Nessuno andrà in piazza per la vittima dei maranza
A differenza di Fakir, la morte di Nicola Musiani, massacrato da marocchini, non ha scatenato l’indignazione della sinistra.
A differenza di Fakir, la morte di Nicola Musiani, massacrato da marocchini, non ha scatenato l’indignazione della sinistra.
I compagni insorgono soltanto per morti funzionali alla tesi «Italia fascista e razzista». I bianchi valgono al massimo un lutto cittadino. Il killer è straniero? Colpa della psiche.
Nelle manifestazioni non è espressa la volontà popolare, ma è il potere che tesse la tela.
L’ex ministro pontifica su «Repubblica», temendo che Giorgia Meloni possa prendersi il Quirinale. E sogna un patto contro le destre.
All’evento Lgbtqi+, oltre alle solite sfilate con tanto di «Bear party» (gay orgogliosamente in carne e pelosi), è previsto uno spazio dedicato a «bimb*» (con la schwa) e famiglie, sulla falsa riga di Budrio. In programma letture gender a cura dei nuclei arcobaleno.
Il sindacato promuove lo sciopero della cultura per chiedere più fondi pubblici e difendere lo status degli intellò radical chic. Nel frattempo, a Rovigo, un dirigente è finito a processo per falsa testimonianza in un caso di sfruttamento di alcuni lavoratori.
Quando in un talk show o in un dibattito pubblico si osa ricordare il folle periodo del Covid c'è sempre qualcuno che sbuffa e alza il sopracciglio come a dire: «Basta con questa storia, è acqua passata». Invece non è…
Cambia il nome di una commissione della consulta degli studenti a Roma e i politici di sinistra, fermi ancora agli anni Settanta, impazziscono impartendo lezioni di democrazia.
Lo storico Eric Gobetti sostiene che le stragi sono sempre fasciste. Gli altri? Compagni che sbagliano. Paolo Berizzi fa l’identikit dei nazi nichilisti, ma sembra il profilo di Salim El Koudri.
Gustavo Zagrebelsky teorizza due egemonie culturali: una buona e gramsciana, che verrebbe «dal basso», e una cattiva, di destra, imposta dall’alto. Giorgio Parisi dà la colpa del niet a Joseph Ratzinger al rettore che rese pubblica la lettera dei docenti: la censura va praticata in silenzio...
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