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Se riaprissimo alla Russia finirebbero i guai per gas e diesel
Oleodotto Druzhba (Ansa)
Tra le sanzioni alla Russia e la dipendenza dal Medio Oriente, aggravata dal conflitto, l’Unione europea si è infilata in un vicolo cieco. La svolta passa dalle dimissioni di Ursula von der Leyen.

La visita di Giorgia Meloni in Arabia Saudita è certamente utile per manifestare solidarietà a un Paese coinvolto in una guerra, ma anche per garantire le forniture di energia al nostro Paese. Va ricordato che Meloni è stata l’unica leader straniera presente alla riunione dello scorso dicembre del Consiglio di cooperazione del Golfo, organizzazione per la cooperazione tra sei Paesi del Golfo Persico.

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Ombre russe dietro l’F-35 centrato
Getty Images
Indagini in corso sul caccia statunitense danneggiato da Teheran. Se il vettore che ha raggiunto il jet fosse uno ad alta velocità, si tratterebbe di un’arma fornita dallo zar.

Anche ai migliori può succedere di trovarsi in situazioni dalle quali è difficile uscire indenni, anche se «invisibili». È capitato il 19 marzo al pilota di un F-35 statunitense danneggiato dal fuoco delle difese iraniane durante una missione della quale il Pentagono non ha voluto confermare né luogo, né l’obbiettivo. Nessun aeroplano è tanto superiore ai sistemi di difesa attuali da esserne immune, men che meno l’F-35 di questa vicenda, risalente al 2006, ma il fatto fa notizia perché fino a oggi nessun aereo di questo tipo è mai stato abbattuto in combattimento, anche se una dozzina di esemplari sono andati persi per incidenti attribuiti a guasti ed errori umani.

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Mentre fanno la morale a Buttafuoco Mosca incassa miliardi anche dall’Ue
Pietrangelo Buttafuoco (Ansa)
Greggio, gas, tasse: di fatto foraggiamo la Russia. Strillare per la Biennale è ridicolo.

Ma che significa: «Non diamo vantaggio a Putin?». A furia di andar dietro all’Unione europea il governo si sta avvitando in una situazione che non capiamo. Onestamente non credo che l’Italia debba dare ulteriori «prove d’amore» all’Ucraina. Credo chela solidarietà sincera al popolo ucraino non sia mai mancata, idem per quel che riguarda i finanziamenti a Zelensky necessari a non soccombere di fronte all’invasione russa.

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  • Il Paese euroasiatico, ricco di giacimenti di gas e petrolio, è anche un grande produttore agricolo. Mantiene un forte legame economico con Mosca, ma l'interscambio con Pechino è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni. Pil in crescita del 5% nel 2025.
  • Nel gennaio 1942 iniziarono le deportazioni degli italiani residenti in Crimea da parte delle autorità russe. Fu l'olocausto verso i gulag del Kazakistan. Di circa 2.000 persone, solo 78 fecero ritorno alle loro case di Kerç. Gli altri morirono di stenti o già durante il terribile viaggio nei vagoni merci verso la steppa gelata.

Lo speciale contiene due articoli.

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Quattro anni di lotta per la libertà. Il fallimento della «guerra lampo russa»
A quattro anni dall'invasione russa in Ucraina un evento di Fratelli d'Italia in Senato per raccontare la verità di quello che succede sul campo.
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