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«Repubblica» cancella Pansa dalla sua storia
Giampaolo Pansa (Imagoeconomica)
La testata celebra i 50 anni dalla fondazione ma, con metodi sovietici, elimina dagli archivi il giornalista che le ha dato lustro. La colpa? Aver tradito i compagni svelando il lato oscuro della Resistenza. Persino alla sua morte fu trattato da lontano parente.

C’è stato un tempo in cui Eugenio Scalfari era un sincero ammiratore dell’Unione Sovietica, al punto da convincersi che Mosca avrebbe vinto la sfida con l’Occidente. Prima di pentirsi, come in precedenza si era pentito di aver scritto su una rivista che si chiamava Roma fascista, coltivò infatti una sincera infatuazione per il sistema russo e di questo innamoramento, a quanto pare, è rimasta traccia nel Dna di Repubblica, il giornale da lui fondato. Il quotidiano, che, come racconta in queste pagine Marcello Veneziani, è stato croce e delizia della sinistra italiana, negli anni ha acquisito i peggiori vizi sovietici, come quella puntigliosa abitudine di sbianchettare dall’album di famiglia chi è caduto in disgrazia. Ai tempi di Stalin era la regola, al punto che i comunisti accusati di essere nemici del popolo non soltanto venivano mandati nei gulag o fucilati, ma la loro immagine era rimossa dalle foto ufficiali.

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Idea anti bulli di «Avvenire»: cambiare sesso
(IStock)
Prendendo spunto dagli schiamazzi di alcune scolaresche durante la visione di un film, il giornale dei vescovi ospita le tesi estreme dello psicologo Prunas sulla transizione di genere: «Grati a un clima che permette decisioni un tempo impensabili».
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«Repubblica» frigna, ma la Meloni dice il vero
Giorgia Meloni (Getty Images)

Anni fa, durante una puntata di Ballarò, talk show condotto su Rai3 da Giovanni Floris prima che emigrasse a La7, quel sincero democratico (cristiano) che risponde al nome di Dario Franceschini, evidentemente a corto di argomenti sul tema in discussione, altro non seppe dirmi se non che io ero pagato da Berlusconi.

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Trump può scardinare i dogmi green e l’«Economist» evoca l’Apocalisse
John Elkann (Ansa)

Il settimanale degli Elkann scende in campo contro The Donald: «Il più grande pericolo mondiale nel 2024». E immagina solo guai se venisse rieletto. Quando rovina i loro interessi, la democrazia diventa fastidiosa.

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L’ultima di Renzi: si fa pure un giornale
Matteo Renzi (Ansa)
L’ex premier (imputato per finanziamento illecito) sarà il direttore editoriale del «Riformista», sostenuto da un editore condannato per corruzione. Manco a dirlo, la linea sarà: sparare sui pm. Però ancora non si trova il giornalista che guiderà di fatto la redazione.
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