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La ricetta polacca per un’Europa dei popoli
Il presidente della Polonia Karol Nawrocki (Ansa)
Karol Nawrocki, pur favorevole all’integrazione europea, vuole riportare al centro i governi nazionali. Tra i punti essenziali della sua linea ci sono il mantenimento del voto all’unanimità, un commissario per ogni Stato e l’abolizione del presidente del Consiglio Ue.

Karol Nawrocki, il presidente della Polonia, anche se è soltanto da sei mesi in carica, si è pronunciato già più volte sull’Unione europea. Una voce diversa dalle posizioni delle oligarchie di Bruxelles e delle cancellerie di Berlino e Parigi che puntano sulla centralizzazione dell’Unione e sulla distruzione delle sovranità dei Paesi membri. Nawrocki è favorevole all’integrazione europea ma critico verso l’attuale Unione governata da politici e da burocrati non eletti, con Ursula von der Leyen in testa. «L’Unione deve tornare al principio secondo cui gli Stati membri rimangono i padroni dei Trattati e le entità sovrane che decidono la forma dell’integrazione europea. Dobbiamo restituire l’Unione europea ai cittadini degli Stati membri», insiste il presidente. Nawrocki ha parlato dell’Ue in modo più approfondito in un importante discorso presso la storica Università Carlo IV di Praga, il 24 novembre 2025.

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Varsavia punta ad avere «l’esercito più forte d’Europa»: la stessa ambizione di Berlino, i cui soldati hanno già sconfinato per erigere fortificazioni. E la destra anti Donald Tusk è in fibrillazione: «Proteggere il confine Ovest».

La Polonia avrà il «più forte esercito d’Europa». Lo ha promesso il premier, Donald Tusk, senza chiedere permesso alla Germania. La quale - piccolo problema - coltiva la stessa ambizione: il cancelliere, Friedrich Merz, lo va proclamando almeno dallo scorso maggio e, l’ultima volta, lo ha ribadito meno di un mese fa. Quella tra Varsavia e Berlino sarà una competizione leale? O una baruffa nel nome del riarmo? Alla faccia della difesa comune?

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Gli eurogiudici stangano la Polonia perché difende la sua Costituzione
Donald Tusk (Ansa)
La Corte di giustizia Ue ha dichiarato guerra alla Consulta di Varsavia: non rispetterebbe «la giurisprudenza comunitaria». Per il Paese guidato da Donald Tusk, invece, sono le toghe dell’Unione a «esorbitare» dai propri poteri.

«La Costituzione di un Paese non è un giudice imparziale e indipendente». Scintille e fumo nero: due locomotive lanciate l’una contro l’altra su un binario unico. Sono l’Unione europea, con il suo braccio armato della Corte di giustizia, e la Polonia, riluttante a dimenticarsi (come spesso accade ad altri membri dell’Unione) di essere un Paese sovrano. Vengono prima le leggi comunitarie o la Costituzione delle singole nazioni? La questione rimane lì, sospesa in un limbo leguleio dove i principi astratti fungono da innocui placebo. Ma quando tocca situazioni concrete, ecco gli attriti, le minacce, le controdeduzioni al curaro. A conferma che l’Europa dei popoli è ancora una pia apparizione scomparente. Niente a che vedere con quella del denaro, oliata con piglio dittatoriale dalla Bce.

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Ucraina, i soldati tedeschi tornano in Polonia mentre i russi avanzano nel Donetsk
Ansa
Truppe mandate per rafforzare il confine con Minsk. Odessa al buio dopo i raid russi.

La Germania si prepara a rafforzare il fianco orientale della Nato con un nuovo dispiegamento militare in Polonia. A partire da aprile 2026, soldati tedeschi prenderanno parte all’operazione polacca «Scudo Orientale», avviata nel maggio 2024 lungo il confine con la Bielorussia e con l’enclave russa di Kaliningrad. L’obiettivo è contribuire alla messa in sicurezza di una delle aree considerate più sensibili dell’Europa orientale. La notizia è stata riportata dal quotidiano Bild che cita fonti del ministero della Difesa di Berlino.

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Il vento ha smesso di soffiare. Stop al maxi parco eolico in Polonia
(IStock)
I danesi di Vestas fermano la produzione di pale e turbine: poca domanda, costi elevati.
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