radical chic

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Il record di Zalone è l’incubo dei radical chic
Checco Zalone (Ansa)
«Buen camino», commedia politicamente scorrettissima, fa il botto: 5,6 milioni di incasso al debutto (78,8% del totale). E oltre 680.000 persone nelle sale a Natale. Il comico pugliese brucia il colossal «Avatar»: l’ipocrisia ha rotto, gli italiani vogliono ridere.

«È inutile essere ipocriti, ci aspettiamo di fare i soldi. Questo James, come si chiama, Camerun, dovrebbe svegliarsi il 26 e chiedersi "ma ma chi cazz è sto Zalone"». Non sappiamo se James Cameron ieri mattina si è posto effettivamente la domanda, ma fatto sta che Checco Zalone ha avuto ancora una volta ragione: il suo Buen Camino, uscito l'altro ieri, ha sbancato il box office con un incasso di 5.672.000 euro, e battuto Avatar: Fuoco e cene-re, ultimo episodio della saga fantascientifica del regista canadese, che si è fermato, nello stesso giorno, a 868.290 euro. Le attese erano alte ma il risultato ha superato ogni rosea previsione: con questa commedia diretta da Gennaro Nunziante e distribuita da Medusa, Zalone ha superato sé stesso conquistando il 78,8% della platea complessiva (680.000 persone nelle sale): nel 2016 Quo Vado, uscito il primo gennaio, aveva raggiunto il 65,6%, mentre nel 2020, con Tolo Tolo, uscito sempre il primo gennaio, si era assicurato il 75,7%. Il successo di Buen Camino è stato omogeneo su tutto il territorio nazionale e ha trainato l’intero comparto: era da 14 anni che, nel giorno di Natale, il mercato cinematografico non superava i 7 milioni di euro d’incasso.

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Con vent’anni di anticipo, «Io sono Charlotte Simmons» descrisse il degrado morale all’interno degli atenei statunitensi.
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