radical chic

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L’immigrazione serve agli schiavisti. Ora lo sanno pure Saviano e Gramellini
Roberto Saviano e Massimo Gramellini (Ansa)
Dopo aver predicato accoglienza, le due penne benpensanti si accorgono che gli stranieri vengono sfruttati da altri stranieri.

Toh, guarda: ci sono i lavoratori sfruttati. E sono stranieri. E poi ci sono i caporali. Pure loro stranieri. E poi ci sono i caporali stranieri che schiavizzano i lavoratori stranieri. Che li massacrano. E perfino li bruciano, quando osano ribellarsi alla schiavitù. Signora mia, chi l’avrebbe detto mai?

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Sulla sicurezza De Pascale terremota il Pd
MIchele De Pascale (Imagoeconomica)
Il presidente della rossa Emilia-Romagna lancia gli Stati generali per svegliare il partito e ribadisce l’apertura a espulsioni e Cpr. Poi liquida la crisi di nervi di Lepore: «Campagna elettorale locale». E invita i sindacati di polizia: «Dobbiamo ascoltarli».

Salvate il soldato De Pascale: da un paio di giorni il presidente dell’Emilia-Romagna, esponente di spicco del Pd, è sotto il fuoco incrociato del suo partito e dei suoi alleati. Il motivo? Aver detto che il re, a sinistra, è nudo: «La sinistra sulla sicurezza non è credibile, non ha proposte concrete per garantire agli italiani la soluzione ai loro problemi». Questo concetto, come notava ieri il nostro direttore Maurizio Belpietro, è condiviso da gran parte dell’elettorato dem, ma guai a esplicitarlo: il fuoco amico si scatena, il «traditore» del verbo della sinistra radical-chic, perfettamente incarnato dalla segretaria Elly Schlein, viene (politicamente) messo in croce.

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Il record di Zalone è l’incubo dei radical chic
Checco Zalone (Ansa)
«Buen camino», commedia politicamente scorrettissima, fa il botto: 5,6 milioni di incasso al debutto (78,8% del totale). E oltre 680.000 persone nelle sale a Natale. Il comico pugliese brucia il colossal «Avatar»: l’ipocrisia ha rotto, gli italiani vogliono ridere.

«È inutile essere ipocriti, ci aspettiamo di fare i soldi. Questo James, come si chiama, Camerun, dovrebbe svegliarsi il 26 e chiedersi "ma ma chi cazz è sto Zalone"». Non sappiamo se James Cameron ieri mattina si è posto effettivamente la domanda, ma fatto sta che Checco Zalone ha avuto ancora una volta ragione: il suo Buen Camino, uscito l'altro ieri, ha sbancato il box office con un incasso di 5.672.000 euro, e battuto Avatar: Fuoco e cene-re, ultimo episodio della saga fantascientifica del regista canadese, che si è fermato, nello stesso giorno, a 868.290 euro. Le attese erano alte ma il risultato ha superato ogni rosea previsione: con questa commedia diretta da Gennaro Nunziante e distribuita da Medusa, Zalone ha superato sé stesso conquistando il 78,8% della platea complessiva (680.000 persone nelle sale): nel 2016 Quo Vado, uscito il primo gennaio, aveva raggiunto il 65,6%, mentre nel 2020, con Tolo Tolo, uscito sempre il primo gennaio, si era assicurato il 75,7%. Il successo di Buen Camino è stato omogeneo su tutto il territorio nazionale e ha trainato l’intero comparto: era da 14 anni che, nel giorno di Natale, il mercato cinematografico non superava i 7 milioni di euro d’incasso.

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Il gastronomo rosso Carlin Petrini non digerisce la proprietà privata
Carlo Petrini (Ansa)
Sulla «Stampa» di casa Elkann il guru radical chic torna a predicare il comunismo.
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Caro Bertinotti, la rivoluzione è un pranzo di gala
Fausto Bertinotti. Nel riquadro, ritratti di Mao Tse-Tung di Andy Warhol (Imagoeconomica)

Caro Fausto Bertinotti, le scrivo questa cartolina perché sono preoccupato: dopo anni di pettegolezzi sul comunista ricco, compagno col cachemire, dopo anni di malelingue su falce&caviale, Bertinight e terrazze romane, rivoluzione e Dom Perignon, lotta dura e champagne senza paura, infatti, ci tocca prendere atto che lei, al contrario di ogni maldicenza, è davvero povero.

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