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I parenti del rom rapinatore: «Ucciso mentre era al lavoro»
La villetta di Jonathan Rivolta a Lonate Pozzolo. Nel riquadro, Adamo Massa (Ansa)

Le incredibili parole del cugino dell’uomo pugnalato per legittima difesa fanno capire come per questa gente il crimine sia diventato la normalità. Intanto il giornale dei vescovi attacca il governo che cerca di rimediare.

«Era un tipo normale, come tutti, era lì per lavorare come fanno tutti». Ovvio. Tutti scassiniamo le porte delle villette e freghiamo l’argenteria mentre i proprietari sono fuori casa. Tutti, una volta beccati mentre stiamo svaligiando l’appartamento, invece di alzare le mani, arrendersi o scappare, reagiamo aggredendo a pugni in faccia chi ci ha sorpresi. Tutti poi abbiamo una fedina penale lunga un metro e ce ne andiamo a spasso con complici che ci scaricano in strada, lasciandoci davanti al pronto soccorso prima di darsela a gambe levate. Sì, Adamo Massa, il rom ucciso durante un tentativo di furto a Lonate Pozzolo, era proprio un tipo normale, che faceva quello che fanno tutti. «Rubare era il suo lavoro», ha spiegato il cugino.

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Per il pm è stata legittima difesa. Jonathan non è tra gli indagati
Matteo Salvini. Nel riquadro, Jonathan Rivolta (Ansa)
  • Matteo Salvini: «Una morte è sempre una sconfitta, ma non si può attaccare quel ragazzo».
  • Un diciottenne egiziano pugnalato in classe da un diciannovenne marocchino a La Spezia. La vittima è deceduta in serata. Indagini sul movente. Valditara: «Gravissimo».

Lo speciale contiene due articoli.

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Bicipiti, lame e ’ndrangheta. I media hanno trasformato l’uomo rapinato in un mostro
Jonathan Rivolta (Ansa)
Dopo il furto finito in tragedia nel Varesotto, la famiglia Rivolta teme ritorsioni. Intanto molti giornali sputano veleno sul padrone di casa, alimentando tensione.

Jonathan non è «un trentenne». O, meglio, lo è, ma non di quelli che hanno il privilegio di finire nei titoli di cronaca menzionati solo per l’età o per il segno zodiacale, sennò la Carta di Roma piange. Jonathan Rivolta è italiano, dunque nei titoli ci finisce con il nome completo e i dettagli sulla sua passione per la boxe: chiamatelo «privilegio bianco».

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