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Gli Usa: «L’Iran si arrenda, il regime resti»
Donald Trump (Ansa)
Trump esporta il Maga: «Teheran scelga leader più accettabili, poi lavoreremo con gli alleati per rifare il Paese grande e ricco». Rubio agli omologhi arabi: «Il conflitto durerà diverse settimane, puntiamo solo al cambio della dirigenza». È un monito a Bibi?

Donald Trump è tornato a parlare di come vede il futuro politico-istituzionale dell’Iran. «Non ci sarà alcun accordo con l’Iran se non ci sarà la resa incondizionata!» ha affermato ieri su Truth, per poi aggiungere: «Dopo di che, e dopo la selezione di un leader grande e accettabile, noi e molti dei nostri meravigliosi e coraggiosi alleati e partner lavoreremo instancabilmente per salvare l’Iran dall’orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai».

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«Kirk era il mediatore. Ora si combatte un derby nella destra americana»
Andrea Venanzoni (Imagoeconomica)
L’esperto Andrea Venanzoni: «Esistono frange contrapposte che hanno come riferimento J.D. Vance e Marco Rubio. La Groenlandia? Da sempre un obiettivo Usa».

Il mondo Maga è in subbuglio e la destra americana si trova a un bivio che segnerà il futuro candidato repubblicano per il dopo Trump. Andrea Venanzoni nel suo libro La Destra americana contemporanea. Dalla New Right a Donald Trump (Giubilei Regnani editore), fa un’analisi precisa della divaricazione a cui è giunto il partito repubblicano. E individua un momento preciso in cui il terremoto Maga ha aperto questa faglia.

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Il narcisista non conquista nulla. Per questo non c’entra con Trump
Donald Trump (Ansa)
L’interpretazione psicanalitica del mondo Maga fornisce solo cliché stereotipati.

Tempi duri per tutti, d’accordo. Ma sarà poi vero che Narciso è l’autentico ispiratore e protagonista-simbolo del mondo di oggi e di domani, lo stile di vita che ha conquistato il mondo, il vero must del momento e anche di più? Sarebbero molti e di dimensioni impressionanti i fenomeni che lo dimostrano, come i giganteschi (e meritatissimi) patrimoni dei grandi sarti, rivelati tra le lacrime al momento della loro morte.

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Scintille fra i Maga: Trump scarica la pasionaria degli isolazionisti
Donald Trump (Ansa)
Il presidente Usa prende pubblicamente le distanze dalla deputata anti sistema Marjorie Taylor Greene. Per ora si tratta di frizioni sotto controllo, ma in vista delle primarie del 2028 la lotta si annuncia feroce.

Terremoto nel mondo Maga. Venerdì, Donald Trump ha platealmente revocato il proprio endorsement a colei che, un tempo, era uno dei suoi più ferrei alleati: la deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene. «Ritiro il mio sostegno e il mio endorsement alla “deputata” Marjorie Taylor Greene, del Grande Stato della Georgia», ha dichiarato il presidente americano su Truth. «Tutto ciò che vedo fare alla stravagante Marjorie è lamentarsi, lamentarsi, lamentarsi!», ha proseguito, sostenendo che la Greene si sarebbe offesa per non riuscire più a parlare al telefono con lui. «Non posso rispondere ogni giorno alla chiamata di una pazza che si lamenta», ha continuato il presidente, che ha anche accusato la deputata di essersi spostata su posizioni di «estrema sinistra».

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Ai funerali c’era la gente perbene per cui fare politica è un atto di fede
Erika Kirk, vedova di Charlie, durante il discorso alle esequie del marito a Phoenix (Ansa)
L’America raccolta a Phoenix era pervasa da un fervore spirituale nel quale religione, vita privata e impegno civico non sono separabili. È una coerenza che ha reso gli evangelici come Kirk più attrattivi dei cattolici.
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