malagiustizia

{{ subpage.title }}

Mamma Patrizia merita che sia fatta giustizia
Non si devono spegnere i riflettori sul dramma vissuto dalla famiglia Caliendo. «Ho affidato mio figlio ai dottori, e loro mi hanno tradito», ha affermato la donna. Non c’è sconfessione più grande per chi dovrebbe tutelare la vita, soprattutto dei più fragili.

La morte di un bambino è il mistero più grande cui possiamo assistere nella nostra vita terrena. E non mancano le parole perché non conosciamo quelle adeguate: mancano perché non esistono. Così è per la morte del piccolo Domenico. Doverne scrivere dopo aver parlato ripetutamente con mamma Patrizia, una donna straordinaria per intelligenza, dignità, determinazione e compostezza.

Continua a leggereRiduci
Gratteri scorda che sono «per bene» molti imputati
Marco Sorbara (Ansa)
Per screditare la riforma, Gratteri sostiene che la appoggiano indagati e processati. Ma le cronache sono piene di innocenti finiti in cella ingiustamente. Il caso di Marco Sorbara (909 giorni di prigionia) è esemplare.

Ripartiamo dalla grammatica secondo Gratteri, quella che - ipse dixit - lo assolverebbe. «Per il No voteranno le persone perbene» e tanto basta per avere chiaro che in una dicotomia «buoni e cattivi», coloro che voteranno Sì non sono persone per bene: la lingua italiana non è una convenzione borghese. Dunque coloro che voteranno Sì sono dei farabutti, con tonalità più o meno intense: «Indagati, imputati, massonerie deviate e centri di potere». E già qui uno dovrebbe opporre al magistrato la seguente domanda: e da quando un indagato o anche un imputato è una persona non per bene? «Io parlavo della Calabria», ha poi tentato di minimizzare, come se la Calabria fosse un mondo a sé o facendo finta di non sapere che quella regione si porta dietro una serie di pregiudizi che si estendono oltre la regione.

Continua a leggereRiduci
«Grazie alla “Verità” e ai suoi lettori. Voglio dimostrare la mia innocenza»
Il vicebrigadiere Marroccella ci scrive e abbraccia idealmente tutti coloro che hanno contribuito alla sottoscrizione in suo sostegno. «La fiducia che ripongo nella magistratura non si è mai interrotta».

In questi giorni io e la mia famiglia siamo stati travolti da una valanga di emozioni e di vicinanza: una partecipazione così ampia e sincera da farmi vivere momenti quasi surreali, come se stessi sognando. Prima di proseguire con questa lettera, che scrivo con il cuore di un umile servitore dello Stato, sento il dovere di chiarire alcuni aspetti, al fine di evitare interpretazioni diverse da quelle dettate esclusivamente dai miei autentici sentimenti. Nonostante la sentenza di primo grado che mi ha visto condannato a tre anni di reclusione, cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e al pagamento di una provvisionale di circa 140.000 euro, la fiducia che ripongo nella magistratura non si è mai interrotta.

Continua a leggereRiduci
Indagini eseguite in maniera grossolana e frettolosa, sentenze sballate: la cronaca gronda di cantonate scoperte dopo decenni.
Continua a leggereRiduci
Tutte le inchieste flop della Procura di Torino
La sede della Procura di Torino (iStock). Nel riquadro Stefano Esposito (Ansa)
Quella che ha coinvolto per sette anni l’ex senatore dem Stefano Esposito è solo l’ultima delle cantonate dei pm: l’elenco è lungo. E cambiando Regione non va meglio, tra vite rovinate, perdite di tempo e di denaro. E poi ci si chiede perché Giovanni Toti ha patteggiato.
Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy