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Il piano di Kiev per la pace: la pulizia etnica
Mikhailo Podolyak (Ansa)
Il consigliere di Zelensky rivela l’intenzione di espellere i russofoni da ciò che rimarrà del territorio ucraino. Diktat pure all’Europa: «Vieti la propaganda pro Mosca». Bruxelles pronta a forzare i Trattati per il prestito da 90 miliardi, nonostante i veti di Orbán e Fico.

L’Ucraina ha un piano di pace: la pulizia etnica. Non sapremmo come altro definire il programma illustrato ieri da Mikhailo Podolyak. A Repubblica, che gli chiedeva «quale sarà il destino dei milioni di ucraini che vorrebbero il proprio Paese nel “mondo russo”», il consigliere di Volodymyr Zelensky ha risposto che «non ci sarà alcun “mondo russo” in Ucraina» e che le «restrizioni alla propaganda russa devono essere totali». A meno che l’idea non sia quella di smembrare davvero il Paese, rinunciando all’intero Donbass e conservando solo la parte del territorio occidentalizzata, se ne deduce che la classe dirigente di Kiev intende risolvere il problema delle minoranze russofone eliminandole. Magari non fisicamente, come ai tempi di Slobodan Milosevic nei Balcani: basterà respingerle. Invitarle, come ha fatto Podolyak, ad andare a «vivere in Russia, finché esisterà».

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Il presidente della Commissione fa lo spot all’industria bellica di Kiev: «È all’avanguardia, ma opera al 60%». E lancia una proposta perversa: acquistare i missili grazie ai prestiti Safe da chi poi ce li chiederà in regalo.
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Ecco l’esercito Ue: 5.000 uomini
Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz (Ansa)

In piene trattative per una tregua, Bruxelles vara il 17° pacchetto di misure contro Mosca. Come se gli altri 16 avessero funzionato... Ira di Trump per il boicottaggio. Il «Times»: «Meloni follemente amata». Sassoon: «I volenterosi? Fanno marketing, non politica».

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I filo Kiev si spaccano: Iv scarica Calenda
Carlo Calenda (Ansa)
Il leader di Azione oggi sfilerà per l’Ucraina insieme al Pd, ma non con gli ex alleati renziani, che lanciano un altro sit in. Scalfarotto: «Iniziativa giusta, ridicolo la faccia lui». Assenti anche i 5 stelle. Frizioni tra Forza Italia e Lega sulla sberla di Trump a Zelensky.
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All’Ue, che si è già svenata, toccherà sborsare per la ricostruzione e la protezione della nazione alleata, mentre gli Usa incamereranno le risorse minerarie per realizzare i processori. Capolavoro finale, dopo il suicidio economico delle sanzioni.
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