Fmi, Ocse, manine italiane: riparte l’assalto al debito per mettere in crisi Meloni
La sconfitta al referendum sulla giustizia e lo choc energetico causato dal conflitto hanno spianato la strada a fondi e istituzioni che puntano contro il governo.
La sconfitta al referendum sulla giustizia e lo choc energetico causato dal conflitto hanno spianato la strada a fondi e istituzioni che puntano contro il governo.
La società belga che li detiene avvisa dei rischi sul debito. Mosca minaccia ritorsioni.
Per l’ex ministro «il rischio che l’Italia non rimborsi il suo debito è pari a zero». Un dito puntato sulle inefficienze della Lagarde.
I tassi restano fermi. Forse se ne parlerà a dicembre. Occhi sulla Francia: «Pronti a intervenire per calmare i mercati».
L’ex ministro francese ha inanellato una serie di gaffe. Agli esordi del Covid disse che il suo lavoro non era abbassare lo spread: Borse giù e retromarcia. Durante la crisi energetica consigliò l’uso della bici.
Tornano le pressioni sull’Italia per la ratifica della riforma. Spread sotto i 100 punti: è il momento giusto per dire basta.
Per il premier la bozza non sarebbe soddisfacente. La Schlein strumentalizza i rincari.
Male i titoli di Stato: il Gilt a dieci anni è arrivato a 4,93%, il record dal 2008. I mercati temono che sia l’ora della stagflazione. Gli investitori scappano perché avversano le politiche green e le scelte dell’esecutivo.
Il bollettino di Francoforte: la disoccupazione diminuisce più che negli altri Paesi e lo spread cala grazie alle manovre.Il dollaro ormai prossimo alla parità con l’euro favorisce l’export europeo. I primi segnali arrivano dalla Germania. Wall Street teme lo stop…
Il numero uno della Banca centrale europea è contro l'Italia? La scorsa settimana Francoforte ha deciso di tagliare l'acquisto di titoli di Stato italiani e di privilegiare quelli tedeschi.
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