Tasse record nel Regno socialista. Colpite case, pensioni e auto green

Forse perché si era spostato troppo a destra sull’immigrazione, tanto da scatenare reazioni durissime nel suo stesso partito, ecco che il premier laburista Keir Starmer è subito tornato a dire qualcosa di sinistra: tasse. Ma così tante che hanno fissato il record. Il governo socialista britannico si riallinea insomma al mood internazionale, si riconnette al neo sindaco di New York Mamdani e alle voci italiane che, in accordo con la Cgil di Landini, spingono per la patrimoniale. Peccato che l’aumento delle tasse presentato come «un aiuto concreto alle famiglie» arrivi proprio mentre la Gran Bretagna vari un grande piano di acquisto di armi. Il 25 febbraio scorso, infatti, proprio Starmer aveva annunciato che la spesa militare sarebbe aumentata al 2,5% del Pil entro il 2027, rispetto all’attuale 2,3%, per affrontare le nuove sfide della sicurezza in Europa. «Questo governo lancerà il più grande aumento della spesa militare dalla fine della guerra fredda», aveva spiegato alla Camera dei comuni.
Da qui, dunque, il nuovo piano sulle finanze pubbliche presentato dal governo con tanto di aumento delle imposte pari a 26 miliardi di sterline entro la fine della legislatura: «Un aumento record», ha commentato il Financial Times. Che ne ha svelato i giochini contabili, come quello che tiene fede all’impegno elettorale di non aumentare l’imposta sul reddito ma di congelare gli scaglioni provocando un aumento automatico per coloro che avevano avuto un aumento di retribuzione.
Insomma, gratta gratta esce sempre fuori questa idea cara a sinistra per cui se guadagni un po’ di più entri nella classifica dei ricchi o dei benestanti. Da colpire con una mossa che non ha eguali nel fisco britannico.
L’antipasto era già stato annunciato alcuni giorni fa e ce ne eravamo occupati perché riguardava l’invenzione di una nuova tassa da estendere anche alle auto elettriche, dopo l’ubriacatura di incentivi e di bonus nel Vecchio continente finalizzata all’acquisto delle macchine green. E infatti ecco il debutto di una «electric vehicle excise duty», cioè un prelievo sulla base dei chilometri effettuati a prescindere dal tipo di motore. Il motivo? «Tutte le auto contribuiscono all’usura delle nostre strade», ha spiegato la Reeves, quindi bisogna prelevare «in base a quanto i cittadini guidano e non solo al tipo di auto che possiedono. Con questa misura raddoppieremo i fondi per la manutenzione stradale in Inghilterra». Un capolavoro di retorica che troverà fan nelle file della sinistra italiana ed europea ma che sicuramente accrescerà la crisi di consensi dei Labour sempre più in caduta libera.
Non è un caso che i conservatori ma soprattutto il popolarissimo Reform Uk (nato sulle orme del Brexit Party) di Nigel Farage si siano gettati contro la legge di bilancio britannica. Oltre alla rimodulazione dell’imposta sul reddito, al centro delle critiche ci sono anche gli aumenti delle imposte sulle proprietà di lusso e sulle pensioni private. Sull’onda di quel che ha annunciato il neo sindaco di New York e su quello che piace alla Schlein e a Landini ecco l’aumento di 2 punti percentuali sulle tasse pagate sui redditi da dividendi e - fiato ai tromboni - una bella patrimoniale sugli immobili del valore superiore a due milioni di sterline.
«Stiamo introducendo un extra-tassa sulla council tax, una tariffa annuale di 2.500 sterline per immobili per un valore superiore a due milioni, che sale a 7.500 per immobili per un valore superiore a cinque milioni», ha commentato la «ministra dell’Economia» britannica indicando il valore politico (tutto da dimostrare) di beneficio alle famiglie. La solita fuffa retorica per giustificare l’aumento delle tasse.






