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In un video tutte le contraddizioni del caso Ramy

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In un video tutte le contraddizioni del caso Ramy

La trasmissione Dritto e Rovescio, nella puntata andata in onda ieri in prima serata su Retequattro, ha pubblicato nuovi documenti sul caso Ramy che evidenziano delle discrepanze tra quanto dichiarato nel corso dell’interrogatorio da Fares Bouzidi - il ventiduenne che guidava lo scooter inseguito dai carabinieri la notte in cui è morto Ramy - e l’esito della perizia cinematica della Procura, che attribuirebbe proprio a lui la responsabilità dell’incidente e della conseguente morte di Ramy.

Nel servizio mandato in onda nel programma condotto da Paolo Del Debbio, vengono messe a confronto le dichiarazioni di Fres con gli esiti della perizia.

Fares, ripercorrendo quanto è accaduto la notte del 24 novembre scorso a Milano, dà delle versioni contrastanti, rispetto all’esito della perizia, in merito sia all’uso di sostanze stupefacenti e di alcol sia alla velocità a cui andava quella notte. Inoltre, alcune incongruenze sembrano riguardare anche la dinamica dell’inseguimento e l’uso del casco. Nel corso della puntata è andato in onda anche un servizio con l’audio originale dell’interrogatorio di Fares Bouzidi.

Caso Ramy, l'audio inedito dell'interrogatorio di Fares - Dritto e rovescio Video | Mediaset Infinity

Caso Ramy, l'audio inedito dell'interrogatorio di Fares - Dritto e rovescio Video | Mediaset Infinitymediasetinfinity.mediaset.it


"Ecco perchè scappavo dai Carabinieri".

La dottrina progressista terrorizza. L’uomo normale è costretto alla fuga
Zohran Mamdani, sindaco di New York (Ansa)
Tasse sui ricchi, scuole woke, gender: sindaci e governatori di sinistra non si accaniscono più «solamente» sui paperoni, ora i loro soprusi dogmatici spaventano la classe media. Che abbandona città e Stati intolleranti.

Non si tratta di arroganza ma di idiozia e sono due cose molto diverse: l’arroganza proviene dall’eccesso di confidenza mentre l’idiozia dall’incapacità di comprendere le cose.

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Il calcio nostrano sopravvive in provincia
Getty Images
Como e Lecce viaggiano su due traiettorie opposte ma speculari: i lombardi possiedono milioni, talento e hanno fatto la storia entrando in Champions, mentre i salentini si sono salvati col cuore. La Serie A è asfittica e questi club sono ventate d’aria fresca.

Qui Como, a voi Lecce. Nella serata che gettava nello sconforto più cupo i tifosi di Milan e Juventus, entrambe fuori - evento senza precedenti- dalla Champions League perché finite rispettivamente quinta (con 70 punti) e sesta (69) nella classifica di serie A, le due città, ciascuna con meno di 100.000 abitanti, separate da 1.000 chilometri in linea d’aria, festeggiavano il loro entusiasmante «scudetto».

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La cultura di destra rigettò D’Annunzio: troppo ingombrante
Gabriele D'Annunzio (Getty Images)
Il poeta soldato è stato più un mito del regime che dei letterati. Per Evola era «un imbecille», duri scontri anche con Marinetti.

Ma Gabriele D’Annunzio è stato davvero un mito per la destra culturale e politica? A quella domanda, Giuseppe Parlato ha dedicato il suo ultimo libro che esce postumo venerdì prossimo, a un anno dalla scomparsa dello storico (D’Annunzio. Un mito per la destra, edito da Cantagalli e curato da Simonetta Bartolini e Andrea Ungari).

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«Non serviva a evitare i contagi». Rezza rivede la teoria dei lockdown
Giovanni Rezza (Imagoeconomica)
Ippolito invece incolpa gli Usa per l’Ebola in Congo: «Pesa la loro uscita dall’Oms».

Lo scaricabarile in commissione Covid prosegue senza sosta. Ieri è stato il turno del professor Giovanni Rezza, che in pandemia era direttore generale della prevenzione presso il ministero della Salute guidato da Roberto Speranza (Pd) e oggi è professore di igiene e sanità pubblica al San Raffaele di Milano.

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