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Si getta dal camion rubato e muore. Indagati gli agenti che lo inseguivano
La questura di Aosta (Ansa)
Cinque poliziotti accusati di omicidio colposo in seguito al decesso di un malvivente, pluripregiudicato, dedito al furto di mezzi pesanti. Gli avvocati: «Dopo il caso Ramy i ladri si sentono autorizzati a fuggire».

A Milano si chiamava Ramy. In Valle d’Aosta si chiama Davide Suvilla. Due storie diverse, due dinamiche differenti, come le due indagini, ma c’è lo stesso punto politico e giudiziario che ritorna: che cosa devono fare le forze dell’ordine quando qualcuno decide di non rispettare l’ordine di fermarsi? Per di più se chi viene inseguito, un pregiudicato, sta guidando in una strada pubblica un camion da 15 tonnellate appena rubato e ha già provato a speronare più volte le due gazzelle della polizia.

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Sul caso Ramy la Procura ignora la Cassazione: deve pagare chi fugge all’alt
(Ansa)
Il carabiniere che guidava è accusato di omicidio stradale con «eccesso colposo nell’adempimento del dovere». Ma una sentenza del Palazzaccio ribalta la tesi dei pm.

Non è dato sapere se i magistrati della Procura della Repubblica di Milano, prima di chiedere il rinvio a giudizio del carabiniere Antonio Lenoci per rispondere di omicidio colposo stradale in persona di Ramy Elgaml, abbiano avuto modo di confrontarsi con una precedente sentenza della Cassazione che avrebbe dovuto indurli, se non altro, a qualche dubbio.

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Ramy, nelle chat nessun depistaggio
Ansa
La perizia sui telefoni degli agenti coinvolti conferma che non ci fu speronamento né tentativo di insabbiare la verità. E i carabinieri erano sinceramente provati.

A un anno e mezzo dalla notte milanese del 24 novembre 2024, quella dell’inseguimento dello scooter Tmax guidato da Fares Bouzidi terminato con lo schianto in via Ripamonti all’angolo con via Quaranta e con la morte di Ramy Elgaml, l’inchiesta giudiziaria è ancora aperta e continua a esaminare uno dei punti più discussi: cosa accadde davvero negli ultimi istanti dell’inseguimento.

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Caso Ramy, seconda bocciatura: il gip respinge di nuovo la perizia chiesta dalla Procura

Secondo stop del gip alla Procura: la perizia non si farà. Con le prove già acquisite, per il carabiniere ora dovrebbe prendere corpo l’ipotesi di archiviazione.

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Ramy, la sentenza che «blinda» l’Arma: «Inseguimento legale e doveroso»
Le motivazioni della condanna in primo grado dell’amico Fares Bouzidi fanno piazza pulita delle accuse mosse ai carabinieri.
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