
Tempi duri per tutti, d’accordo. Ma sarà poi vero che Narciso è l’autentico ispiratore e protagonista-simbolo del mondo di oggi e di domani, lo stile di vita che ha conquistato il mondo, il vero must del momento e anche di più? Sarebbero molti e di dimensioni impressionanti i fenomeni che lo dimostrano, come i giganteschi (e meritatissimi) patrimoni dei grandi sarti, rivelati tra le lacrime al momento della loro morte.
A conferma di questa centralità dell’antico ma ancora oggi presentissimo semidio Narciso viene citato il potere raggiunto in poco tempo dalla presidenza di Donald Trump, che del narcisismo sarebbe oggi il simbolo vivente. Il leader narcisista. Narciso sul divano è il titolo e contenuto del recentissimo libro di Manfred F.D. Kets de Vries (Raffaello Cortina Editore), professore di leadership e di cambiamento organizzativo. È con Narciso che oggi ci si afferma e -conferma il libro - spesso si vince. In effetti nelle pagine del testo, come in quelle dei giornali o delle varie trasmissioni o eventi aggiornati, circolano fatti e immagini che danno oggi ampio spazio all’auto contemplazione narcisistica, così importante già nel secolo scorso sia per Sigmund Freud che per Jacques Lacan, ma confessata e poi declamata dagli anni ’60 in avanti, apparentemente in ricerca di soddisfazioni più consistenti e autentiche. Anche il ritorno di fiamma per il narcisismo di oggi è ora più utile a illustrarne le forme attuali delle manifestazioni, nell’intervento clinico e nelle cronache. Il fatto è che Freud (come notavano fin dagli anni 60 i suoi studiosi Laplanche e Pontalis), fece un po’ di confusione tra l’avventuroso e eterosessuale Edipo, e il depresso e strettamente omosessuale Narciso, che non si stacca dall’auto contemplazione del suo corpo, nudo nella pozza d’acqua sotto di lui, e alla fine muore di fame, o annegato. Non c’è da meravigliarsi: il narcisismo di stretta osservanza è difficile che porti molto al di là del governo della propria pozzanghera, per quanto ambita. Troppo arrogante e fissato con la propria carne e bellezza, troppo freddo, troppo incollato all’istante com’è, Narciso non solo non ci aiuta ad essere più affermati e felici, ma fa una tremenda fatica a restare a galla lui stesso. E fatalmente annega nello specchio d’acqua della sua pozza. Per questo sconcerta l’identificazione con i contemporanei carrieristi trumpiani: oltre all’attenzione per le donne, di cui a Narciso non importava nulla. Trump e trumpiani (tranne l’importantissimo Thiel), alle donne sono interessati moltissimo. Anche l’attivo e sensibile Edipo, che non riconoscendolo uccide il re padre prepotente e aggressivo e sposa Giocasta ignorando che è anche sua madre, attirando così la malattia e la sfortuna sul proprio regno - scrive Kets de Vries - «crea una situazione che ricorda la storia del re nudo: quello che vediamo non è quello che otteniamo. Il risultato sarà una dissonanza cognitiva».
In questo caso, però, lo scenario cambia: «la vita potrebbe, in realtà, non rivelarsi di successo come promesso… una simile impostazione è un invito a creare» ma come e cosa? Gli studi sul narcisismo di Cristopher Lasch - racconta Kets ricordandone il fondamentale La cultura del narcisismo - hanno poi offerto un «commento accusatorio sulla capacità - scemante - della società e della cultura moderna di fornire un senso di identità e di sicurezza ai suoi membri». Sulla questione del valore e attendibilità dei gruppi dirigenti ha portato considerazioni tuttora valide il classico Comunità e società, di F. Tonnies, circa le trasformazioni avvenute nei passaggi dalla società comunitarie a quelle associative. Che finora non hanno certo aumentato la felicità e la sicurezza di nessuno.






