C’è una manina che allarga gli spread per costringere la Bce a intervenire
Il clima d’allarme generalizzato sembra funzionale a un intervento a favore di Parigi.
Il clima d’allarme generalizzato sembra funzionale a un intervento a favore di Parigi.
Lo spread sale a 118 punti base. Questa volta, però, la colpa non è dello Stivale: è Parigi (insieme ai bond Usa) ad agitare i mercati. Tengono solo i bund tedeschi.
A settembre i prezzi accelerano fino al 4,2%, invece del 3,8% atteso. Un problema in più per Giorgia, che annuncia: «Vogliamo prorogare il taglio al cuneo fiscale e la detassazione degli aumenti». Tra le ipotesi, Irpef giù dal 35 al 33% ed estensione della flat tax.
Il differenziale con i bond tedeschi torna ai livelli del maggio 2025. Pesa l’inflazione, che porterà la Bce a tenere i tassi alti a lungo. In salita pure i rendimenti dei Treasury americani e dei buoni del Tesoro francesi, che toccano i massimi da 18 anni.
La sconfitta al referendum sulla giustizia e lo choc energetico causato dal conflitto hanno spianato la strada a fondi e istituzioni che puntano contro il governo.
La società belga che li detiene avvisa dei rischi sul debito. Mosca minaccia ritorsioni.
Per l’ex ministro «il rischio che l’Italia non rimborsi il suo debito è pari a zero». Un dito puntato sulle inefficienze della Lagarde.
I tassi restano fermi. Forse se ne parlerà a dicembre. Occhi sulla Francia: «Pronti a intervenire per calmare i mercati».
L’ex ministro francese ha inanellato una serie di gaffe. Agli esordi del Covid disse che il suo lavoro non era abbassare lo spread: Borse giù e retromarcia. Durante la crisi energetica consigliò l’uso della bici.
Tornano le pressioni sull’Italia per la ratifica della riforma. Spread sotto i 100 punti: è il momento giusto per dire basta.
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