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Torna il vecchio progetto di creare la Grande Albania

Torna il vecchio progetto di creare la Grande Albania
Janez Janša (Ansa)

Secondo le indiscrezioni trapelate sulla stampa europea, il governo sloveno di Janez Janša avrebbe consegnato nel mese di marzo al Consiglio europeo un "non paper" nel quale si esamina la possibilità di rimodellare ancora una volta nella storia i confini della regione balcanica. Nello scenario presentato a Bruxelles, la cui esistenza non è stata smentita da nessuna cancelleria, si analizza l'opportunità di smembrare definitivamente, sulla base di un consenso diplomatico multilaterale, la Bosnia Erzegovina nonché creare una Grande Albania.

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Sfruttano Minneapolis contro Donald
Getty Images
Mentre in America la morte di Renée Good è analizzata in maniera seria, in Italia viene distorta per attaccare la Casa Bianca. I gruppi anti Ice finanziati da Soros.

È stato il New York Times, «autorevole» per definizione, a fornire un resoconto affidabile sui fatti di Minneapolis, dove Renée Good, 37 anni, è morta per colpi sparati a bruciapelo da un agente dell’Ice (Immigration and customs enforcement), agenzia federale degli Stati Uniti impegnata nella lotta all’immigrazione illegale.

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Lo Zar replica a Kiev con l’ipersonico ma il messaggio è per Washington
Vladimir Putin (Getty Images)
L’Oreshnik cade vicino al confine polacco. Il sindaco della capitale: «Chi può scappi».

L’annunciata rappresaglia russa in risposta al presunto attacco ucraino alla residenza di Vladimir Putin è arrivata: il missile ipersonico Oreshnik è stato sganciato sull’Ucraina occidentale, colpendo la regione di Leopoli.

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Rampini: «Donald agisce, Xi e Putin impotenti. Contano soltanto i rapporti di forza»
Federico Rampini (Ansa)
Il giornalista, da mercoledì in seconda serata su Canale 5: «Falso che la mossa di Donald Trump incentivi l’espansionismo sino-russo. Pechino rivendica Taiwan dal 2012, Mosca ha invaso con Barack Obama e Joe Biden».

Federico Rampini, il risiko geopolitico fluido di questi giorni non aiuta a orientarsi. Se dovessi fissare i punti cardinali del nuovo (dis)ordine mondiale, quali sarebbero?

«Primo: in geopolitica i rapporti di forza contano più dei buoni sentimenti. Secondo: usciamo da un trentennio di globalizzazione dove ridurre i costi e massimizzare i profitti era l’imperativo, entriamo nell’era della geoeconomia dove la sicurezza nazionale condiziona le strategie economiche. Terzo: bisogna studiare seriamente la storia, perché molti eventi di questo periodo hanno antefatti illuminanti (per esempio, Trump si è formato negli anni Settanta, è un “allievo” di Nixon). Quarto: nazioni e popoli che hanno una memoria imperiale riattivano velocemente i “muscoli” dei loro imperi passati».

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«Effetto» Venezuela: Colombia, Cuba e Messico si piegano alla dottrina Usa
Claudia Sheinbaum (Ansa)
Donald Trump: attacchi al Paese confinante per i narcos. E Claudia Sheinbaum apre. Bogotà chiede aiuti contro l’Eln, L’Avana molla Diaz-Canel.

Dopo il successo dell’operazione Absolut Resolve che ha portato l’ormai ex presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, in una prigione statunitense, non si ferma il confronto a distanza fra Donald Trump e i Paesi dell’area caraibica e latinoamericana. Il tycoon americano ha fermato la seconda ondata di attacchi prevista contro Caracas, sostenendo di non vederne attualmente la necessità, dato che Stati Uniti e Venezuela stanno lavorando bene insieme, soprattutto per quanto riguarda la ricostruzione del Paese.

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