umberto bossi

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Con una foto feci imbestialire Bossi. Come al solito aveva ragione lui
Umberto Bossi (Ansa). Nel riquadro, la copertina del «Corriere della Sera» di ieri
Coniugava coraggio e follia, passione e cinismo: nei negoziati la spuntava sempre.

Al Corriere non lo potevano sapere. Ma noi, quella foto di Bossi seduto su una specie di trono, ce la ricordiamo bene perché stava facendo saltare il secondo governo Berlusconi. E questa storia ve la possiamo raccontare solo noi. Io, in quel 2001, ero direttore della tv varesina Rete55 e collaboravo con Il Giornale diretto proprio da Maurizio Belpietro.

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Le battaglie di Bossi ora sono da vincere
Umberto Bossi (Ansa)
Walter Veltroni, Pier Luigi Bersani e Sergio Mattarella ricordano il Senatur con parole al miele, dimenticandosi di quando la sinistra lo considerava un novello Adolf Hitler. Su una cosa, però, il capo dello Stato ha ragione: era un sincero democratico. Più degli zerbini dell’Ue.

Adesso che è morto lo glorificano tutti, ma per anni Umberto Bossi è stato il reietto del sistema politico. Pier Luigi Bersani dice che è l’avversario a cui ha voluto più bene. Walter Veltroni scrive che era rispettato dalle forze politiche anche quando usava le sue sparate a effetto. Sergio Mattarella formula le sue condoglianze alla famiglia e al partito parlando di un sincero democratico. Ma quando era in vita, anzi quando agli inizi degli anni Novanta la Lega si affacciò sulla scena politica, le considerazioni con cui fu accolto il Senatur non erano certo queste.

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Il capo della Lega è morto a 84 anni. Ha cambiato la politica e oggi viene raccontato un po' diversamente da come era in realtà. Ricordi di chi lo ha conosciuto bene.

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La politica italiana perde uno dei grandi protagonisti degli ultimi decenni: Umberto Bossi è morto ieri a Varese. Fondatore nel 1984 della Lega Lombarda, con l’approdo tre anni dopo al Senato della Repubblica divenne per tutti il «Senatùr».

Massimo Fini: «Ho cercato in tutti i modi di non arrivare a 80 anni»
Massimo Fini (Ansa)
Il giornalista: «Bevo ancora vodka, fumo e la notte frequento bettole. Milano è diventata una città di merda. Stimo la Meloni ma non voto. Il titolo del mio coccodrillo? Fu ingenuo».
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