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Calcoli elettorali, obiettivi divergenti. Donald e Bibi in rotta di collisione
Benjamin Netanyahu e Donald Trump (Ansa)
Il tycoon vuole un accordo con Teheran prima delle Midterm, Benjamin Netanyahu pressato in patria per colpire più forte Hezbollah.

Si fa sempre più traballante l’asse tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Ieri mattina, Israele ha condotto degli attacchi contro obiettivi militari iraniani in risposta a un precedente attacco missilistico che Teheran aveva effettuato ai danni dello Stato ebraico.

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Usa e Ue devono ricucire lo strappo
Pete Hegseth (Ansa)
Washington ha sbagliato strategia in Medio Oriente. Bruxelles si è illusa di restare fuori dal caos. Roma, che offre aiuto in cambio della tregua, indica la via più giusta.

Siamo in un momento di forte divergenza tra Usa e Ue. Ritengo utile tentare di ridurla con una strategia di pur parziale riconvergenza che contenga il rischio per l’Ue stessa di una crisi inflazionistica/recessiva dovuta a scarsità/rialzo dei prezzi di petrolio e gas a causa di un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz.

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Trump smorza: «Fanno un po’ i furbi, ma le trattative vanno molto bene»
Donald Trump (Ansa)
Il tycoon non allenta la pressione sugli ayatollah: «Non possono ricattarci». Ma aggiunge: «Stiamo avendo ottime conversazioni». Poi convoca la «situation room» per nuovi piani di guerra in caso i negoziati fallissero.

Donald Trump si mostra ottimista sul processo diplomatico iraniano. «Abbiamo delle ottime conversazioni in corso», ha dichiarato ieri. «Si sono comportati in modo un po’ furbo, come fanno da 47 anni», ha proseguito, riferendosi al fatto che Teheran abbia nuovamente chiuso lo Stretto di Hormuz. «Volevano chiudere di nuovo lo stretto, come fanno da anni. Non possono ricattarci», ha continuato, sostenendo che avrebbe ricevuto delle informazioni sui negoziati «entro la fine della giornata».

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Libano e Israele: 10 giorni di tregua. Ma Aoun «scappa» da Netanyahu
Ansa
Benjamin Netanyahu respinto al telefono dal suo omologo, poi l’accordo. Roma osserva con l’Unifil.

A distanza di due giorni dai primi colloqui diretti tra i funzionari israeliani e libanesi a Washington, è stato raggiunto il cessate il fuoco tra Israele e il Libano. Ad annunciarlo è stato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, su Truth: «Ho appena avuto delle conversazioni eccellenti con il presidente del Libano, Joseph Aoun, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu.

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Caschi blu colpiti da Hezbollah. Crosetto: «Rimpatriamo i nostri»
Guido Crosetto (Ansa)
Italia, Germania e Francia pronte al richiamo se non cambiano le regole d’ingaggio.

Il fronte libanese resta incandescente e, questa volta, a essere colpiti sono anche i caschi blu. Un’esplosione avvenuta ieri pomeriggio in un sito delle Nazioni Unite vicino a Odaisseh ha ferito tre militari, due dei quali in modo grave. L’origine resta ancora sconosciuta, ma il segnale è chiaro: la missione Unifil si trova ormai nel pieno di un conflitto che non ha più nulla del peacekeeping tradizionale. Sul terreno, infatti, il ritmo degli scontri ha ormai raggiunto livelli da guerra aperta: oltre 100 lanci quotidiani da parte di Hezbollah e circa 300 attacchi israeliani al giorno.

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