giustizia referendum

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Molta sinistra, invece, è favorevole al Sì
Giuliano Pisapia, Carlo Calenda, Stefano Ceccanti, Arturo Parisi
Pisapia, Ceccanti, Parisi, Calenda, Minniti... Nel Partito democratico, e non solo, fingono di non vedere che tra i loro big c’è chi dice: «Non si vota sul governo Meloni ma su un tema che condividiamo». Nel gruppo pure Pina Picierno e Roberto Giachetti.

In risposta a chi dice che voteranno Sì solo massoni deviati e imputati, aumentano gli esponenti di sinistra favorevoli alla riforma Nordio.

L’esercito dei riformisti avanza spedito. L’ultimo in ordine di tempo a schierarsi dalla parte del Sì è, Arturo Parisi, promotore dell’Ulivo e delle riforme istituzionali negli anni Novanta, ex ministro della Difesa con Prodi: «Voto Sì per far avanzare una giustizia garantista. Voterò Sì guidato dalla domanda che sta al centro della riforma della separazione delle carriere dei magistrati: la necessità della terzietà del giudice tra chi accusa e chi difende».

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La democrazia si è fermata a Palermo
Ansa
Nella città di Sergio Mattarella disertano i presidenti di sezione. I sostituti arrivano alle 14. Gli avvocati: «Annullare il voto».
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I quesiti di Lega e radicali spariti dai dibattiti in modo da evitare il superamento del quorum. Matteo Salvini invoca Mario Draghi e Sergio Mattarella.
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Le manette facili? Una finta urgenza. L’anomalia è il potere politico dei pm
iStock
Il quesito sul ridimensionamento della custodia cautelare è contrario ai principi di quegli stessi partiti che lo sostengono. Sarebbe più utile invece togliere alle toghe la possibilità di scegliersi le notizie di reato.
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