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Trump si gioca il «jolly» Putin per frenare i costi energetici e sgambettare ancora la Cina
Vladimir Putin (Ansa)
Il tycoon ha offerto di allentare le sanzioni sul greggio, lo zar ha avanzato «proposte» per risolvere la crisi in Medio Oriente. E con Pezeshkian ha invocato la de-escalation.

Dalle acque bollenti del Golfo Persico a quelle ghiacciate che bagnano l’Alaska, il passaggio non è più lungo di una telefonata. Come quella di lunedì sera tra Donald Trump e Vladimir Putin. Ed è significativo che a comporre il numero del Cremlino sia stato l’inquilino della Casa Bianca: in pubblico, il presidente americano elogia la campagna militare in Iran, che sarebbe in anticipo sui tempi, anzi, è «quasi finita»; sottotraccia, nell’amministrazione serpeggia l’angoscia per le conseguenze politiche di un conflitto senza una chiara strategia d’uscita. Mentre Benjamin Netanyahu insiste per combattere a oltranza, l’establishment repubblicano inorridisce di fronte al prezzo della benzina, già passato a quasi 3 dollari e 50 al gallone dai 2,30, o in alcuni casi gli 1 e 99, di cui Trump si era vantato nel suo discorso sullo stato dell’Unione. Ecco perché lo spirito di Anchorage, con la stretta di mano allo zar dell’agosto 2025, più che per risolvere la crisi in Ucraina, può adesso diventare un jolly nella delicata partita che si gioca attorno agli idrocarburi. E anche nella competizione a distanza di Washington con la Cina. Che osserva la potenza militare a stelle e strisce con la mente a Taiwan.

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Trump mette il turbo sulla pace: Crimea e Donbass alla Russia
Vladimir Putin (Ansa)
Il piano Usa: cessione di territori da parte di Kiev, in cambio di garanzie di sicurezza. Ma l’ex attore non ci sta e snobba Steve Witkoff.

Donald Trump ci sta riprovando. Nonostante la situazione complessiva resti parecchio ingarbugliata, il presidente americano, secondo la Cnn, starebbe avviando un nuovo sforzo diplomatico con la Russia per chiudere il conflitto in Ucraina. In particolare, l’iniziativa starebbe avvenendo su input dell’inviato statunitense per il Medio Oriente, Steve Witkoff, che risulterebbe in costante contatto con il capo del fondo sovrano russo, Kirill Dmitriev. «I negoziati hanno subito un’accelerazione questa settimana, poiché l’amministrazione Trump ritiene che il Cremlino abbia segnalato una rinnovata apertura a un accordo», ha riferito ieri la testata. Non solo. Sempre ieri, in mattinata, una delegazione di alto livello del Pentagono è arrivata in Ucraina «per una missione conoscitiva volta a incontrare i funzionari ucraini e a discutere gli sforzi per porre fine alla guerra». Stando alla Cnn, la missione rientrerebbe nel quadro della nuova iniziativa diplomatica, portata avanti dalla Casa Bianca.

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Putin, schiaffo all’Ue: «Per me l’Ucraina può pure entrare...»
Vladimir Putin (Ansa)
Lo zar dal vertice con Xi: «No invece all’ingresso nella Nato, è una cosa diversa». Oggi alla parata anche Kim Jong-un.
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Putin avanza in Africa: «Regalerò il grano»
Vladimir Putin (Ansa)
Il Cremlino rafforza le relazioni: «Pronti a inviare 50 tonnellate di cereali gratis». E riappare Evgeny Prigozhin al summit di San Pietroburgo. Volodymyr Zelensky: «La Crimea sarà presto reintegrata». Ma l’offensiva arranca. Il ministro degli Esteri di Mosca in visita in Corea del Nord.
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L’Europa chiacchiera sul tetto al gas. Intanto Putin chiude il rubinetto
(David Hecker/Getty Images)
Mentre Bruxelles studia una tassa sulle rinnovabili e Ursula Von der Leyen spinge per il price cap sulle forniture russe, Mosca agisce. Il Nord Stream resta chiuso per presunti guasti: in arrivo un’altra impennata del metano.
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