il caso delle toghe cadute in orrore
Fabrizio Gifuni è Enzo Tortora nella serie «Portobello» diretta da Marco Bellocchio (Ansa/Warner Bros)
La serie tv «Portobello» (Hbo Max) racconta il peccato originale della magistratura italiana. Una storia in sei puntate, diretta con maestria da Bellocchio, che ci riporta allo scandaloso arresto di un innocente. E che ci dice che il «sistema» non è cambiato.

Orrore giudiziario. Obbrobrio etico. Matrice satura, inscalfibile, di una certa magistratura. È il caso Enzo Tortora, il peccato originale delle toghe italiane. Orrore e non errore, come ha precisato in questi giorni Raffaele Della Valle, storico avvocato del conduttore di Portobello, protagonista dell’omonima serie tv diretta da Marco Bellocchio, da ieri interamente disponibile su Hbo Max, la prestigiosa piattaforma dello storytelling appena atterrata in Italia (produttori Our Films, Kavac Film, Arte, Rai Fiction, The Apartment, sceneggiatori lo stesso Bellocchio, Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore).

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Loggia Ungheria, assolto Amara: «Non ha rivelato segreti d’ufficio»
Piero Amara (Ansa)
Il pc del finanziere morto, con i verbali finiti al «Fatto», consultato da «sconosciuti».

Per la micidiale fuga di notizie del 2021 sulla cosiddetta Loggia Ungheria, il Tribunale di Milano ha assolto (come richiesto dalla Procura) l’ex avvocato Piero Amara, mentre ha condannato a 2 anni e 6 mesi il manager Vincenzo Armanna per calunnia. Quest’ultimo, secondo il giudice, avrebbe falsamente accusato l’ex poliziotto Filippo Paradiso di avere fatto circolare i verbali di interrogatorio di Amara (segretati) sulla presunta associazione segreta. Rimane un mistero chi abbia diffuso quelle carte giudiziarie.

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ll voto del Csm dopo il «Mattarella show» è il migliore spot per la riforma Nordio
Il Csm durante la visita di Sergio Mattarella (Ansa)
Appena Re Sergio, martedì, ha lasciato la riunione, il plenum ha distribuito incarichi secondo i voleri delle correnti: basta.

Raccolgo volentieri l’invito della Verità di spiegare le buone ragioni della riforma, non offuscate dalla cattive intenzioni che le si attribuiscono. Con alcuni colleghi curo da anni un blog divulgativo sui temi della giustizia e, in particolare, sui guasti del «correntismo». Si chiama toghe.blogspot.com altrimenti noto come «Uguale per tutti».

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Per l’Istituto Tecnè i cittadini favorevoli alla riforma sono in netto vantaggio (54-56% contro 44-46%). Ghisleri conferma oltre 4 punti di distacco. Mentre Youtrend ribalta le tendenze giocando sulla partecipazione.

«In questo mondo non c’è nulla di sicuro tranne la morte e le tasse», diceva Benjamin Franklin. Aggiungiamo: e la battaglia sui sondaggi in vista di una competizione elettorale. Manco a dirlo, ecco che il dibattito referendario ora si infiamma anche intorno alle previsioni dei sondaggisti, che «sondano», per l’appunto, l’umore degli italiani sulla riforma della Giustizia. Se fossimo in un Paese normale, la sintesi sarebbe: il Sì è in vantaggio ma la partita non è chiusa. Invece no: ora dobbiamo fare i conti anche con una nuova forma di sondaggio, quello a geometria variabile, che cambia la previsione finale a seconda dell’affluenza.

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