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«La notizia la confermo ora: vedrò i genitori degli sfortunati bambini della vicenda del bosco mercoledì prossimo, con buona pace delle polemiche inutili». Lo ha detto Ignazio La Russa, presidente del Senato, in un video diffuso dopo le polemiche sull’incontro con la famiglia.

Ha poi aggiunto: «Mi sono divertito molto a leggere una polemica su una non notizia. Diversi esponenti della sinistra hanno ritenuto di polemizzare sulla base di una notizia del quotidiano Il Centro che dava con una certa rilevanza l’informazione che avrei incontrato un mercoledì, senza precisare la data».

La Russa ha quindi chiarito: «È esattamente vero che ho espresso alla famiglia la mia solidarietà ed è vero che su questo tema sono stato sempre molto moderato. È esattamente vero che li vedrò, ma non questo mercoledì, perché non c’è aula e non sarò a Roma. L’incontro è previsto per il 25 marzo, cioè dopo il referendum».

Il nuovo sport è compiacere Mattarella
Sergio Mattarella (Ansa)
Il «Corriere» attribuisce il merito dei successi a Milano-Cortina non agli atleti, bensì all’«ala istituzionale» del Capo dello Stato. Dalle medaglie dei Giochi alla frana di Niscemi, la narrazione mediatica intende trasformare il Colle in una divinità taumaturgica.
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Bicipiti, lame e ’ndrangheta. I media hanno trasformato l’uomo rapinato in un mostro
Jonathan Rivolta (Ansa)
Dopo il furto finito in tragedia nel Varesotto, la famiglia Rivolta teme ritorsioni. Intanto molti giornali sputano veleno sul padrone di casa, alimentando tensione.

Jonathan non è «un trentenne». O, meglio, lo è, ma non di quelli che hanno il privilegio di finire nei titoli di cronaca menzionati solo per l’età o per il segno zodiacale, sennò la Carta di Roma piange. Jonathan Rivolta è italiano, dunque nei titoli ci finisce con il nome completo e i dettagli sulla sua passione per la boxe: chiamatelo «privilegio bianco».

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 29 dicembre

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 29 dicembre con Carlo Cambi

Greci su Repubblica perché l’Italia conviene
Theodoris Kyriakou (Getty Images)
Antenna Group, in trattativa per rilevare i giornali di Elkann (Gedi), annuncia che investirà a lungo nel nostro Paese: «È uno dei pochi Stati che offre stabilità politica e prospettive di crescita». Ma l’universo di sinistra vuole farla scappare.

Succede anche questo, nel grande teatro dell’informazione italiana: arrivano i greci e spiegano con serietà, pacatezza e persino una certa eleganza perché investire in Italia è una buona idea. Comprano (o trattano per comprare) Repubblica, cioè il cuore simbolico dell’impero Gedi di John Elkann, e dicono che lo fanno perché l’Italia è un Paese stabile, con prospettive di crescita e un giornalismo di qualità. Una frase che, messa così, suona quasi come una provocazione.

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