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I rossi ormai sdoganano pure l’odio. «Giustificato contro i nemici politici»
Roberto Saviano
Nel suo ultimo libro, Michela Murgia sosteneva che il livore appartiene a tutti e non va affatto represso, anzi. Tesi ripresa oggi pure da Saviano, che lo esalta a virtù civile. «Legittimando» le morti di Kirk e Deranque.

Cambiano il percorso ma arrivano sempre nello stesso posto; cambiano i toni ma le conclusioni sono ogni volta le medesime. Anni fa fu Walter Veltroni a elaborare la formula subdola ma efficace secondo cui bisogna «odiare l’odio». Sotto la banalità si nascondeva un pensiero feroce e affilato: odiare l’odio significa, nei fatti, «odiare gli odiatori». Tradotto: basta accusare qualcuno di essere un odiatore e su di lui ci si può accanire senza pietà, che è esattamente ciò che è accaduto in questi anni a chiunque abbia rifiutato di farsi chiudere nel recinto progressista. In nome della lotta contro l’odio sono state commesse le peggiori nefandezze, appoggiate le censure più intolleranti e approvate le più rabbiose discriminazioni. L’intera impalcatura totalitaria del woke nasce proprio usando la battaglia contro l’odio come scusa.

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Le querele delle Ong costano più delle altre
(Imagoeconomica)
Solo quando si contestano i taxi del mare la tolleranza dei giudici è bassa e la pena alta. Basti pensare ai 1.000 euro pagati da Saviano per aver dato dei «bastardi» a Meloni e Salvini. O alla Cassazione, che ha stabilito che si possono definire «parassiti» i politici.

Se si toccano le Ong arriva il conto. Se invece si insulta, anche in modo grave, un politico si trasforma in dialettica, critica, ordinario metodo. Il convoglio giudiziario della diffamazione a mezzo stampa rischia di deragliare per carico eccessivo di decisioni prese con la strumentazione del doppiopesismo. Partiamo dalla parola «pirati». In Italia «non si può dire che chi non rispetta la legge è un pirata». Un giudice del Tribunale di Milano, come ha ricostruito ieri il direttore Maurizio Belpietro, ha deciso che «è diffamazione».

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«Saluto romano», Saviano sbrocca su Musk
Roberto Saviano (Ansa). Nel riquadro Elon Musk
Il gesto ai fan col braccio teso diventa un caso solo in Italia, con lo scrittore idolo dei progressisti che gli augura «una fine violenta». Carlo Fidanza (Fdi): «È la solita tattica della sinistra per screditare il nemico». A Milano compare il fantoccio di Elon a testa in giù.
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Saviano ora si finge esule a Francoforte: «Alla Fiera del libro farò la resistenza»
Roberto Saviano (Ansa)
L’annuncio: «Vado a denunciare l’Italia della democratura». E ci sarà pure Antonio Scurati, che parlerà ancora del solito Benito Mussolini.
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Scommessa della Rai: De Martino ai pacchi. Risbuca pure Saviano
Stefano De Martino (Getty Images)
La tv pubblica punta sull’ex ballerino Stefano De Martino ad «Affari tuoi» senza rinunciare ai volti di sempre. Fiorello «si prende una pausa».
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